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venerdì 5 dicembre 2008

M-Tron Pro: il viaggio continua

mtronpro.jpg

L'M-Tron, sin dalla sua uscita diversi anni fa, è stato un "must" per ogni amante di sonorità vintage. Ora con l'uscita di M-Tron Pro i tipi di GForce portano il concetto originario ad un nuovo livello.
Vi ricorderete probabilmente che la software house inglese ha pubblicato qualche mese fa un altro plug-in, Virtual String Machine, o VSM.
Bene, M-Tron Pro rappresenta la diretta evoluzione di entrambi questi plug-in. Possiede naturalmente i suoni dell'M-Tron, e ne aggiunge molti di nuovi, provenienti da rari nastri (45 nuovi tape-banks) e da altri strumenti cult in qualche modo imparentati al Mellotron (Birotron, Optigan, etc.).
Alcuni dei suoni già editi sono stati rimasterizzati agli Abbey Road Studios. Sapete, è roba un pò in età e ha bisogno di qualche trattamento di bellezza! Per chi odia il sistema originario di riproduzione dei suoni del Mellotron e dell'M-tron (gli 8 secondi), beh, ora c'e' anche la possibilita' di usare i suoni loopati. Vi prego, non ditelo ai puristi, grazie!
M-Tron Pro eredita invece da VSM il motore del sampler e le possibilità di controllo. Praticamente se conoscete già VSM vi sentirete a casa. E gli utenti dell'M-Tron saranno piacevolmente stupiti dalle potenzialità di controllo presenti su questa nuova versione: dual layer e split keyboard, 29 parametri per layer, vintage-style ensemble e delay, low-pass, band-pass e high-pass filtro risonante, dynamic keyboard control, con aftertouch sul filtro.
Aspettate, c'è dell'altro: hanno aggiunto anche le funzionalita' Tape Reverse e Tape Half Speed, che permettono di alterare ulteriormente i suoni, in maniera interessante.

Come in VSM, ci sono tonnellate di bei preset creati da artisti e sound-designer di fama internazionale. Anche il buon vecchio Wakeman fa parte del team, speriamo non abbia bruciato il suo monitor dopo aver creato i preset!
Una menzione speciale va poi al... manuale in pdf. Questo è uno dei casi in cui mi sarebbe piaciuto averlo stampato, dal momento che è una lettura davvero utile e divertente. Non saltatelo, ok?

Detto questo, se avete l'M-Tron e desiderate avere maggiore controllo e molti suoni in più (oops, vi ho detto che ci sono anche dei cori del Roland VP300?), comprate l'upgrade senza esitare.
L' M-Tron Pro Upgrade costa €59.00 (più IVA).
Se invece siete nuovi a queste sonorità, date un'occhiata al sito GForce e ascoltate un pò di demo. Ci sono buone possibilità che vi innamoriate dell'M-Tron Pro e finiate per comprarlo. Con €139.00 (più IVA) avrete ore e ore di spasso, fidatevi. La distribuzione italiana è a cura di Soundwave.

Piattaforme: standalone, RTAS and VST su Windows XP/SP2, Vista 32, Vista 64, RTAS, AU and VST su OS X 10.4.x, OSX 10.5.x.


Leggi anche l'intervista con Dave Spiers, co-fondatore di GForce.

venerdì 10 ottobre 2008

Riverbero da Hollywood

(photo: Vlastula on Flickr)

C'e' un grosso numero di Impulse Responses (o IR) sul web, sia a pagamento che gratis.
Certo, si possono anche trovare dei buoni IR gratuiti, ma se dovessi scegliere un nome in questo campo, andrei a occhi chiusi su quello di Ernest Cholakis (e il suo brand Numerical Sound).
Ernerst è una sorta di scienziato pazzo del campo, e probabilmente ne sa più di chiunque altro.
Quando ho saputo che stava per pubblicare una nuova libreria, chiamata Hollywood Impulse Responses (o HIR), sapevo già di volerci mettere le mani quanto prima.

Dalla descrizione ufficiale del prodotto: "HIR e' ispirato agli ambienti sonori di una ventina di film hollywoodiani di successo, girati fra il 1977 e il 2006, registrati in famosi sound stage e hall sinfoniche".

HIR e' una libreria di 1.1 gigabytes (in diversi formati, WAV, AIFF, SD, 24 and 32bit) compatibile con Mac e PC. Naturalmente la scelta del programma di convoluzione nel quale caricare la libreria e' lasciata all'utente. Ce ne sono tanti in circolazione (Space Designer, Pristine Space, etc.), per l'articolo e' stato usato Altiverb.

HIR offre alcune caratteristiche uniche: e' stato pensato come un partner perfetto per strumenti singoli, grazie a 6 set di IR filtrati sulle alte frequenze in modo da combaciare con l'estensione (C2, G2, C3, G3, C4, and G4) degli strumenti acustici piu' diffusi. Per esempio, se si tratta di una traccia di violoncello, si otterrano migliori risultati usando uno degli impulsi C2, e cosi' via.
Un'altra caratteristica interessante riguarda il timbro: ci sono cinque variazioni per ogni IR: Dark, Warm, Flat, Clear and Bright, che possono essere usate per alterare anche piuttosto radicalmente il timbro percepito di uno strumento o di un ensembre. Ernest sostiene che il risultato non e' riproducibile con nessun EQ, e chi sono per io per dissentire?


HIR e' molto diverso da altri prodotti del genere sul mercato, soprattutto in quanto non prova a emulare degli spazi acustici reali. La sua ispirazione viene, come detto, dagli ambienti sonori dei film hollywoodiani, enormi e come si suol dire "larger than life". Torniamo per un attimo alle parole di Ernest: "il materiale in queste registrazioni spesso conteneva piu' energia sui bassi e medio bassi rispetto a spazi acustici "normali" paragonabili, di conseguenza le dimensioni percepite dello spazio riverberante sono spesso maggiori di quanto le dimensioni fisiche di questi studi sarebbero in grado di creare".

Giusto qualche altro numero: la lunghezza dei riverberi va da 4.112 a 11.013 secondi, con quattro tipologie chiamate Small Sound Stage, Medium Sound Stage, Large Symphony Hall, Huge Sound Stage.
In totale ci sono 600 IR, divisi in quei sei gruppi di note visti prima.
In realta' HIR non e' una questione di quantita', ma di qualità e unicità.
Ho potuto provare la libreria sia su tracce audio, sia su strumenti virtuali e funziona alla grande su entrambe le cose. In particolare gli strumenti virtuali piu' asettici e piu' asciutti prendono davvero una nuova vita!

Certo, HIR non e' un prodotto per tutti, ma se vi occupate di sound-design e se volete dare un suono "larger than life" alle vostre tracce, io lo prenderei al volo. E' un investimento (129.95 dollari) che si ripaga benissimo.


Una nostra intervista con Ernest Cholakis riguardo la sua partnership con Dan Dean, ProAudioVault.

giovedì 18 settembre 2008

Off-the-record: Soundtoys

I tipi di Soundtoys lavorano duro, nessun dubbio. I loro (posso aggiungere "incredibili"?) plug-in, originariamente disponibili solo per utenti PT, sono stati pubblicati nel 2007 anche in versione AU diventando subito un classico per gli utenti "native". Fra qualche settimana dovrebbe essere pronta anche l'attesissima versione VST.
Abbiamo dunque dovuto attendere pazientemente che Ken Bodganowicz, fondatore e CEO di Soundtoys, rispondesse alle nostre domande ma... hey, osereste mai mettere sotto pressione l'esperto di DSP che sta dietro all'Eventide H3000?

Ken, di cosa ti occupavi prima di lavorare per Eventide?

Ero al Rensselaer Polytechnic institute, studiavo ingegneria elettrica e organizzavo i concerti per la scuola. Lo spettacolo più grosso sono stati i Clash, una delle mie band favorite di tutti i tempi. Fu una cosa figa incontrare Joe Strummer e Mick Jones!

Quando hai iniziato a lavorare ad Eventide e di cosa ti occupavi?

Sono stato assunto nell'84, subito dopo l'università. Il mio lavoro da sogno era quello di realizzare pedalini per chitarra, e quando ho scoperto che un'azienda che si occupava di effetti si trovava proprio vicino casa mia nel New Jersey, ne ero entusiasta.
Il mio primo paio di progetti non è mai andato in porto. Uno era un delay digitale, un altro era una tavoletta grafica per computer. Ho lavorato un pò sull'Eventide SP2016, ne ho riprogettato i convertitori A/D. Ho anche realizzato probabilmente il primo plug-in di emulazione: riproduceva il reverbero non lineare AMS RMX-16 per l'SP2016. Era realizzato su un chip EPROM. Eravamo negli anni ottanta, e c'era grande richiesta di effetti di gated reverb!

Quale fu il concept per l'H3000, e quanto esso deve a modelli precedenti?

Il concept originale per l'H3000 era semplicemente uno stereo pitch changer. Al tempo Eventide realizzava la maggior parte dei suoi profitti vendendo card di espansione di memoria. La divisione audio non andava così bene. Avevano appena assunto me, Bob Belcher (che ora lavora a Soundtoys) e Dave Derr (poi fondatore di Empirical Labs e progettista del Distressor).
Noi tre abbiamo lottato duramente per avere la possibilità di progettare l'H3000, eravamo arrivati lì con l'intenzione di creare prodotti audio e non memory card!
Eravamo piuttosto nervosi e abbiamo iniziato a guardare ai prodotti che stavano uscendo in quel periodo, come il Lexicon PCM-70 e lo Yamaha SPX-90. Sapevamo che i multi-effetto erano la scelta giusta, dunque sin dall'inizio volevamo che si trattasse di un prodotto versatile.


Bob lavorava quasi 24 ore su 24, dedicandosi di notte alla progettazione dell'hardware e della scheda, e di giorno al software di controllo. Io di solito arrivavo al mattino e trovavo Bob che si stava giusto risvegliando sulla poltroncina nel suo ufficio. Dave Derr progettava la circuiteria analogica e io mi occupavo degli algoritmi del DSP.
Una delle cose che penso abbia contribuito era il fatto che eravamo tutti musicisti e tecnici del suono, cosi' abbiamo cercato di creare un prodotto più 'musicale'. E' stato questo che mi ha portato a sviluppare un pitch shifting diatonico, ho pensato che fosse una ovvia necessità dal punto di vista musicale.
Quasi tutto nell'H3000 è stato fatto da zero, inclusi gli algoritmi di processamento del segnale. Era il nostro primo progetto audio importante, e la maggior parte delle persone che avevano lavorato ai precedenti prodotti Eventide non erano più lì. Comunque abbiamo portato avanti la filosofia dell'SP2016. Esso era progettato per ottenere multipli effetti differenti (che era una cosa nuova per quel tempo) e aveva un pannello per aggiungere, appunto sotto forma di 'plug-in', dei chip ROM per altri effetti.

Durante lo sviluppo dell'H3000 quale è stata la relazione con gli artisti? Per esempio, Brian Eno fu coinvolto in qualche modo o è stato solo uno dei primi utilizzatori?

Beh, in gran parte la cosa è stata tenuta sotto silenzio, non lasciavamo che neanche il nostro management sapesse esattamente cosa stavamo facendo! Brian Eno è stato uno dei primi utilizzatori, e ci ha scritto una lettera molto carina su quanto gli piacesse l'H3000. Questo ha significato davvero molto per noi, e Bob e io abbiamo attaccato la lettera nei nostri uffici!

Come mai hai deciso di lasciare Eventide e fondare una tua azienda?

Dopo aver sviluppato l'H3000 e il DSP4000 ero pronto per qualcosa di nuovo. Ho sempre voluto fare qualcosa di mio, e avere una propria azienda era il miglior modo per farlo.

Dopo aver lavorato a dei 'classici' come quelli menzionati, quanto è difficile venir fuori con idee e prodotti ancora migliori?

Venir fuori con nuove idee non è cosi difficile, la cosa realmente difficile è arrivare da quel punto al prodotto finito. Per me sviluppare dei nuovi prodotti è sempre, in qualche modo, doloroso. Sono un vero perfezionista e ho la tendenza a divenire ossessionato anche dai dettagli più piccoli.

Una delle prime cose che ho notato usando i plug-in Soundtoys è l'alta qualità dei preset. Non è una cosa comune, e sono sicuro ci sia molto lavoro dietro essi. Puoi dirci qualcosa di più?

Grazie, ci lavoriamo davvero duro. Questa cosa dei preset risale ai tempi dell'H3000. Eravamo tutti coinvolti nel realizzare i preset, ma io ero l'editor, facevo gli aggiustamenti finali e sceglievo i migliori fra tutti i contributi che ricevevamo. Sono stato fortunato anche a lavorare con sound-designer di talento. Andrew Schlesinger, per esempio, ha creato il famigerato preset Crystal Echoes per l'H3000 e lavora ancora per noi alla realizzazione di preset. Mitch Thomas, il nostro sales e marketing manager, è anche un talentuoso sound-designer, e si occupa di realizzare i nostri expansion pack di preset.


Recentemente avete convertito quasi tutti i vostri plug-in per le piattaforme 'native', ottenendo ottimi riscontri. Cosa mi dici dei plug-in che ancora mancano all'appello, come Soundblender? E' roba più complicata da convertire o cosa?


Abbiamo lavorato sulla conversione del codice di pitch processing dal linguaggio di DSP assembly, il che è estremamente complicato. In questo processo siamo pianificando dei miglioramenti da applicare ai plug-in, in modo da renderli piu' facili da usare e da farli suonare meglio.

In passato ti occupavi di hardware e nella pagina 'info' del vostro sito leggo che voi di Soundtoys siete avidi collezionisti di outboard. Non ti manca una vera interfaccia tattile per i vostri prodotti?

Si, mi piacerebbe vedere alcuni dei nostri effetti sotto forma di hardware. E si, girare delle vere manopole è sempre più gratificante rispetto all'uso di un mouse e di uno schermo. Ma è difficile negare gli altri benefici del software, la possibilità di avere allo stesso prezzo istanze multiple dello stesso effetto e la possibilità dell'automazione e del total recall.

Sempre sul sito si legge che gli uffici di Soundtoys si trovano in un posto piccolo del Vermont, dove "il traffico all'ora di punta è di mezza dozzina di macchine al semaforo". E' questo il segreto per fare plug-in migliori e più 'caldi' (qualsiasi cosa voglia dire!)?

Beh, qui fa DAVVERO freddo in inverno, abbiamo bisogno di qualcosa per scaldarci!

Forse questo può essere utile a qualche nostro lettore/lettrice. Vedo che state cercando un programmatore. Dovrà trasferirsi a Burlington?


Lavoriamo già a distanza con alcuni designer, dunque questa è una possibilità. Comunque preferiamo avere qualcuno qui nei nostri laboratori. Perdi molto quando non vedi qualcuno ogni giorno.

Spesso partecipi a conferenze e incontri sul mondo del digital signal processing. Probabilmente, in materia, la sintesi granulare è stato il fenomeno più rilevante di questi ultimi 30 anni. Quali pensi siano le nuove tecniche più interessanti che vedremo applicate al mondo dell'audio nei prossimi anni?


Direi che il continuo miglioramento delle tecniche di "Frequency Domain" che hanno reso possibili time-stretching e pitch-shifting avanzati, uniti alle tecniche di intelligenza artificiale porteranno a degli effetti molto interessanti in futuro.

L'ultima, classica domanda: prometto di non dirlo a nessuno, ma... a parte l'imminente versione VST, a cosa state lavorando nei vostri laboratori segreti?

Abbiamo alcuni nuovi plug-in che stiamo sviluppando e penso ti piaceranno molto! Ma non posso dirti di più. Verrai all'AES o al NAMM? Saremo a entrambi gli eventi, e speriamo anche di essere al prossimo MusikMesse...

mercoledì 27 agosto 2008

Soundhack delay trio


Tom Erbe, sviluppatore del celebre Soundhack ha appena pubblicato la versione beta di una nuova mini-suite di plug-in, Soundhack delay trio.
Si tratta di un gruppo di effetti, fra l'altro freeware, nati in ambito accademico (Tom è un'insegnante di computer music) basati da un unico algoritmo di delay. Le variazioni sul tema derivano dall'aggiunta di modulazione, saturazione e pitch-shifting (molto low-fi, ci tiene a precisare Tom).
Ampia la compatibilità: RTAS, VST, AU per Mac e Windows, OS X 10.4 o superiore, o Windows XP SP3 e superiore. La versione RTAS richiede ProTools 7.0 o superiore. I plugins per Mac sono Universal Binary.

I plug-in sono scaricabili dall'home page del sito Soundhack. Buon divertimento!

mercoledì 4 giugno 2008

Effectrix: smanettamento creativo


L'ultima uscita della software house tedesca SugarBytes, Effectrix, è un multi-effetto basato su step sequencer a 32 step. Il concept è molto interessante, sia per l'interfaccia visiva piacevole e ben concepita, che per le possibilità creative offerte all'utente.
Effectrix comprende 14 effetti: da quelli a più classici come phaser, reverb, delay, filtering, a quelli più sperimentali e più ricercati (specie da chi fa musica elettronica) come x-loop, stutter, loop stretch, reverse, etc.
Se a questo aggiungete le possibilità di modulazione (2 Modulation sequencers per effetto), concorderete con noi che Effectrix ha davvero molto da offrire.
Ogni effetto ha il suo posto nella matrice dello step sequencer, ed è molto semplice iniziare a manipolare le tracce su cui Effectrix viene applicato, anche perche' l'interfaccia lo rende una gioia da usare.
I più scettici diranno: ok, carino, ma alla fine l'effetto è statico e ripetitivo, mi piacerebbe che introducesse delle variazioni. Beh, si può fare.
Effectrix ha una funzione di pattern che permette di usare la tastiera MIDI (o l'automazione del vostro programma) per creare delle variazioni al volo appunto fra vari pattern di effetti che avrete precedentemente impostato.
Effectrix ci è piaciuto non perche' sia rivoluzionario dal punto di vista sonoro, quanto perche' rende questi processi di manipolazione creativa molto più facili e divertenti. E secondo noi il flusso di lavoro è una delle cose più importanti all'interno del processo creativo.
E poi, il vostro/la vostra partner sarà più felice se passate più tempo insieme, invece di addormentarvi davanti al monitor ;-)
Dunque, chi ha bisogno di Effectrix? Se siete esperti di Max/Mps o guru di Live, forse non ne avete bisogno. Ma se state cercando una soluzione tutto-in-uno facile e potente per quelle sonorità che caratterizzano molta della produzione musicale contemporanea, dovreste proprio dare un'occhiata ai video sul sito SugarBytes e soprattutto scaricarvi il demo. Scommettiamo che vi metterà il sorriso!

Note tecniche: funziona su Mac OS X e Windows, come VST e AU. Gli utenti Mac in particolare saranno molto felici per l'uscita di questo plug-in che va a coprire un'area un pò scoperta del mercato. Non e' un software molto esigente in termini di risorse di cpu. La prima versione aveva problemi di stabilità, ma l'ultimo update li ha brillantemente risolti.
Una richiesta per la prossima revisione: sarebbe utile avere un controllo mix.

Prezzo: 99 € / 129 $. Se fosse un pò più basso, potreste tenere qualche birra in più nel frigo, visto che l'estate sta arrivando. Ma se considerate Effectrix per quello che offre e per il tempo che vi permette di risparmiare per ottenere certi risultati, pensiamo che sia un prezzo onesto.
Alcuni utenti Pc potrebbero dire: "Se posso avere Glitch gratis, perche' mi dovrebbe interessare Effectrix?". Beh, lunga vita ai prodotti freeware (quando non fanno schifo, e Glitch è di sicuro una gemma), ma non pensiamo sia giusto paragonare questi due prodotti.
Effectrix ha delle caratteristiche che lo rendono unico. Inoltre è un prodotto compatibile con più ambienti. E sviluppare e supportare professionalmente del software su più ambienti comporta inevitabilmente tempi e costi non indifferenti.
Ora, basta con le chiacchiere, aprite il demo e decidete voi stessi!

venerdì 30 maggio 2008

Howard Scarr: uno scienziato del suono

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Nell'intervista realizzata con Urs Heckmann di u-he, abbiamo menzionato il fatto che Zebra 2 è stato usato estensivamente durante la creazione della colonna sonora dell'imminente Batman - The Dark Night. E abbiamo anche citato Howard Scarr, che è stato chiamato dal compositore Hans Zimmer in qualità di sound-designer e assistente alla programmazione dei sintetizzatori.
Proprio qualche settimana fa Howard Scarr (già tastierista negli anni 70 con la band inglese Zorch, sound-designere per Access, Waldorf, ecc.; per un profilo completo si veda il suo sito) ha pubblicato una raccolta di suoni e risorse per Zebra chiamate Zebra Science (242 patch, 48 oscillator templates e 35 envelope templates, più istruzioni e trucchetti per ottenere il meglio dal sintetizzatore in questione).
Zebra Science è assolutamente raccomandato a tutti i possessori di Zebra, per cui vi rimandiamo al solito sito u-he per l'acquisto.
Ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda ad Howard, sul suo lavoro e sui sintetizzatori che conosce cosi bene... per scoprire che ultimamente preferisce suonare la chitarra elettrica! Così va la vita...

Quale è stato il tuo primo sintetizzatore?

Un EMS Synthi AKS, nel 1973. Il negozio era il più grande di Londra, avevano AKS, un Minimoog e un Arp Odissey. Ho scelto l'AKS perche' faceva degli strani e meravigliosi rumori, tipo Pink Floyd, Gong. In più era un pò più economico, aveva un sequencer, ed al tempo non ero un granche' come tastierista.

Hai visto con i tuoi occhi e toccato con mano buona parte della storia moderna del sintetizzatore. In breve, ci dici quali sono stati i punti più alti e più bassi di questa grande impresa dell'uomo?

Le cose migliori furono create da persone entusiaste, che investirono molto in termini di tempo e risorse mentali, inseguendo un sogno personale. Dopo i primi grandi modulari, le rivoluzioni più grandi sono state rappresentate dai primi synth a tastiera abbordabili, dalle soluzioni pratiche per la polifonia e per la memorizzazione dei suoni, dalla sintesi digitale resasi via via più economica, e in ultimo, dai plug-in.
I punti più bassi sono rappresentati dal desiderio di tagliare sulla qualità, creando synth meno costosi ma anche meno espressivi (mi vengono in mente EMS Polysynthi e Akai AX), oppure dal non coinvolgimento dei musicisti nella fase di progettazione. E poi ovviamente abbiamo tutti dovuto sopravvivere al lungo periodo in cui le manopole erano praticamente sparite dal pannello!

Analogico contro Software: ultimanente sul forum KVR hai sostenuto che Zebra riesce a battere anche alcuni dei mostri sacri analogici. Immagino tu stessi parlando della pasta sonora e degli ovvi vantaggi del software sull'hardware. Ma non pensi che la grossa differenza sia ancora nel modo in cui ci si relaziona allo strumento, dunque nelle possibilità di controllo fisico, e che questo costituisca una grande parte del risultato sonoro finale?

Sicuro. Comunque i controller MIDI permettono di gestire il software nello stesso modo dell'hardware. Certo, devi vincere la tentazione di usare tutto quello a tua disposizione invece di concentrarti sulla performance, esplorando i limiti di una semplice patch. Ma soprattutto devi avere un minimo di talento musicale.

Che pensi di strumenti/controller basati sul tocco, come Reactable, Monome, Tenori-on?

ReacTable era un'idea brillante, mi piacerebbe perdermi su uno di essi! Non penso invece che la matrice a bottoni crei delle buone interfacce per la performance, mi piacerebbe magari usarle per il cablaggio virtuale.

Zorch fu una della prime band (e la prima in UK) costituite solo da synth. Se tu fossi un teenager oggi e stessi formando una band del genere, che set-up verrebbe scelto?

Una soluzione ibrida: un portatile come sequencer e host per plug-in, con un paio di validi MIDI controller, e uno o due synth analogici monofonici molto modificabili. Dall'altra parte ci sono cosi tante synth band oggi, che forse potresti più facilmente trovare la tua nicchia usando esclusivamente hardware vintage, ammesso tu possa permettertelo. Fra l'altro con Zorch sul palco usavamo solo tre EMS Synthi e due tape machine per il delay ping-pong.

Ho letto che non sei un fan dell'elettronica degli ultimi decenni. Dunque parole come IDM, Glitch, Techno, D'n'B, Dubstep, etc. sono vietate nel tuo vocabolario?

Non proprio vietate, ma mi capita raramente di sentire abbastanza differenze fra quelli che io considero sotto-generi della Techno per giustificare tali distinzioni. Continuo ad ascoltare nuova musica, ma ad essere onesto, l'attuale inondazione di strumentali basati su synth e/o beats mi lascia del tutto freddo quando addirittura non irrita la mia sensibilità musicale vecchio stile. Chemical Brothers e pochi altri hanno tirato fuori roba interessante, ma oggi preferisco ascoltare nuove guitar band. Infatti ho anche iniziato a far pratica con la chitarra elettrica e mi sono unito ad una giovane band (Ayefore) nella mia città, in modo da scatenarmi sul palco e fuggire dai synth ogni tanto.

Abbiamo detto di Hans Zimmer e di Batman. Zebra 2 è davvero l'unico synth utilizzato nella colonna sonora, e più in generale che ruolo hanno i sintetizzatori in questo lavoro?

Nel momento in cui sono venuto via, Zebra 2 sembrava essere l'unico software synth usato da Hans, e non gli ho visto neanche cercare i suoi mostri analogici; è un grosso fan di Zebra 2. E dubito che qualcuno nella notte abbia caricato un TB303 virtuale nel mezzo della notte, quando non c'era nessuno.
Anche il co-compositore, James Newton-Howard sta usando Zebra 2 ora. Mel Wesson ha provveduto a fornire molto materiale di base, e so che la sua arma principale è un sistema modulare PPG. Non ho idea di quanto prominente sarà il suono sintetico nel mix finale, per esempio come si miscelerà con le parti orchestrali e i campionamenti. La mia impressione è che il pubblico generalista sentirà un'orchestra massiccia e spaventosa, mentre i fanatici dei sintetizzatori sentiranno anche questi strumenti.

Hai anche lavorato in passato come consulente per grosse aziende: cosa ti piacerebbe vedere in un nuovo strumento?

Mi piacerebbe che venisse abbandonato tutto ciò che è complessità superflua, che si vada verso usabilità e qualità piuttosto che verso l'aggiunta patologica di caratteristiche su caratteristiche. Mi piacerebbe vedere più nuovi synth a tastiera senza troppi frizzi e lazzi, adatti alla performance. Anche delle soluzioni hardware per ospitare plug-in (sto aspettando per vedere come si comporta il V-Box di SM ProAudio). Display multi-touch con superfici migliori, che possano essere usati come percussioni manuali con una generazione sonora basata su modelli fisici. Soluzioni di reverbero a convoluzione più economiche per locali piccoli... beh, sono sicuro di aver dimenticato qualcosa ma mi devo pur fermare da qualche parte!

Da un paio di anni lavori per u-he. Ok, ora Urs non ci sente, dicci dicci, è un bravo capo?

Urs è un grande! E' anche indipendente in maniera fiera, non riesco proprio a vederlo diventare un piccolo ingranaggio di una grande azienda, nonostante le varie offerte ricevute.

giovedì 29 maggio 2008

Off-the-record: Urs Heckmann (u-he)

Era da tempo che volevamo fare un pò di domande a Urs Heckmann, autore di celebri plug-in come Zebra, Filterscape, MFM.
Se siete amanti di strumenti software avrete già probabilmente qualcuno di questi prodotti, ma anche se siete dei puristi dell'hardware, dovreste dare un'occhiata al sito u-he e magari scaricarvi il demo di Zebra.
P.s: Urs ama gli smileys, e allora li abbiamo tenuti :-)

Tuo padre è uno scultore, tu hai un background di industrial designer. Come metteresti in relazione queste due disclipline col tuo attuale lavoro di sviluppatore di software audio, e come ti hanno aiutato a fare quello che fai ora?

Beh, mio padre è un perfezionista e questo è qualcosa che ho preso certamente da lui. Descrivere la relazione fra lo sviluppo di software audio e il design industriale richiederebbe molto tempo e spazio, ma penso che siano cose simili. Un designer industriale "schizza" un prodotto in modo che altri possano immaginarne in pieno l'esistenza e le funzionalità. Uno sviluppatore fa la stessa cosa. La grossa differenza è che il risultato del lavoro di progettazione nel campo del software audio è un prodotto finito, mentre i bozzetti di un designer industriale devono essere ingegnerizzati e manifatturati successivamente. Io invece carico il software sul mio server ed è finita li'. Comunque venendo da quell'ambiente, penso di essere una figura piuttosto esotica nel mondo del software audio. Uno dei punti più importanti del mio lavoro è rendere dei "bestioni complessi" molto semplici da utilizzare.

Hai rifiutato delle offerte da alcune grosse aziende (Apple, N.I.?), quante birre ci sono volute per prendere la decisione?

Ah ah ah, beh, le compagnie menzionate mi hanno solo chiesto di mandargli un c.v., le offerte dirette sono venute da altre (non meno grandi) aziende. Non ci è voluta neanche una birra, il rifiuto è stato sempre immediato. Vivo nella comoda situazione di poter guadagnare del denaro dalle mie idee, senza dover ricevere pressioni da un dipartimento marketing. Lavorare in un'azienda sarebbe un passo indietro.

Riguardo Zebra, in passato hai affermato che c'è qualche possibilità di tirarne fuori una versione hardware. L'idea ha fatto dei passi avanti e tu sei sempre interessato?

Si, ma non posso farlo da solo. Ho parlato con alcune persone ma non ho trovato per ora niente di così stimolante da assumermi dei rischi. Mi piacerebbe però realizzare il design industriale di una tastiera-controller "zebrata" con 4 joystick.

Performance.png


Cosa ti piace di più nell'hardware musicale di oggi e perche'?

Ad essere onesto, non sono un buon tastierista e dunque sono un pò dislessico sulle qualità relative alla performance. L'unico tipo di hardware che trovo al momento attraente e' costituito dai synth analogici modulari. Sto giochicchiando con un sistema basato su moduli Cwejman in un rack Doepfer. E' divertente cablarlo con dozzine di cavi. Naturalmente non puoi salvare suoni o suonare accordi o cose del genere. Dunque quando si tratta di fare realmente musica trovo che il software sia più adeguato

Zebra e MFM sono parte importante di imminenti colonne sonore di grossi film hollywoodiani (Batman, per esempio; ne abbiamo parlato anche con Howard Scarr, sound-designer di u-he). Quali sono le richieste che ricevi da questo tipo di addetti ai lavori?

E' divertente. C'è un gran numero di utenti di Zebra intorno a Hollywood, che è quasi preoccupante (temo di non riuscire a godermi più i film, dovendo stare attento a cercare di beccare Zebra nelle colonne sonore!). Le richieste non riguardano, sorprendentemente, aspetti sonori, quanto piuttosto dettagli tecnici: l'integrazione del software in grossi progetti o determinati contesti, interfacce ridimensionabili, MIDI program changes, il supporto per ProTools, ecc. Ogni tanto ricevo una richiesta per aggiungere il surround.

Diciamola tutta: con i premi delle riviste, gli apprezzamenti sui forum e sul web, Urs Heckmann ha guadagnato una sorta di status da superstar del software. Riesci a mantenere una sana attitudine auto-critica?

Ah ah ah, questa è buona. Non mi vedo come superstar. Penso che la roba che faccio sia piuttosto underground e di nicchia, nonostante il riconoscimento che riceve in riviste e cose simili. Questo è certamente dovuto alla mia mancanza di ambizioni sotto il profilo del marketing. Vendere solo via internet mi va bene, anche se potrei piazzare un sacco di prodotti confezionati se mi appoggiassi ad una struttura distributiva tradizionale. In realtà penso che, per un one man business, muovere solo un paio di centinaia di licenze all'anno sia molto salutare. In confronto, una grossa azienda ha bisogno di un grosso lavoro di marketing per compensare le sue forti spese.

Nei mesi scorsi ti sei preso gioco degli hacker che avevano piratato Zebra. Per la pirateria russa sei un "Wanted". Scommetto che controlli due volte prima di bere un drink o di mangiare qualcosa in un bar, eh?

No, non penso sia cosi. Mi faccio tradurre alcuni forum russi e non pare che siano cosi arrabbiati con me (anche se sono stati così stupidi da pensare che io non avrei letto le loro cose, lo stesso vale per alcuni pirati occidentali)

Più seriamente ma sempre sullo stesso argomento, che ne pensi di BanPiracy?

Non mi piace. Provoca troppi danni collaterali. Ecco uno scenario ipotetico: uno studio ha una macchina con dei demo di una software house che sono stati installati da uno dei fonici. Un rappresentante in incognito di quella software house, in visita allo studio, chiede ad un altro fonico se hanno roba ddi quella software house installata nello studio. Il fonico può non saperlo, controlla, vede che e' un demo e dice "Oh, e' solo un demo, mi spiace non l'abbiamo". La software house a questo punto può far causa per una violazione nei loro confronti. C'è un grosso problema in questo sistema. Penso che ogni licenza che non permetta "la dimostrazione accidentale di una versione demo nel caso di una decisione d'affari in sospeso" dovrebbe essere giudicata come senza senso. Mi sembrano delle tattiche disperate. Ogni azienda che fa una cosa del genere farebbe meglio a metter su un banner del tipo "Dateci dei soldi o falliremo presto". Ovviamente non ho idea dello stato in cui questa azienda versi, ti dico solo che questo è l'effetto che le loro strategie di business fanno su di me.

Come mai dalla Germania arrivano tanti prodotti interessanti in chiave audio? Avete delle scuole particolari, o le mamme tedesche vi fanno mangiare qualcosa di speciale quando siete piccoli?

Ah ah ah, forse è perché non abbiamo delle scuole particolari qui. Non saprei cosa studiare qui se volessi creare roba a fini musicali. Dunque penso ci siano molte persone senza un background specifico e forse è questo il motivo per cui i prodotti sono interessanti. Inoltre penso che nella nostra cultura, come in Svezia, Francia e altri paesi, creare hardware e software musicale sia ritenuto "sufficientemente valido" mentre in altre culture dove il successo negli affari è ritenuto più importante le menti creative si dedicano a cose appunto potenzialmente più remunerative.

A Berlino, dove vivi e lavori, hanno sede diverse piccole e grandi aziende di hardware e software musicale. C'è un senso di comunità fra di voi, delle connessioni?

Beh, alcuni dei miei migliori amici lavorano in queste aziende. Mi piacerebbe ci fosse più comunicazione, ma è un pò difficile da organizzare. Finiamo per incontrarci alle fiere.

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Sin dall'inizio hai fatto un uso piuttosto avanzato delle caratteristiche offerte dal formato AU di Apple. Questo standard è stato piuttosto criticato da altri sviluppatori. Come mai, secondo te, non riscuote molto gradimento?

Il problema principale è che il suo SDK (Software Development Kit) è esageratamente ambizioso. E' difficile trovare le cose di uno ha davvero bisogno. Inoltre una sua proprietà, la separazione fra processo e interfaccia utente, rende la transizione dallo standard VST 2.x ad AU molto ardua per alcuni sviluppatori. Ora è arrivato il VST 3, e sembra che includa le stesse cose che rendono l'AU così arduo per sviluppare sofware. Hmmmm....

La sezione tech-net del tuo sito è interessante, in particolare per i più smanettoni; visto che sembra essere un pò ispirata dall'approccio opern source, che pensi dei progetti open source in ambito audio?

Non mi interesso di software open source. Una volta ho "aperto" il mio gui framework per AU (che ora è terribilmente datato, comunque). Il fatto è che sono cosi sommerso dalle mie cose che non ho idea di cosa stia succedendo nel mondo dell'audio software open source... La sezione tech-net del sito è per quelle persone che sviluppano applicativi e risorse per i miei software. Diverse persone hanno realizzato cose come skin e sample converters. Voglio incoraggiarli e rendergli possibile fare tutto questo ad alto livello.

Mi piace il modo in cui i tuoi prodotti sono entrati nella loro "età adulta": hai costruito per loro una sorta di struttura modulare, che ti permette con relativa facilità di aggiungere o modificare delle caratteristiche (per esempio: ridimensionamento dell'interfaccia, skin, nuovi filtri, controlli MIDI, etc.). Mi pare di capire che il tuo approccio alla programmazione sia legato al valore/ecologia delle cose; in due parole direi "cultura del progetto"...

Si. Dopo i primi anni e i primi prodotti ho capito che essi dovevano essere in grado di evolversi nel tempo. Da qui il concetto di modularità che non riguarda solo caratteristiche (appunto, moduli) musicali come filtri e oscillatori, ma anche caratteristiche generali come ad esempio l'interfaccia utente. Questo ha voluto dire scrivere tutto da zero, visto che non volevo essere dipendente da codice di altri. Dunque ho una relazione moltro stretta con tutte le parti del codice. Di solito in passato mi preoccupavo quando ricevevo delle richieste di aggiunta di caratteristiche, perche' anche aggiungere un singolo parametro con una nuova manopola può essere un problema con la normale struttura dei plug-in. Vuol dire un sacco di lavoro e può portare a delle incompatibilità con le precedenti versioni del plug-in. Ho pensato che fosse necessario risolvere la cosa con una struttura preparata a ricevere in futuro cambiamenti e aggiunte. Ho abbandonato l'idea che un plug-in possa dirsi "finito". I miei plug-in richiedono un'attenzione e una cura costante. Il futuro non si ferma mai!

Zebra, Filterscape, MFM sono prodotti potenti ma complessi. Come hai detto tempo fa riferendoti a uno di essi, la filosofia sottostante è "se puoi fare una manopola, falla!". Pensi di poter realizzare anche prodotti più semplici, insomma uno di quei prodotti che fa una cosa sola ma in maniera eccellente?

Si, potrei farlo. Forse no. Non so 8-)

E' molto apprezzato il fatto che sia tu ad occuparti direttamente del customer care. Pensi di riuscirlo a fare anche in futuro, o ci sarà presto un finto Urs che risponderà dalla cara vecchia India?

Beh, per ora faccio del mio meglio, ma mi capita di rispondere tardi o dimenticare di rispondere ad alcune email. Per questo cerco di tenere una corrispondenza diretta nel mio forum, in modo che le domande possano ricevere risposta anche da altri. Comunque, il mio indirizzo di vendita ufficiale viene già controllato dal mio amico Hans e da me!

Recentemente hai dato degli indizi circa un possibile nuovo prodotto, una drum-machine ovviamente software. Cosa pensi che manchi a quelle in circolazione?

Qui parla il designer industriale: l'usabilità. Le drum machine attuali sono valide nel manipolare loop, nel suonare in maniera realistica (o meno). Ma penso che gli manchi un'interfaccia usabile per creare ritmi e groove da zero.
Sto lavorando su un concept che permetta agli utenti di usare una drum-machine pattern based in un contesto live. Non proprio "suonando la batteria" ma facendo evolvere i pattern con vari controlli. Non so dire però quando e se diventerà un prodotto commerciale.

Cosa gira sul tuo iTunes ultimamente?

Ho in rotazione quattro album e un ep:

Trentemøller - The Last Resort + The Digital Chronicles
You Pretty Thing - Tune In
Einstürzende Neubauten - Alles Wieder Offen
Storlon - Drill Of Silver Fir

mercoledì 28 maggio 2008

Devastor

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Probabilmente conoscerete già la software house polacca d16 per i suoi strumenti software, in particolare le emulazioni di drum-machine classiche. Devastor, rappresenta invece il primo effetto della casa (ed è anche il primo dei loro plug-in ad essere compatibile anche con lo standard AU di Apple). Si tratta di un distorsore multibanda, ed è una sorta di estensione del modulo presente in Phoscyon (bass-line synth).
Beh, se volete aggiungere colore e un pò di sana sporcizia alle vostre tracce, Devastor è quello che fa per voi. E' molto facile ottenere buoni risultati, e si adatta bene a varie fonti sonore (basso, synth, chitarre, percussioni, etc.). I preset sono un buon punto di partenza (attenzione però al loro volume e alle vostre orecchie, il tutto richiederebbe un'ottimizzazione).
Forse Devastor non sostituirà il vostro costosissimo outboard dedicato alla distorsione (se siete così fortunati da averne uno!), ma rappresenta certamente uno dei migliori (leggi: musicali) risultati in fatto di distorsione "generata dal computer" che abbiamo potuto ascoltare sino ad ora. E in più ha ovviamente tutti i vantaggi derivanti dall'essere un plug-in (istanze multiple, preset, automazione, etc.). Non ha richieste eccessive per quanto riguarda la cpu, e può essere usato anche su macchine non nuove (vedi screenshot qui sotto, un Devastor su un EVP88, il tutto su un G5 2x2ghz).

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Non vi annoieremo con dettagli tecnici, anche perche' d16 offre un comodo manuale online (trovate anche un pdf da scaricare).

Cosa ci piacerebbe vedere in una prossima revisione? A parte una sistemata ai livelli di output dei preset (vedi sopra), la gestione delle manopole andrebbe un pò migliorata. La sensibilità non è eccellente, e sarebbe utile anche poter usare la rotellina del mouse, come in altri plug-in. A parte questo, forse potrebbe anche essere utile aggiungere una manopola "Mix". Comunque siamo alla versione 1.0.0. Sono certo che i tipi di d16 daranno ascolto alle richieste dei loro clienti..
Quanto costa? Abbiamo lasciato questo discorso alla fine, perche' se avessimo iniziato dicendo "costa solo 29 euro, non state a pensarci" Devastor sarebbe stato percepito solo come un software molto economico e poco più. La verità è che con 29 euro vi ritrovate con uno dei più interessanti distorsori multibanda oggi disponibili.
Ah, potete scaricare il demo sul sito d16, dunque non avete scuse!

Per coloro che attendono la versione AU del resto del catalogo d16, abbiamo qualche novità direttamente dalla Polonia: "stiamo lavorando sulle conversioni, ma è molto difficile perche' abbiamo iniziato col solo standard VST; comunque di recente abbiamo cambiato il nostro framework di programmazione. Questo ci permette di scrivere codice completamente trasparente e compilarlo come AU, VST, RTAS (in futuro quando avremo la licenza). Il primo prodotto ad essere convertito sarà Nepheton, in quanto è uno degli ultimi plug-in ed è scritto in maniera più flessibile. Poi Drumazon, ma è piuttosto simile a Nepheton per la maniera in cui è scritto, per cui non ci vorrà molto tempo fra i due. Phoscyon richiede più lavoro, il suo codice andrà cambiato del 90%, ma è comprensibile, è stato il nostro primo plug-in, scritto in maniera monolitica..."

mercoledì 30 aprile 2008

Prosoniq: Morph e la nostalgia

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Nostalgia per dei plug-in? Può essere? Beh, sì, dopo tutto... E' passato del tempo da quando abbiamo iniziato a sperimentare con effetti e strumenti software. E probabilmente, se ripensiamo a quei giorni, il marchio Prosoniq ci torna alla mente portando con sé dei bei ricordi. SonicWORX (il primo software per Mac con una architettura a plug-in), PiWarp, Orange Vocoder, Morph, ma anche l'applicazione TimeFactory (ricordo la prima prova, fu uno di quei momenti "wow"!)...
Per farla breve, eravamo stati felici di leggere, qualche mese fa, del ritorno sul mercato di Prosoniq. Finalmente veniva promesso un aggiornamento della loro linea dei prodotti in ambito Mac, che sarebbero così diventati compatibili con le ultime versioni di DAW e sistemi operativi.
Morph è stato il primo della serie (ora sta per essere rilasciato anche Orange Vocoder) a ricevere il nuovo "make-up".
Per chi non lo conoscesse, questo plug-in offre un modo unico di fare appunto un morphing di due segnali audio diversi, in tempo reale. Come funziona? Il suo creatore, Stephan Bernsee, lo spiegava qualche anno fa in un'intervista: "la mia definizione di morphing viene dal mondo del video, dove esso è stato inventato da ILM e usato per la prima volta in Terminator, se non erro. In quel contesto, morphing significa che un oggetto in una scena muta lentamente la sua forma diventando cosi' un'altro oggetto. Il processo analogo in campo audio sarebbe rappresentato da uno strumento che lentamente cambia la propria 'forma' per divenire un'altro strumento. Tutti i processi di morphing che ho avuto modo di osservare, eccetto il nostro, fanno una sorta di manipolazione spettrale che non ha niente a che fare con la 'forma' dello strumento originario. Il concetto di 'forma' richiede una comprensione della natura del suono che viene processato - dunque vedo queste tecnologie come dei meccanismi matematici dotati di effetto musicale, ma non vere e proprie tecnologie 'musicali'. Il problema è che esse richiedono che il suono venga analizzato precedentemente alla manipolazione, e che tendono a produrre risultati poco musicali nelle fasi intermedie del morphing. Il nostro processo di morphing è invece basato su un approccio inerentemente 'musicale', e dunque non soffre di queste restrizioni"
E' interessante fra l'altro il fatto che Stephan abbia iniziato a sviluppare Morph sul suo Atari ST alla fine degli anni '80 (e naturalmente non era un software in tempo reale allora!). Beh, si sa, quando le idee sono buone, resistono al passare del tempo!
Vi starete probabilmente chiedendo: può essere ancora oggi uno strumento utile alle nostre produzioni? Noi crediamo che Morph sia ancora quell'amabile software che era anni fa. Usato nel modo giusto può essere davvero una fonte di ispirazione, ed in fondo il suo pregio è proprio quello di aiutarci a creare suoni che altrimenti non esisterebbero. Non a caso è uno dei software preferiti di BT, cosi' come di grandi studi quali quelli della BBC.
Sia che siate affezionati ai plug-in vintage, o che siate alle prime esperienze, scaricate il demo di Morph e divertitevi!

smbc_220x237.shkl.jpgParlando con Stephan Bernsee, abbiamo cercato di capire quali siano state le ragioni dell'assenza di Prosoniq sul mercato negli ultimi anni, e quali siano i suoi piani per il 2008: "Non voglio entrare troppo nei dettagli, ma posso dirti che Prosoniq ha perso un sacco di soldi quando Hartmann Music (quelli del sintetizzatore Neuron) ha dichiarato fallimento in seguito a problemi con il distributore originario. Ciò ha costituito un enorme intoppo e si è tramutato in uno shock per Prosoniq, con la conseguenza che un sacco di prodotti che erano in uscita sono rimasti fermi per un bel pò. In particolare, Prosoniq non è riuscita a far fronte alle esigenze della comunità di utenti AudioUnit, anche se le versioni relative erano già in uno stato avanzato, al tempo. Ora speriamo di compensare, rilasciando proprio le versioni AU dei nostri prodotti prima di altre. Abbiamo dei clienti eccezionali e incredibilmente creativi, li amiamo e cerchiamo di ascoltare le loro richieste. Ci dispiace che ci sia voluto tutto questo tempo ma le cose nel 2008 stanno per cambiare completamente. Come effetto collaterale di tutto questo, ci sono stati cambiamenti importanti nel management e nella struttura organizzativa di Prosoniq, e a giudicare dal rapido incremento delle vendite che stiamo vedendo, sono portato a pensare che fossero dei cambiamenti giustificati e necessari per l'azienda. Ci hanno permesso di sopravvivere ai momenti difficili e a venirne fuori quasi intatti. In particolare, il modo in cui sono organizzate ora le cose in Prosoniq, ci permette di produrre cose migliori e in minor tempo di prima, tener traccia dei bug e di altre problematiche in modo trasparente, e di provvedere ad un eccellente supporto tecnico anche nel weekend (quando la maggior parte delle persone fa musica). In aggiunta a tutto questo, alcuni contratti di esclusiva firmati in passato e altri rapporti che eravamo costretti ad onorare, dal 2008 non sono più attivi, il che ci permetterà di far uscire delle cose nuove davvero incredibili nel corso del 2008. Non ne posso parlare prima che siano annunciate ufficialmente, ma se vi capiterà di visitare il nostro sito vedrete che il nostro catalogo cambierà in maniera sostanziale nel corso del 2008".

Bene Stephan, buone notizie allora!
Terremo d'occhio il sito Prosoniq, e speriamo di vedere dei nuovi prodotti creativi presto...

lunedì 28 aprile 2008

Off-the-record: ProAudioVault

ProAudioVault è un nuovo marchio con il quale si presentano per la prima volta insieme Ernest Cholakis e Dan Dean, due "vecchie" conoscenze nel giro delle librerie di samples. Abbiamo molto apprezzato la loro prima uscita, un grand piano virtuale chiamato Bluthner Digital Model One (o BDMO, per gli amici), e abbiamo deciso di far loro alcune domande appunto su BDMO, e altri argomenti più o meno correlati. Ci ha risposto Ernest Cholakis, dopo un "inseguimento" durato qualche mese. Ma si sa, gli sviluppatori sono sempre al lavoro su qualcosa di nuovo, no? ;-)

So che tu e Dan venite da background un pò diversi, come è nata l'idea di collaborare?

Negli anni io e Dan siamo diventati amici. Abbiamo in comune il mondo del sampling e delle tecnologie di registrazione, mentre produciamo contenuti diversi: Dan si è occupato di librerie orchestrali e di basso, mentre io prevalentemente di drone, drum loops, impulsi per la riverberazione.
Abbiamo spesso discusso di questioni riguardanti il campionamento, sia dal punto di vista tecnico che di marketing, cosi' come della questione della pirateria.
Quando abbiamo iniziato a prendere in considerazione il progetto BDMO abbiamo deciso di unire le nostre conoscenze, vista la grossa sfida che ci aspettava (riduzione del rumore, registrare senza riprendere l'ambiente, etc.). Visto che il pianoforte è uno dei più difficili strumenti da registrare, abbiamo deciso che l'unione delle nostre conoscenze avrebbe potuto produrre un prodotto finale migliore di quanto avremmo potuto fare io o lui da soli.

Prima di iniziare a lavorare su BDMO cosa pensavi degli altri prodotti sul mercato?

Pensavamo che ci fossero spazi per un miglioramento, per esempio la maggior parte delle librerie aveva troppo ambiente e le dinamiche dello strumento non erano correttamente catturate. Nel 2005 ho scritto un articolo su Sound on Sound su questo argomento (nov. 2005), proprio sul fatto che i principali sampler non erano in grado di riprodurre correttamente la dinamica del pianoforte, a causa di limiti presenti nel "motore" del campionatore.

BDMO pare essere veramente frutto di un lavoro amorevole (basta dare un'occhiata al manuale per capirlo). Quanto tempo ci è voluto?

La pianificazione è partita mesi prima rispetto al reale inizio delle sessioni di registrazione, che hanno avuto luogo a fine ottobre 2004. Il software è poi uscito nell'aprile 2007, dunque ci sono voluti due anni e mezzo!

Come mai avete scelto un Bluthner? E che tipo di collaborazione avete avuto con la casa madre durante la produzione?

Dopo aver suonato il Bluthner per 5 minuti al Namm 2004, sapevamo che il Bluthner Model One era il piano da campionare, aveva un suono caldo e mai aspro, anche nelle dinamiche fff. Inoltre il suono è omogeneo nelle sue qualità lungo tutta la tastiera, e si distingue da quello Steinway o Bosendorfer, già campionati in passato da altri.
Abbiamo poi incontrato Dr. Christian Blüthner al MusikMesse a Francoforte in aprile. E il nostro è il primo piano virtuale ad essere ufficialmente sponsorizzato dal marchio originale.
Per loro come per noi, il criterio più importante era la qualità. E dunque abbiamo tutti convenuto che registrare agli Skywalker Studios era la prima cosa da fare, visto che è uno dei posti al mondo con il miglior soundstage.

BDMO, oltre ad essere un'ottima libreria, ha alcune caratteristiche aggiuntive molto interessanti: la più importante è quella che riguarda il tuo apporto, la possibilità di gestire diversi IR che permettono di cambiare in maniera sostanziale il suono finale. Non pensi però che questa funzionalità avrebbe potuto essere meglio implementata nell'interfaccia visiva? I nomi dei preset, fra l'altro, confondono le idee e non aiutano affatto...

Beh, ci sono due ragioni: l'utente dovrebbe ascoltare ogni impulso timbrico per poi decidere quale utilizzare. Chiaramente gli utenti trovano che sia attraente avere l'impulso di un luogo molto celebre, e magari vederne anche una foto. E' un problema che ho già avuto in passato con altri miei prodotti, le persone preferiscono ascoltare con gli occhi piuttosto che con le orecchie. Ecco perche' ho deciso di adottare solo dei numeri e una caratteristica generica per descrivere il carattere di uno spazio. Alla fine qualcuno non penserà mica che se usa un impulso della sala di Abbey Road venderà più dischi?
Un'altra ragione del non indicare dettagli sulle fonti delle registrazioni è invece squisitamente legale.

BDMO ha avuto in questi ultimi mesi un importante update/bugfix. Ci vuoi dire qualcosa in più?

Abbiamo modificato circa 800 note, in modo molto sottile, ma con un risultato finale notevolmente migliore. Abbiamo inoltre aggiunto uno script che permette all'utente di regolare la sensibilità della propria tastiera.

Ernest, a giudicare dai tuoi prodotti, devi avere una collezione di registrazioni incredibili, probabilmente fatte in ogni angolo del pianeta. Sono sicuro che hai qualche aneddoto interessante e divertente da raccontare ai nostri lettori...

Beh, non proprio situazioni divertenti ma di sicuro un pò di fatti sorprendenti. Trovo per esempio interessante quando ci si trova in spazi che hanno un significato storico. Negli anni ho registrato in molti templi, tombe, chiese, grotte, antiche chiese cristiane. Ricordo quando ho visto Pink Floyd Live at Pompei, la giustapposizione della band in un luogo storico, l'anfiteatro, senza audience, era poetico. Cosi, quando sono venuto in Italia sono andato a Pompei, e ho registrato l'ambiente dell'anfiteatro e di altri luoghi. Trovo affascinante che il suono di uno spazio non sia sempre quello che uno si aspetti. Per esempio, al Pantheon ti aspetteresti un suono lungo e denso, ed invece esso è sorprendentemento corto. Un altro spazio interessante è la Cappella dei Pazzi di Brunelleschi a Firenze. Non è uno spazio ampio, ma il riverbero qui è più lungo di quanto ti aspetteresti (forse dovuto alla simmetria dell'architettura), ed inoltre è uno dei miei luoghi preferiti di Firenze!

Forse il cambiamento maggiore che abbiamo visto in questi anni nel settore delle librerie di samples è stata la loro crescita esponenziale in termini di GB. Questo però non sempre si traduce automaticamente in una migliore suonabilità. Come vedi oggi e nel prossimo futuro questa tecnologia?

Sono d'accordo sul fatto che più grande non sia necessariamente meglio. Penso che questo trend sia dovuto ad un certo numero di fattori, essenzialmente di marketing, pirateria e qualitativi. Gli sviluppatori sono costretti a confrontarsi con la pirateria e una forma molto semplice di "protezione" è proprio la grande dimensione delle librerie. Il problema con questo approccio è che, data la polifonia necessaria per esempio a rendere un ensemble orchestrale, il motore che gestice lo streaming del campionatore è messo sotto sforzo.
Per quanto riguarda il futuro: all'inizio di quest'anno ho preso un IR di un violino Andrea Amati e l'ho usata su un suono di synth costituito da un'onda a dente di sega. Il vibrato realistico e il carattere del suono finale erano a mio giudizio assolutamente efficaci. Non posso fare a meno di pensare che la sintesi sonora proseguirà su questo cammino e la convoluzione verrà probabilmente integrata in sempre più numerose librerie e soft synth.

So che non è proprio il tuo campo preferito, ma pensi che le tecnologie di modellazione sonora (modelli fisici, ndr) che abbiamo visto crescere in questi ultimi anni abbiano un futuro roseo, per esempio per strumenti complessi come il pianoforte?

Ovviamente la modellazione sonora, col progredire della velocità dei processori, sarà in grado di gestire sempre più fattori e sfumature del suono del pianoforte. Un suono di piano può essere modellato ma modellare diversi strumenti di case diverse rappresenta una sfida, in quanto ogni produttore e anche ogni singolo piano dello stesso modello hanno differenti variabili (accordatura, ampiezza) e rispondono in maniera differente via via che il suono passa dal ppp al fff.
La quantità di dati richiesti per un suono realistico è incredibile, se l'utente vuole qualcosa di più di un generico suono di piano. Ci potrebbe volere un pò dunqe, e vedremo se il mercato mostrerà interesse sufficiente a supportare questo tipo di sviluppo.

Vedremo altri prodotti sotto il marchio ProAudioVault in futuro? Giuro di non dirlo a nessuno...

Chissà, forse... (sorride, ndr)

Grazie Ernest!

Fra l'altro, dopo l'intervista, Ernest ci ha ricontattati per alcune news interessanti. Per la sua software house, Numerical Sound, ha infatti prodotto un nuovo cd di IR, chiamato "Hollywood Impulse Responses". Si tratta di impulsi molto particolari che sono in grado di modificare il suono in maniera unica. Si possono ascoltare dei demo nel sito di Numerical Sound. Speriamo di poterne parlare più approfonditamente presto...

lunedì 3 marzo 2008

Vuoi un EQ? Paga quanto vuoi!


Il discusso modello paga-quanto-vuoi adottato nell'industria musicale da artisti come Jane Siberry, Radiohead, ecc. si sta estendendo all'industria del software. Una giovane software house, DDMF, ha iniziato cinque mesi ad adottare questo modello economico per i suoi due prodotti, gli equalizzatori LP10 ed IIEQ PRO (rispettivamente un mastering equalizer e un parametric tracking equalizer).
Abbiamo fatto qualche domanda al boss tuttofare di DDMF, Christian, riguardo ai suoi prodotti ed appunto a questo nuovo schema di prezzi.

Ciao Christian, come inizia l'avventura di DDMF? Hai modellato i tuoi EQ sulla base di qualche equalizzatore hardware particolare?

Dunque, la cosa è iniziata nel 2006 quando ero in mezzo a due lavori e con del tempo libero. Come ingegnere avevo acquisito una buona esperienza dal punto di vista della programmazione, e come musicista avevo una buona conoscenza di cosa stava accadendo nel mondo dei plug-in. Nel mio progetto di ricerca avevo usato l'analisi di Fourier un pò su tutti i tipi di segnali, e volevo vedere se era possibile realizzare un equalizzatore, basato su FFT, che suonasse bene. Questo è il modo in cui è nato LP10. Non e' stato modellato su un hardware particolare, anche se la sua risposta in frequenza segue esattamente quella dei moduli RLC su cui si basano gli equalizzatori hardware.
Avendo queste basi pronte, ho poi deciso di sviluppare IIEQ, e la cosa e' avvenuta in tempo relativamente breve. Al tempo ho pensato che LP10 fosse qualcosa di veramente speciale e che IIEQ fosse un prodotto più standard (nonostante offrisse comunque 10 bande parametriche)

So che in un primo momento i tuoi prodotti avevano uno schema prezzi tradizionale. Come e' avvenuto il cambiamento?

Si, vendevo LP10 a 40 euro e offrivo IIEQ come freeware. Ironicamente, quest'ultimo ha ricevuto molte più attenzioni (beh, era gratis dopo tutto!), e dopo un pò di mesi ho deciso di pubblicare a pagamento una versione migliorata dell'IIEQ, chiamata IIEQ PRO. E questa ha venduto certamente di più dell'LP10.
Ma in quel periodo non ero sicuro di quale fosse il giusto prezzo per i miei prodotti. Da una parte, ci sono concorrenti che si fanno pagare più di 200 dollari (e i cui prodotti possono essere riprodotti da entrambi i miei eq, con una accuratezza di -70dB e oltre, fra l'altro); dall'altra, da quanto ho potuto vedere il 90% del mercato è costituito da musicisti per hobby, che in tutta probabilità, non spenderanno mai tanto su un equalizzatore, ma piuttosto lo prenderanno su eMule o qualche sito di torrent russo (dove fra l'altro i miei prodotti sono apparsi sin dal primo giorno). Così, quando i Radiohead hanno intrapreso questa nuova via con il loro nuovo album, ho subito pensato che fosse un approccio interessante che si poteva adattare bene a DDMF. Avrebbe risolto il problema della pirateria, avrebbe permesso a tutti di acquistare un equalizzatore da me (e se anche per un dollare, è meglio che niente), e come mi sono accorto dopo, il tutto si è rivelato essere anche un valido strumento di marketing. Prima DDMF era solo uno sviluppatore fra tanti, ora e' consigliato nelle discussioni sui forum...

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Parliamo dei risultati. Come si comportano le persone rispetto a questo nuovo modello di commercio?

Dopo cinque mesi il prezzo medio è di circa 10 dollari, ed è buono. Voglio dire, gli utenti potrebbero cavarsela con 50 cents, ma decidono di pagare di più, a volte anche 50 dollari, semplicemente perche' sono contenti del prodotto. Dunque, a parte il fatto che il modello ha un maggiore successo dal punto di vista economico (non mi rende ricco, ma sono abbastanza certo di essere sopra la media degli sviluppatori VST), esso è anche molto più gratificante in quanto ho la sensazione che la gente apprezzi davvero quanto sto facendo.

Cosa ci dobbiamo aspettare da DDMF nei prossimi mesi?

Pubblicherò una nuova versione degli EQ, che permetterà un completo controllo delle manopole via mouse (è la richiesta numero uno dagli utenti). Probabilmente riprogetterà l'interfaccia grafica e aggiungerò altre caratteristiche, dunque sarà un aggiornamento importante. Proverò anche a sviluppare altri tipi di effetti come i compressori, ma al momento non ci sono piani precisi a riguardo.

sabato 26 gennaio 2008

Sonic Joy Awards 2007

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I Sonic Joy Awards 2007 rappresentano una selezione di quello che ci ha colpito di più fra i prodotti usciti nel 2007. Nessuna pretesa di assoluto, è "solo" il meglio di quello che abbiamo avuto modo di provare/vedere/ascoltare. E allora, via con i Sonic Joy Awards 2007...

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Soundtoys Native Bundle v3: sonorità vintage da sorriso immediato!

AudioEase Speakerphone: un concetto unico e un prodotto assolutamente brillante, una benedizione per molti...

Sonalksis TBK3: a volte hai bisogno di una sola, sporca, manopola!

Universal Audio Uad-1 Neve Bundle: un altro capolavoro da quei maghi di UA... se solo le loro card fossero più... oops!


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Gforce VSM: signori e signore,the pads-machine!

ProAudioVault BDMO: beh, prima di tutto è un Bluthner e non i soliti Steinway o Bosendorfer. Il suono e le caratteristiche aggiuntive lo rendono un acquisto praticamente obbligato per chi usa pianoforti virtuali!

NI FM8: questa è facile, amavamo l'FM7, quindi...

Arturia Jupiter 8: perche' ci piacerebbe vedere più sintetizzatori con bottoni colorati e perche' Arturia ha fatto un bel lavoro. Se solo non necessitasse della chiave Synchrosoft...


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monome apps: questo premio è una sorta di tributo all'intelligenza collettiva della monome community, ed in particolare a mr. monome Brian Crabtree, Stretta e Steve Duda.

Intermorphic noatikl: i creatori di Koan sono tornati, e danno nuova vita alla musica generativa

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Yamaha TENORI-ON: perche' è immensamente divertente, perche' aiutera' probabilmente ad arrestare la piaga del "controllo di email sul palco", e perche' auspicabilmente apre nuove porte alla produzione in massa di nuovi strumenti/interfacce musicali


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Eowave Eobody2 + sensors: controllare il suono in maniera "alternativa" non è mai stato cosi facile.

giovedì 17 gennaio 2008

NAMM 2008: notizie pt.1

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Oggi inizia il NAMM 2008, iniziamo a selezionare un pò di cose...

synth stuff
I piedi sono effettivamente sottoutilizzati nel fare musica. Ecco che Moog ha annunciato il MP-201 Multi-Pedal.
The Multi-Pedal è un pedale controller CV/MIDI programmabile a quattro canali. Dispone di MIDI In e Out ed ha una porta USB (MIDI su USB). Può trasmettere informazioni a 4 canali MIDI e CV outputs contemporaneamente.
Ogni CV output può essere programmata individualmente ed inoltre ogni canale può inviare dei MIDI CC su specifici canali MIDI contemporaneamente ai CV outputs.
Prezzo: n/d
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Outboard, mics, etc.
Un nuovo prodotto da Anamod: AM660 Limiter, formato rack 500, e ispirato al mitico Fairchild 660. Si vedrà...
Prezzo: circa $1000, non ufficiale.
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Software, plug-ins, etc.
Gli italiani di Overloud (ne abbiamo già parlato per Breverb) presentano un simulatore di amplificatore per chitarra. O meglio di amplificatori, visto che ne sono stati modellati parecchi. Ci sono interessanti caratteristiche che lo rendono originale: fra esse la possibilità di creare dei morphing sonori in modo da personalizzare ulteriormente il suono.
E inoltre, una chiara interfaccia, complimenti!
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Controller, Midi, etc.
Gli inglesi di Novation presentano un nuovo controller, Nocturn, e un update al loro Automap, che arriva alla versione 2.0.
Nocturn è un controller ideale per laptop user e dj, vista la dimensione davvero piccola. Supporta ovviamente Automap (anche su Pro Tools) e dispone di otto encoder sensibili al tocco, più un cross-fader da 45 mm.
Prezzo:si dovrebbe aggirare sui 90/100 euro ma non è ufficiale.
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Guitar stuff, accessories, etc.
Un processore quasi tascabile da Waves Audio: iGTR Personal Guitar Processor.
Tre amplificatori virtuali: Warm, Normal and Bright.
Effetti: Phaser, Tremolo and Wah, Reverb, Chorus and Delay.
Ingressi e uscite:
1/4" guitar input
Mini stereo aux input (per mp3 player o jam con amici)
Due mini stereo outputs per cuffie e speakers.
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Continua...

lunedì 14 gennaio 2008

Virus TI Snow annunciato

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Sembra che il 2008 sia l'anno dei micro-table-synths.
Waldorf farà il suo ritorno sulle scene con il Blofeld, e ora Access ha appena annunciato il suo nuovo Virus TI Snow.
Niente prezzo per ora Non è ufficiale, ma sul negozio inglese DV247 il prezzo è di 829 sterline, dunque intorno ai 1100 euro. Il TI Snow dovrebbe essere disponibile in primavera.
Mi piacerebbe vedere più manopole su questi aggeggini, comunque, per chi volesse saperne di più conviene leggere l'Access Virus TI Snow quickstart manual (in quattro lingue, niente italiano: en-es-de-fr).

Grazie a Pier per la segnalazione.

domenica 6 gennaio 2008

Prosoniq Morph per utenti AU

Vi ricordate dei plug-in Prosoniq? Beh, se avete iniziato a smanettare nel software audio ai tempi di OS 9 credo proprio ve ne ricorderete, e magari se siete utenti Logic o comunque di plug-in AU ne avete perso le tracce da anni (sotto OS X era disponibile solo la versione VST).
Bene, da oggi potete rispolverare i ricordi, visto che Prosoniq ha annunciato la disponibilità dei suoi plug-in in versione AU, iniziando da Morph. E' compatibile sia con PPC che Intel Mac, su MacOS X 10.4 (Tiger) o 10.5 (Leopard), e naturalmente con i vari Logic, Garageband, etc.
Gli altri plug-in (Dynasone, Ambisone, VoxCiter, Roomulator, OrangeVocoder and PiWarp) seguiranno presto.
Prosoniq offre anche un crossgrade per i possessori delle versioni VST e RTAS.
Si tratta di una buona notizia, sia per i nostalgici, sia per le nuove leve che desiderino utilizzare qualche plug-in un pò "diverso" dagli altri. Morph infatti non è solita emulazione di qualche macchina più o meno vintage, ma rappresenta un tentativo di adeguare al mondo audio certe capacità di manipolazione solitamente legate al mondo dell'immagine (se non siete giovanissimi ricorderete in materia forse Kai's Power Tools, per esempio).
Sarà anche interessante scoprire se, oltre a convertire i vecchi plug-in, Prosoniq intende lanciare nuovi prodotti nei mesi a venire. Cercheremo di saperne di più...

Per dettagli e acquisti rivolgetevi al sito di Prosoniq.

mercoledì 26 dicembre 2007

Leopard(izz)ati: Melodyne e MicroTonic


I possessori di Melodyne e MicroTonic saranno felici di sapere che questi due software sono ora pienamente compatibili con Leopard e Logic 8, o meglio Logic Studio.
Per quanto riguarda Melodyne, sono stati fatti dei miglioramenti che interessano anche gli utenti degli altri programmi e delle altre piattaforme (da Tiger a Vista passando per XP), per cui l'aggiornamento è consigliabile per tutti.
Per scaricare gli aggiornamenti entrate come al solito sul sito di Celemony. Se volete leggere tutti i dettagli, trovate un pdf in inglese qui.

L'aggiornamento di MicroTonic risolve in particolare il problema delle uscite multiple ed altri piccoli difetti grafici, che capitavano sotto Leopard con Logic 8.
Ma anche in questo caso possono gioire tutti, visto che oltre all'update è stata pubblicata anche una nuova raccolta di patch per MicroTonic (dal nome XMasTonic2007) che si può scaricare gratuitamente dal sito di Soniccharge.


 Leggi anche l'intervista con Magnus, l'autore di MicroTonic.

venerdì 14 dicembre 2007

Fine anno 2007: le offerte speciali pt.2