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venerdì 10 ottobre 2008

Riverbero da Hollywood

(photo: Vlastula on Flickr)

C'e' un grosso numero di Impulse Responses (o IR) sul web, sia a pagamento che gratis.
Certo, si possono anche trovare dei buoni IR gratuiti, ma se dovessi scegliere un nome in questo campo, andrei a occhi chiusi su quello di Ernest Cholakis (e il suo brand Numerical Sound).
Ernerst è una sorta di scienziato pazzo del campo, e probabilmente ne sa più di chiunque altro.
Quando ho saputo che stava per pubblicare una nuova libreria, chiamata Hollywood Impulse Responses (o HIR), sapevo già di volerci mettere le mani quanto prima.

Dalla descrizione ufficiale del prodotto: "HIR e' ispirato agli ambienti sonori di una ventina di film hollywoodiani di successo, girati fra il 1977 e il 2006, registrati in famosi sound stage e hall sinfoniche".

HIR e' una libreria di 1.1 gigabytes (in diversi formati, WAV, AIFF, SD, 24 and 32bit) compatibile con Mac e PC. Naturalmente la scelta del programma di convoluzione nel quale caricare la libreria e' lasciata all'utente. Ce ne sono tanti in circolazione (Space Designer, Pristine Space, etc.), per l'articolo e' stato usato Altiverb.

HIR offre alcune caratteristiche uniche: e' stato pensato come un partner perfetto per strumenti singoli, grazie a 6 set di IR filtrati sulle alte frequenze in modo da combaciare con l'estensione (C2, G2, C3, G3, C4, and G4) degli strumenti acustici piu' diffusi. Per esempio, se si tratta di una traccia di violoncello, si otterrano migliori risultati usando uno degli impulsi C2, e cosi' via.
Un'altra caratteristica interessante riguarda il timbro: ci sono cinque variazioni per ogni IR: Dark, Warm, Flat, Clear and Bright, che possono essere usate per alterare anche piuttosto radicalmente il timbro percepito di uno strumento o di un ensembre. Ernest sostiene che il risultato non e' riproducibile con nessun EQ, e chi sono per io per dissentire?


HIR e' molto diverso da altri prodotti del genere sul mercato, soprattutto in quanto non prova a emulare degli spazi acustici reali. La sua ispirazione viene, come detto, dagli ambienti sonori dei film hollywoodiani, enormi e come si suol dire "larger than life". Torniamo per un attimo alle parole di Ernest: "il materiale in queste registrazioni spesso conteneva piu' energia sui bassi e medio bassi rispetto a spazi acustici "normali" paragonabili, di conseguenza le dimensioni percepite dello spazio riverberante sono spesso maggiori di quanto le dimensioni fisiche di questi studi sarebbero in grado di creare".

Giusto qualche altro numero: la lunghezza dei riverberi va da 4.112 a 11.013 secondi, con quattro tipologie chiamate Small Sound Stage, Medium Sound Stage, Large Symphony Hall, Huge Sound Stage.
In totale ci sono 600 IR, divisi in quei sei gruppi di note visti prima.
In realta' HIR non e' una questione di quantita', ma di qualità e unicità.
Ho potuto provare la libreria sia su tracce audio, sia su strumenti virtuali e funziona alla grande su entrambe le cose. In particolare gli strumenti virtuali piu' asettici e piu' asciutti prendono davvero una nuova vita!

Certo, HIR non e' un prodotto per tutti, ma se vi occupate di sound-design e se volete dare un suono "larger than life" alle vostre tracce, io lo prenderei al volo. E' un investimento (129.95 dollari) che si ripaga benissimo.


Una nostra intervista con Ernest Cholakis riguardo la sua partnership con Dan Dean, ProAudioVault.

mercoledì 27 agosto 2008

Soundhack delay trio


Tom Erbe, sviluppatore del celebre Soundhack ha appena pubblicato la versione beta di una nuova mini-suite di plug-in, Soundhack delay trio.
Si tratta di un gruppo di effetti, fra l'altro freeware, nati in ambito accademico (Tom è un'insegnante di computer music) basati da un unico algoritmo di delay. Le variazioni sul tema derivano dall'aggiunta di modulazione, saturazione e pitch-shifting (molto low-fi, ci tiene a precisare Tom).
Ampia la compatibilità: RTAS, VST, AU per Mac e Windows, OS X 10.4 o superiore, o Windows XP SP3 e superiore. La versione RTAS richiede ProTools 7.0 o superiore. I plugins per Mac sono Universal Binary.

I plug-in sono scaricabili dall'home page del sito Soundhack. Buon divertimento!

mercoledì 4 giugno 2008

Effectrix: smanettamento creativo


L'ultima uscita della software house tedesca SugarBytes, Effectrix, è un multi-effetto basato su step sequencer a 32 step. Il concept è molto interessante, sia per l'interfaccia visiva piacevole e ben concepita, che per le possibilità creative offerte all'utente.
Effectrix comprende 14 effetti: da quelli a più classici come phaser, reverb, delay, filtering, a quelli più sperimentali e più ricercati (specie da chi fa musica elettronica) come x-loop, stutter, loop stretch, reverse, etc.
Se a questo aggiungete le possibilità di modulazione (2 Modulation sequencers per effetto), concorderete con noi che Effectrix ha davvero molto da offrire.
Ogni effetto ha il suo posto nella matrice dello step sequencer, ed è molto semplice iniziare a manipolare le tracce su cui Effectrix viene applicato, anche perche' l'interfaccia lo rende una gioia da usare.
I più scettici diranno: ok, carino, ma alla fine l'effetto è statico e ripetitivo, mi piacerebbe che introducesse delle variazioni. Beh, si può fare.
Effectrix ha una funzione di pattern che permette di usare la tastiera MIDI (o l'automazione del vostro programma) per creare delle variazioni al volo appunto fra vari pattern di effetti che avrete precedentemente impostato.
Effectrix ci è piaciuto non perche' sia rivoluzionario dal punto di vista sonoro, quanto perche' rende questi processi di manipolazione creativa molto più facili e divertenti. E secondo noi il flusso di lavoro è una delle cose più importanti all'interno del processo creativo.
E poi, il vostro/la vostra partner sarà più felice se passate più tempo insieme, invece di addormentarvi davanti al monitor ;-)
Dunque, chi ha bisogno di Effectrix? Se siete esperti di Max/Mps o guru di Live, forse non ne avete bisogno. Ma se state cercando una soluzione tutto-in-uno facile e potente per quelle sonorità che caratterizzano molta della produzione musicale contemporanea, dovreste proprio dare un'occhiata ai video sul sito SugarBytes e soprattutto scaricarvi il demo. Scommettiamo che vi metterà il sorriso!

Note tecniche: funziona su Mac OS X e Windows, come VST e AU. Gli utenti Mac in particolare saranno molto felici per l'uscita di questo plug-in che va a coprire un'area un pò scoperta del mercato. Non e' un software molto esigente in termini di risorse di cpu. La prima versione aveva problemi di stabilità, ma l'ultimo update li ha brillantemente risolti.
Una richiesta per la prossima revisione: sarebbe utile avere un controllo mix.

Prezzo: 99 € / 129 $. Se fosse un pò più basso, potreste tenere qualche birra in più nel frigo, visto che l'estate sta arrivando. Ma se considerate Effectrix per quello che offre e per il tempo che vi permette di risparmiare per ottenere certi risultati, pensiamo che sia un prezzo onesto.
Alcuni utenti Pc potrebbero dire: "Se posso avere Glitch gratis, perche' mi dovrebbe interessare Effectrix?". Beh, lunga vita ai prodotti freeware (quando non fanno schifo, e Glitch è di sicuro una gemma), ma non pensiamo sia giusto paragonare questi due prodotti.
Effectrix ha delle caratteristiche che lo rendono unico. Inoltre è un prodotto compatibile con più ambienti. E sviluppare e supportare professionalmente del software su più ambienti comporta inevitabilmente tempi e costi non indifferenti.
Ora, basta con le chiacchiere, aprite il demo e decidete voi stessi!

giovedì 21 febbraio 2008

EULA: si cambia?


Dal sito BBC: la National Consumer Council (NCC), una importante associazione che difende i diritti dei consumatori in Inghilterra, ha accusato 17 software house (fra cui Microsoft, Symantec, Adobe, etc.) di utilizzare degli EULA (end user licence agreements) non corretti e fondamentalmente penalizzanti nei confronti dell'utente finale.
Avete presente quel "papiro" di roba che vi si presenta quando installate un software chiedendovi di accettare o rifiutare? Ecco, quello e' l'EULA, l'accordo che accettate (spesso senza neanche leggere).
E' un bene che la questione venga portata all'attenzione in maniera così forte, e speriamo che sia il primo passo di una presa di coscienza molto più ampia.
Come rilevato dalla NCC e da molti osservatori, questi accordi sono sbilanciati (troppe responsabilità per l'utente finale, pochissime o nulle per l'altra parte), sono presentati in maniera molto discutibile (appunto la lunghezza, la terminologia, etc.), contengono spesso clausole vessatorie e di dubbia legalità.
Chiediamo troppo dicendo che e' ora che si cambi approccio?


Unusable EULAs su Usability Blog
The Anti-EULA su BoingBoing

sabato 26 gennaio 2008

Sonic Joy Awards 2007

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I Sonic Joy Awards 2007 rappresentano una selezione di quello che ci ha colpito di più fra i prodotti usciti nel 2007. Nessuna pretesa di assoluto, è "solo" il meglio di quello che abbiamo avuto modo di provare/vedere/ascoltare. E allora, via con i Sonic Joy Awards 2007...

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Soundtoys Native Bundle v3: sonorità vintage da sorriso immediato!

AudioEase Speakerphone: un concetto unico e un prodotto assolutamente brillante, una benedizione per molti...

Sonalksis TBK3: a volte hai bisogno di una sola, sporca, manopola!

Universal Audio Uad-1 Neve Bundle: un altro capolavoro da quei maghi di UA... se solo le loro card fossero più... oops!


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Gforce VSM: signori e signore,the pads-machine!

ProAudioVault BDMO: beh, prima di tutto è un Bluthner e non i soliti Steinway o Bosendorfer. Il suono e le caratteristiche aggiuntive lo rendono un acquisto praticamente obbligato per chi usa pianoforti virtuali!

NI FM8: questa è facile, amavamo l'FM7, quindi...

Arturia Jupiter 8: perche' ci piacerebbe vedere più sintetizzatori con bottoni colorati e perche' Arturia ha fatto un bel lavoro. Se solo non necessitasse della chiave Synchrosoft...


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monome apps: questo premio è una sorta di tributo all'intelligenza collettiva della monome community, ed in particolare a mr. monome Brian Crabtree, Stretta e Steve Duda.

Intermorphic noatikl: i creatori di Koan sono tornati, e danno nuova vita alla musica generativa

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Yamaha TENORI-ON: perche' è immensamente divertente, perche' aiutera' probabilmente ad arrestare la piaga del "controllo di email sul palco", e perche' auspicabilmente apre nuove porte alla produzione in massa di nuovi strumenti/interfacce musicali


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Eowave Eobody2 + sensors: controllare il suono in maniera "alternativa" non è mai stato cosi facile.

giovedì 17 gennaio 2008

NAMM 2008: notizie pt.1

Picture 1.png

Oggi inizia il NAMM 2008, iniziamo a selezionare un pò di cose...

synth stuff
I piedi sono effettivamente sottoutilizzati nel fare musica. Ecco che Moog ha annunciato il MP-201 Multi-Pedal.
The Multi-Pedal è un pedale controller CV/MIDI programmabile a quattro canali. Dispone di MIDI In e Out ed ha una porta USB (MIDI su USB). Può trasmettere informazioni a 4 canali MIDI e CV outputs contemporaneamente.
Ogni CV output può essere programmata individualmente ed inoltre ogni canale può inviare dei MIDI CC su specifici canali MIDI contemporaneamente ai CV outputs.
Prezzo: n/d
multipedal_web_front.jpg


Outboard, mics, etc.
Un nuovo prodotto da Anamod: AM660 Limiter, formato rack 500, e ispirato al mitico Fairchild 660. Si vedrà...
Prezzo: circa $1000, non ufficiale.
AM660_4web.jpg


Software, plug-ins, etc.
Gli italiani di Overloud (ne abbiamo già parlato per Breverb) presentano un simulatore di amplificatore per chitarra. O meglio di amplificatori, visto che ne sono stati modellati parecchi. Ci sono interessanti caratteristiche che lo rendono originale: fra esse la possibilità di creare dei morphing sonori in modo da personalizzare ulteriormente il suono.
E inoltre, una chiara interfaccia, complimenti!
TH1


Controller, Midi, etc.
Gli inglesi di Novation presentano un nuovo controller, Nocturn, e un update al loro Automap, che arriva alla versione 2.0.
Nocturn è un controller ideale per laptop user e dj, vista la dimensione davvero piccola. Supporta ovviamente Automap (anche su Pro Tools) e dispone di otto encoder sensibili al tocco, più un cross-fader da 45 mm.
Prezzo:si dovrebbe aggirare sui 90/100 euro ma non è ufficiale.
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Guitar stuff, accessories, etc.
Un processore quasi tascabile da Waves Audio: iGTR Personal Guitar Processor.
Tre amplificatori virtuali: Warm, Normal and Bright.
Effetti: Phaser, Tremolo and Wah, Reverb, Chorus and Delay.
Ingressi e uscite:
1/4" guitar input
Mini stereo aux input (per mp3 player o jam con amici)
Due mini stereo outputs per cuffie e speakers.
Picture 1.png


Continua...

venerdì 14 dicembre 2007

Fine anno 2007: le offerte speciali pt.2

Avete letto il precedente articolo dedicato alle offerte speciali di fine anno ma avete ancora qualche soldo da spendere? In questi giorni sembra davvero che ci sia qualcosa per tutti...

Hardware
Questa volta iniziamo dall'hardware visto che ci sono degli sconti interessanti su synth e affini sul sito di Schneiders Beuro. Date un'occhiata alla pagina "special offers" ma ricordatevi che questo non è software, e chi primo arriva meglio alloggia (le scorte sono molto limitate).

Effetti software
Gli utenti RTAS e AudioSuite saranno felici di sapere che McDSP sta facendo un'offerta sul suo celebre Analogue Channel (295$, e in euro molto meno!).

Librerie di campioni/Strumenti software
Il distributore inglese, Time + Space, sta facendo delle offerte su EZ Drummer (lo compri e ti danno un Xpansion Pack di tua scelta, gratis) e Ivory (sconto del 20%).
Garritan invece fa le cose a modo suo e da domani inaugura una promozione speciale, "Go-Round". Dura 72 ore ed in poche parole offre via sito una rotazione di prodotti a costo ribassato ma in quantità limitate. Preparatevi a cliccare il tasto di refresh del browser mooolto spesso!
L'offerta include Personal Orchestra, Jazz & Big Band, Concert & Marching Band, Stradivari Solo Violin, Gofriller Cello, ma non si escludono altre sorprese.

Utilità, etc.
La nostrana Redmatica sta facendo un group buy in questi giorni, approfittatene visto che si tratta di prodotti eccellenti.

giovedì 13 dicembre 2007

Fine anno 2007: le offerte speciali pt.1

Drogati di shopping? Noi di AudioNewsRoom ci preoccupiamo del vostro portafogli, e abbiamo selezionato alcune fra le migliori offerte attualmente disponibili in rete (UPDATE: trovate altra roba qui).
Se ne scoprite altre, ditecelo!

Plug-in effetti
Il numero magico è 20: Sonalkis, Urs, Waves, Fabfilter stanno offrendo uno sconto del 20% su tutti i loro plug-in, per cui ora è solo una questione di gusti.
Universal Audio ha in corso un'offerta di fine anno per i plug-in della sua UAD-1, e si va dal 10 al 50% di sconto. Inoltre per gli utenti registrati c'e' uno coupon per ogni card posseduta.
Per gli utenti PC che hanno bisogno di un impulse reverb e non hanno abbastanza budget per Altiverb, potrebbe essere il momento buono per acquistare SIR2 e risparmiare fino a 50 dollari.

Librerie di campioni/Plug-in strumenti
Se volete aggiungere roba di qualità (e di difficile reperibilità) alla vostra libreria di campioni, date un'occhiata al sito di Soniccouture, si può risparmiare fino al 40%.
Ottimi prezzi anche per le Kirk Hunter's orchestral libraries, che vengono spedite già in un hd (sconti fino a 200 dollari).
Vienna Symphonic Library permette di acquistare una delle loro librerie standard ed avere una extended gratis, non male...
Camel Audio sta offrendo degli sconti su Cameleon 5000 (50%) e sui soundsets (30%) per Absynth, Massive e Cameleon.
Nostalgia per le classiche drum-machines ? C'è un 30% di sconto che vi aspetta, sul sito di d16 group (creatori di Nepheton, Drumazon e Phoscyon).
Se invece le drum machine non vi interessano e il vostro batterista è partito per un giro intorno al mondo, potreste dare un'occhiata a Jamstix 2 di Rayzoon, c'è uno sconto del 20% su tutta la linea.
E per finire, EastWest sta facendo un'offerta speciale su tutto il suo gigantesco catalogo. E la cosa include anche le ultime uscite, come Fab Four and le varie Quantum Leap.

Hardware
Ci piacerebbe che questa sezione fosse più lunga, ma in ogni caso, se volete aggiungere uno strumento unico al vostro arsenale, Percussa sta facendo un'offerta del tipo "spedizione gratis" per gli audiocubes. Fra l'altro con le loro lucine sarebbero un fantastico complemento per le vostre decorazioni natalizie!

giovedì 6 dicembre 2007

Off-the-record: Antares


Dopo aver parlato di Harmony Engine, abbiamo fatto due chiacchiere semiserie con Marco Alpert di Antares.

Di cosa ti occupi esattamente in Antares?

Sono il VicePresidente dell'area Marketing. Sono il responsabile di tutte le attività di marketing e gestione del brand, e partecipo alle decisioni riguardanti le specifiche di prodotto e il design dell'interfaccia utente. Oltre a questo scrivo i manuali per gli utenti.

Quante persone lavorano in Antares ora, e quante agli inizi?

Quando sono entrato in Antares, nel 1998, ero uno dei tre impiegati a tempo pieno (incluso il Dr. Andy). Al tempo il lato vendita e distribuzione era gestito da una azienda esterna, che successivamente abbiamo inglobato.
Oggi Antares è costituita da un team principale di nove impiegati a cui si aggiunge una rete di persone di grande talento che lavorano con noi a contratto.

La vostra ultima realizzazione è Harmony Engine, uscito qualche mese fa. Ad una prima occhiata sembra condividere molte cose con i vostri software precedenti, da Auto-Tune ad Avox. E' corretto definirlo come una sorta di mix avanzato e modulare delle vostre precedenti scoperte in fatto di tecnologia vocale, oppure aggiunge qualcosa di completamente nuovo?

Beh, è vero che una buona parte della tecnologia di processamento del segnale condivide alcuni (ma solo alcuni) elementi con Auto-Tune ed Avox. Quello che crediamo sia nuovo è il modo in cui un musicista può interagire con la generazione di armonie. Il nostro scopo era intanto quello di offrire tutti i metodi tradizionali di programmazione delle armonie, e poi di aggiungerne degli altri che permettessero alle persone prive di una educazione formale di avvicinarsi al processo di generazione dell'armonia, da un punto di vista puramente musicale.

Gli harmonizer sono una bestia speciale, forse è per questo che non ne vediamo tanti sul mercato. Come mai esso rappresenta, per gli sviluppatori, una sorta di 'Santo Graal'?

Non lo definirei in questo modo, Auto-Tune è più considerato un 'Santo Graal'. Comunque è uno strumento che si può applicare a molti scopi in campo musicale. La ragione per cui non se ne vedono molti è semplicemente che sono ardui da realizzare (bene).

Trovo che Harmony Engine sia un potente strumento creativo. Preferisco definirlo in questo modo (come forse Brian Eno definirebbe il suo Digitech Vocalist Studio), piuttosto che uno strumento realmente realistico. Che ne pensi?

Sono felice che qualcuno affermi che un nostro prodotto sia un potente strumento creativo. Se ti aiuta a fare la musica che vuoi fare, è servito al suo scopo.
Per quanto riguarda il realismo di Harmony Engine, certo, se fai un pitch shift e isoli le singoli voci armonizzate, è ovvio che non stai ascoltando il vero cantante che fa quelle parti. E naturalmente per quegli usi creativi di cui parlavamo, non è una questione di realismo.
Comunque, la nostra esperienza ci dice che se usato in maniera competente nel contesto di un intero mix, Harmony Engine riesce ad offrire dei backup vocals piuttosto convincenti.

Nel testare Harmony Engine immagino lo abbiate provato anche su altri strumenti, oltre alla voce. Qualche risultato interessante o sorprendente da segnalare?

Onestamente praticamente tutto il test è stato condotto sulla voce umana. Comunque, durante la fase di beta testing, uno dei nostri collaboratori ci ha inviato un pezzo che aveva fatto usando Harmony Engine su un flauto, ed era meraviglioso.

So che sei l'autore del manuale di Harmony Engine, e penso tu abbia fatto un gran lavoro. Scrivere un buon manuale però sembra non sia una priorità per altri produttori. Forse è dovuto al fatto che si pensa che li leggano in pochi?

Non posso parlare per gli altri, ma mi chiedo se il fatto che le persone leggano (o meno) i manuali non sia una situazione tipo "prima l'uovo o la gallina". Forse se il manuale tipico non intimidisse, o non annoiasse, più persone li leggerebbero. Se hai uno strumento con un sacco di potenzialità, fai ovviamente del tuo meglio dal punto di vista dell'interfaccia utente per far capire alle persone come funziona il prodotto. Ma ci saranno sempre delle piccole cose che si possono scoprire solo attraverso la lettura del manuale. Il mio obiettivo è quello di scrivere un manuale che dia delle informazioni in modo chiaro, e che sia allo stesso tempo abbastanza godibile per far sì che qualcuno lo legga davvero. Alla fine aiuta l'utente ad ottenere il massimo dai nostri prodotti, e incidentalmente, tende a ridurre il numero di clienti frustrati che chiamano il nostro supporto tecnico.


Auto-Tune ha compiuto dieci anni. Vi aspettavate che divenisse il plug-in più venduto appunto degli ultimi dieci anni?


Beh, diciamo che eravamo cautamente ottimisti sul fatto che sarebbe stato un successo.

Avete festeggiato il suo decimo compleanno?

Certo, lo abbiamo portato allo zoo, gli abbiamo comprato tutto il gelato e tutte le caramello che voleva. Si e' divertito un sacco!

Ho letto che l'algoritmo usato in Auto-Tune fu sviluppato dal Dr. Andy Hildebrand mentre lavorava come geofisico, per analizzare i dati sismici nella ricerca del petrolio sotto la superficie terrestre (?!?). Come si è evoluto tutto questo nel prodotto che conosciamo?

Molto semplicemente, l'esplorazione geofisica è strettamente legata all'analisisi ed al processamento delle onde sonore. La più grande differenza fra la geofisica e la musica è che le onde tendono a essere di frequenze radicalmente differenti. Di conseguenza, una buona parte della tecnologia di processamento del segnale che il Dr. Andy Hildebrand ha sviluppato per l'analisi geofisica è allo stesso modo applicabile in campo musicale.

Antares è essenzialmente un'azienda di software. Il vostro ultimo prodotto hardware, AVP, è uscito nel 2002 (ed è ancora in vendita, fra l'altro). Vedremo altro hardware Antares in futuro?

Probabilmente non marchiato Antares. Comunque nel corso di questi anni abbiamo partecipato a varie partnership con altre aziende, e siamo sempre aperti a fare accordi per l'uso di nostre tecnologie con altri produttori di hardware. Dunque non è da escludere che questo possa succedere.

Come vedi Antares fra 10 anni? Sarete magari impegnati a far cantare degli androidi in perfetta armonia?

Dieci anni? Cavolo! Non sono neanche sicuro di quello che farò domani. Ma speriamo che, qualsiasi cosa faremo fra dieci anni, essa includerà ancora il realizzare degli strumenti potenti, cool e divertenti da usare per creare musica.

Riguardo la pirateria: come influenza la vostra relazione con la clientela, e cosa ne pensi della questione BanPiracy?

Questo meriterebbe una discussione a parte. Ma ovviamente, la nostra capacità nel continuare a produrre strumenti come Auto-Tune e Harmony Engine è legata al fatto che le persone siano disposte a pagare per essi, così come (speriamo) farebbero per qualsiasi altro strumento creativo che utilizzano. Questo è ciò che facciamo per vivere, e come tutti dobbiamo guadagnare del denaro per l'affitto, per mangiare, etc. Ti posso assicurare che se volessimo diventare ricchi imprenditori, non faremmo parte del music business. Facciamo tutto questo perché amiamo la musica, e siamo felici di guadagnarci da vivere realizzando degli strumenti che aiutano le persone a fare musica. Purtroppo c'è un certo numero di persone che per svariati motivi pensa di dover rubare quello che noi produciamo, il che ci porta a prendere delle contromisure per proteggerci da quel furto. Il nostro obiettivo è quello di assicurarci che quelle misure abbiano il minor effetto possibile sui nostri leali clienti.

Oh, come potevo dimenticarmi di questo? Dopo tanti anni siamo ancora pieni di dubbi circa JFK, Lennon, Marylin, etc.? Una volta per tutte, potremmo almeno sapere se sul famigerato pezzo di Cher fu usato Auto-Tune o qualcos'altro?

Fu Auto-Tune. Usato da un secondo tecnico del suono sul prato rialzato, subito fuori lo studio (questa frase contiene un gioco di parole/riferimento ironico alla celebre teoria del complotto sull'omicidio Kennedy definita appunto "grassy knoll", nella quale si sostiene che vi fu una seconda persona a sparare, e che egli si trovasse sul prato rialzato vicino alla strada - ndr).

mercoledì 5 dicembre 2007

Antares Harmony Engine

UPDATE: Leggi anche l'intervista fatta con Marco Alpert, dirigente Antares.

In questi ultimi mesi uno dei plug-in più stimolanti che mi sia capitato di provare è Harmony Engine di Antares. Non so come mai, ma gli armonizzatori vocali mi hanno sempre molto affascinato, e visto che in campo software questo tipo di prodotti è una rarità non potevo farmi sfuggire Harmony Engine. Si tratta di un armonizzatore "intelligente" che lavora in tempo reale, e questo lo rende molto meno cervellotico e più adatto ad una sperimentazione creativo/intuitiva.
Allo stesso tempo però è un software molto complesso e che si presta ad usi molto differenti; pur avendo un'interfaccia chiara e piacevole, la lettura del manuale (scritto molto bene!) è imprescindibile per sfruttare tutte le potenzialità.
Harmony Engine è in grado di produrre quattro voci di armonia (volendo ciascuna con un proprio output), con controlli individuali per tutta una serie di parametri quali pan, vibrato, tipologia di voce, etc.
La forza del software sta nelle diverse modalità offerte all'utente, ben cinque: intervalli fissi o per scala, definizione per accordi, controllo degli accordi via strumento MIDI, MIDI omni, singoli canali MIDI.
Si può dunque usare Harmony Engine con una sorta di pilota automatico, oppure controllare fino al singolo evento. Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma visto che si può anche scaricare un demo del plug-in, forse è meglio provarlo in prima persona.
Non vi aspettate però un software che faccia magie: la qualità della sorgente sonora e la sua intonazione sono essenziali affinche' Harmony Engine faccia bene il suo lavoro. Poi un saggio uso dei parametri interni permette di migliorare molto i risultati, e magari all'inizio ci vorrà un po' di tempo. Un altro consiglio: oltre alla lettura del manuale, una volta installato il demo può essere utile anche dare un'occhiata alle song di esempio, che mostrano concretamente come può essere utilizzato il plug-in all'interno della vostra DAW.
Come dicevo all'inizio, a me questo tipo di strumenti non interessa tanto per cercare un realismo assoluto, quanto per quel feeling uomo-macchina che viene fuori. E sono davvero contento che esista qualcosa come Harmony Engine, il che mi evita di dover acquistare e gestire più o meno complessi e ingombranti prodotti hardware!

Piattaforme: OS X e Windows,
Formati: plug-in VST, RTAS e AU.
Prezzo: 349 €
La distribuzione in Italia è di Midiware.

giovedì 29 novembre 2007

Off-the-record: GForce


ITALIANOCome anticipato nella recensione di Virtual String Machine, abbiamo fatto una chiacchierata con Dave Spiers di GForce riguardo, appunto, VSM, il suo passato, la pirateria, e... la sua Citroen Pallas (?!?).

Prima di tutto, sto parlando con Dave di GForce Software, GMedia o cos'altro? Devo ammettere che con tutti questi nomi usati in questi anni sono un pò confuso...

In effetti la cosa confonde anche me, a volte! ah ah ah...
Gmediamusic era un'azienda fondata da me e dal mio partner Chris tempo addietro. Abbiamo pubblicato l'M-Tron ed altri sample cd, marchiati GForce.
Alcune discussioni con altri sviluppatori hanno portato ad utilizzare il marchio GForce come un ombrello sotto il quale abbiamo iniziato a collaborare appunto con altre software house, come nel caso di Ohm Force. Il Minimonsta è stato un primo esempio, una joint venture sotto un unico brand.
Via via Chris e io ci siamo accorti che GForce stava prendendo la maggior parte del nostro tempo, e allora quest'anno abbiamo deciso di smettere di avere tutto doppio (tipo i siti web), e di organizzarci un pò meglio.
Auspicabilmente questo ci permetterà di dedicare più tempo allo sviluppo e a gestire in maniera più vivace il nuovo sito GForce.

Occupiamoci ora di VSM: ho visto la vostra foto con tutte quelle fantastiche tastiere che avete campionato, e lasciatemi dire "Wow"! Fanno parte della vostra collezione o le avete prese qui e là?

Alcune appartengono a noi, ma siamo stati fortunati a parlare della cosa a Gordon Reid (giornalista di Sound On Sound) all'inizio del progetto VSM. Gordono stava effettuando una ricerca sull'argomento per una serie di articoli, e aveva acquistato alcune meravigliose macchine nel corso di tale ricerca. Noi abbiamo campionato molte di esse, ed abbiamo imparato da Gordon un sacco di cose circa la storia e l'evoluzione del "genere" String Ensemble.

Nel creare VSM, ti è venuto in mente che saresti diventato la persona più odiata da tutti quelli che speculano sul mercato dell'usato, vendendo queste tastiere a prezzi ridicoli?

In realtà potrebbe avere l'effetto opposto. Un pò come è successo con l'M-Tron, VSM farà conoscere queste macchine e questi suoni alle nuove generazioni. Così i più facoltosi inizieranno a pensare: "voglio un Freeman String Synthesizer/Solina/Elka Rhapsody originale...". Se questo succederà, i prezzi si alzeranno ancora.
Anni fa pur volendo non riuscivi a liberarti di un Melly (sta per Mellotron, ndr), mentre oggi non è proprio così...

Lo so, non è proprio una domanda rock'n'roll ma... ci potresti dare dei dettagli su come sono state campionate le varie macchine?


Tutti gli strumenti sono stati registrati utilizzando una RME Fireface 800 oppure una Metric Halo 2882. La chiave è stata in realtà riuscire a trovare, per quanto possibile, i migliori modelli per ciascun strumento. Se non ricordo male, abbiamo registrato tre Arp Omni prima di trovare il migliore.

Alcuni di questi strumenti avevano anche altri preset, oltre a quelli dedicati agli archi (tipo fiati, ottoni), che in alcuni casi potevano essere usati per creare dei mixi interessanti. Visto che non li vedo in VSM immagino abbiate voluto restare fedeli ad un approccio "strings-only", vero?

Si, l'idea di VSM è nata quando ci hanno chiesto di trovare un Solina per i Kasabian (una band inglese). Ci è voluto un pò, e quando l'abbiamo trovato e abbiamo iniziato a suonarlo, ci siamo innamorati di quel suono. Io ero un grande fan del funk anni settanta (Roy Ayers, Herbie Hancock, Lonnie Liston Smith, etc,) e suonare quello strumento ha portato un raggio di sole ad una, altrimenti umidiccia e grigia, giornata inglese.
La cosa è coincisa anche con il fatto che un nostro amico avesse lavorato sull'ultimo album di Goldfrapp, e dopo che abbiamo sentito la canzone Number One (dove il riff principale è fatto con una Roland RS505) abbiamo pensato: "Dobbiamo fare uno strumento retro string ensemble!".
Naturalmente avremmo potuto partire per tutte le tangenti possibili, ma dovevamo focalizzare il più possibile, e dunque niente preset di brass o organ.

Il modulo di sintesi che avete aggiunto è un bel bonus: è qualcosa creato appositamente per l'occasione o avere riadattato filtri e sintesi usati in altri vostri strumenti precedenti?

E' completamente nuovo. Preferiamo creare qualcosa da zero anziche' prendere vecchio codice e riadattarlo. Ecco perche' ci mettiamo così tanto, eh eh...

Quante persone hanno lavorato su VSM? Ho letto che anche Art (il creatore di Phatmatik Pro) era coinvolto nel team, giusto?

Parliamo probabilmente di un team principale di tre o quattro persone, ma devo dire che è sempre difficile dare un numero esatto. Ci sono persone che entrano ed escono da un progetto nel corso del tempo. Se poi conti i beta-tester e vari musicisti, il numero sarebbe poi molto più alto.
Siamo fortunati nel lavorare con persone molto valide e la loro esperienza è alle volte vitale. Art è stato il principale sviluppatore, e probabilmente anche quello che ha dovuto sopportare più notti insonni.

Riguardo la sezione effetti: suppongo sia stata creata per gli strumenti che originariamente ne erano privi. Da cosa sono stati modellati phaser ed ensemble?


Abbiamo iniziato col guardare ad un ensemble del tipo Solina, ma spesso quando provavamo ad aggiungerlo a cose come un Elka Rhapsody, il tutto suonava troppo... Solina. La stessa cosa succederebbe con un ensemble tipo Roland. E tutto questo avrebbe alterato l'idea di avere una collezione di strumenti diversi, ciascuno con un proprio carattere. Alla fine abbiamo optato per un soluzione intermedia, che permettesse un alto grado di flessibilità, dove l'utente può aggiungere un pò di colore senza che la cosa risulti eccessiva.

Ancora riguardo agli effetti: come mai niente delay?

Ne abbiamo discusso a lungo, ma quando abbiamo sentito il il phaser in modalità 12 stage, il phaser ha vinto la sfida.

Ho letto che ci saranno degli expansion pack per VSM in futuro. Puoi dirci qualcosa di più in proposito?

Ci sto lavorando, e ci sono delle cose che sicuramente faranno parte della lista, tipo Hohner K4, Yamaha CE25, Korg Lambda, Elektronika EM25, e qualcos'altro che rappresenterà la ciliegina sulla torta. Mi spiace, ma non ti posso dire di più per ora.

Come era prevedibile, VSM è anche un tributo virtuale alle aziende italiane degli anni settanta (Elka, Siel che era il vero creatore dell'Arp Quartet, Crumar). Ma è vero che pensavi che il preset "Violoncello" presente sull'Elka Rhapsody fosse un errore? Mi sono divertito molto nel leggerlo!

Si, ammetto che la cosa mi aveva confuso, il che è imbarazzante considerando il tempo passato in Italia. So che i miei amici di Generalmusic mi sfotteranno senza pietà su questo al prossimo NAMM!



GForce si descrive come un'azienda con "un'enfasi sul modeling di synth vintage". Visto che il concetto di vintage è necessariamente non statico, pensi che vi vedremo prossimamente al lavoro su synth anni ottanta e novanta?


E' possibile. Il fatto è che a noi piacciono cose che sono "un pò fuori", e prima succedeva molto di più, rispetto ai prodotti degli anni ottanta e novanta. Sono attratto dalle situazioni in cui un settore industriale inizia a trovare una sua strada, perchè le persone in questi casi se ne vengono fuori con idee completamente oblique, all'interno delle quali c'è una certa magia...

So che hai lavorato con tantissimi artisti, come programmatore e tecnico. Quali sono le richieste più difficili o più strane che hai ricevuto?

Ai vecchi tempi le persone mi chiedevano cose del tipo: "Fammi un suono che fa Zzzzzmmmmooooooyyyyww". Pensavano potessi leggere le loro menti. Era difficile perchè il tempo in studio era incredibilmente costoso, e loro erano li' a battere le dita mentre io provavo a connettere moduli su moduli per trovare quello che gli girava in testa, mentre loro commentavano "Fallo più color arancio".
Quello che mi piace in quelle situazioni è che lì impari il mestiere. E' la stessa cosa dell'essere on the road, le tue cose devono funzionare perchè lo show DEVE andare avanti.
C'è un esempio che mi viene in mente: ero su una montagna svizzera a riprogrammare un sacco di roba per un concerto di Debbie Harry in un festival molto importante, in quanto nessuno dei nostri era arrivato. Ho preso a prestito roba da gente come Dave Stewart e Billy Idol, e sono riuscito a far funzionare il tutto quando mancava una sola ora al concerto. Ce l'abbiamo fatto ma è stato davvero intenso.
Chris, che ha lavorato con Rick Wakeman e Keith Emerson, avrebbe altre cose interessanti da raccontare...

Che mi dici del fenomeno pirateria: come influenza il rapporto con la clientela e che ne pensi di BanPiracy?

La pirateria è un problema serio per tutti gli sviluppatori, specialmente quelli di nicchia come noi, e penso non ci siano scuse per esso visto anche l'ammontare di roba freeware in giro. Ho più rispetto per chi crea un bel pezzo con roba freeware di quanto ne abbia per un "drogato di warez" che va avanti quasi per automatismi, senza reale coinvolgimento.
La cosa triste per me è che il nostro settore sta perdendo programmatori, in quanto non possiamo competere con i salari della grande industria ed anche perchè diventano demoralizzati nel vedere il proprio lavoro messo in giro così, come se non valesse nulla. E' dura vedere persone che amano quello che fanno e lo fanno anche molto bene, costrette a passare a fare qualcosa di molto meno creativo.
La questione BanPiracy è allarmante a molti livelli, se le loro stime sono corrette e dunque la pirateria negli studi è un fenomeno così endemico come dicono, allora forse la loro esistenza è parte di una situazione "causa-effetto". Io provo a rimanere positivo, e speriamo che l'ago della bilancia ad un certo punto si fermi più al centro.

Sei stato una sorta di pioniere nel settore dei controller midi hardware con il PhatBoy. Per il futuro vedi un possibile nuovo coinvolgimento di GForce nel settore hardware?

E' possibile, e non si può negare che l'hardware almeno non può essere piratato. Il che lo rende attraente agli occhi delle software house.
Quello che mi piace del software è che in un certo senso siamo ancora ai primi passi nel settore, e c'è uno spirito di avventura che è eccitante. Mi è capitato di parlare con il capo di un'azienda di sintetizzatori che mi ha detto: "Se non riesci a produrre in Cina, non riesci nemmeno a entrare sul mercato", il che per me implica che tutti stanno andando dietro ad un abbattimento di costi nella produzione piuttosto che alla creatività. Il mondo del software non è così, almeno per ora...!

GForce non è proprio un marchio conosciuto per la sua iper-produttività. E' dovuto al fatto che tu hai passato troppo tempo in questi anni a cercare di rimettere in sesto la tua Citroen Pallas "vintage"?

Ah ah ah! La verità è che la mia DS è chiusa in garage da cinque anni e ancora non ho trovato tempo da dedicarle. Ogni anno dico: "Quest'anno la rimetto a nuovo" ma poi c'è sempre qualcosa che congiura contro di me.
Qui in GForce ognuno ha i suoi interessi esterni, e sono queste cose che ci ispirano e ci eccitano. Per esempio, durante l'anno scorso ho lavorato a due film, un paio di album, e ho dato una mano in un'assistenza tecnica per un paio di tour. E' inevitabile che trai degli stimoli e delle idee da tutto questo. Alcune delle migliori idee mie e di Chris sono venute proprio dal cercare delle soluzioni a problemi con cui quotidianamente ci confrontavamo, in concerto o in studio.

Prometto di non dirlo a nessuno, che c'è di nuovo nei vostri laboratori segreti?

Ah ah ah, vorrei che fosse così semplice, ma in verità abbiamo diversi progetti che vanno avanti allo stesso tempo e la loro messa a fuoco può cambiare a seconda di ciò che ci ispira in un determinato momento. Per esempio, possiamo incontrare delle difficoltà su una cosa e la mettiamo in attesa, e ci mettiamo al lavoro su un'altra. E' un po' come durante un mixaggio, a volte ti devi dare un po' di tempo e spazio cosi' poi da tornarci su con orecchie fresche.
VSM è venuto fuori per il fatto che abbiamo dovuto trovare quel Solina, e se tu mi avessi fatto questa stessa domanda un mese prima, ti avrei detto qualcosa di completamente diverso.

Ok, abbiamo finito, ora puoi farti una birra!

Alla tua salute, e un saluto caloroso all'Italia!

mercoledì 28 novembre 2007

Virtual String Machine (VSM): mini-recensione

UPDATE: leggi anche l'intervista con Dave Spiers, il co-fondatore di GForce. Siamo andati dalle chiacchiere su VSM, fino a parlare di una Citroen Pallas (?!?)

Virtual String Machine (o VSM) è il nuovo software synth di GForce (già creatori di M-Tron, Oddity, Imposcar, Minimonsta). E' un progetto dedicato a rendere omaggio ad un genere di synth molto in voga nella musica degli anni settanta, e di conseguenza riscoperto nell'ultimo decennio.
Sono le cosiddette string-machine, a cui dobbiamo la maggior parte dei tappeti sonori della storia della musica moderna (giusto per fare qualche nome: Arp Quartet, Solina, Elka Rhapsody, Freeman String Symphonizer, etc.).
Abbiamo parlato di software synth: infatti VSM non si limita ad essere una "semplice" libreria di campioni (in totale 2.5 Gb) di di quelle tastiere, ma permette una flessibilità di risultati molto interessante. Innanzitutto ci sono due layer che permettono dunque di caricare due diversi set di sample (volendo potete dunque mischiare un violoncello dell'Arp Omni con una viola Solina, etc.). Oltre a questo c'è poi un vero e proprio modulo di sintesi, con tanto di filtro e amp envelope, che permette di intervenire sul suono di ciascun layer. Eppoi non manca una sezione effetti con phaser ed ensemble, per modulare i suoni dei synth che originariamente erano sprovvisti di tale effetto.
La realizzazione è eccellente, sia dal punto di vista sonoro quanto da quello funzionale. Pur essendoci più cose con cui smanettare rispetto agli originali, il VSM offre lo stesso feeling da 'gratificazione instantanea'; io ci ho passato delle ore soltanto provando pochi preset!
VSM è destinato a diventare un nuovo classico, soprattutto per quelli che non hanno voglia di spendere cifre folli per acquistare gli originali (ammesso che li troviate in buono stato!).
Ah, dimenticavo: GForce ha un nuovo sito (molto migliore del vecchio), e fra le altre cose potrete trovare un sacco di altre informazioni su VSM...

Piattaforme: OS X e Windows,
Formati: standalone e plug-in VST, RTAS e AU.
Prezzo: 129 € (Iva esclusa)
La distribuzione mondiale e' curata da M-Audio, e come al solito in Italia se ne occupa Soundwave.

lunedì 19 novembre 2007

Soundtoys Native Bundle

Con alcuni strumenti o effetti, non c'è da perdere troppo tempo prima di capire di essere di fronte a qualcosa di qualitativamente superiore. Lo si capisce al volo sentendo per esempio il manico e le finiture di una chitarra, ma è altrettanto facilmente percebibile quando si apre un plug-in e si inizia a farci passare del suono attraverso. E' quel sorriso che viene da dentro. Ed è questa la sensazione che ho provato iniziando ad utilizzare la suite di effetti SoundToys Native Bundle.


I plug-in di Soundtoys erano disponibili già da un bel pò di tempo agli utenti ProTools, e rappresentavano una delle cose più invidiate dagli utenti di piattaforme "native".
Fortunatamente, a partire da marzo scorso, Soundtoys ha deciso di supportare altre DAW, ed ha fatto il primo passo rilasciando appunto il SoundToys Native Bundle, per utenti Mac (le DAW supportate sono: Pro Tools LE, Logic, Digital Performer and Live).

La versione Native comprende una selezione dei plug-in disponibili nella versione TDM: Crystallizer, EchoBoy, FilterFreak, PhaseMistress, Tremolator, Speed (in realtà quest'ultimo è utilizzabile solo sotto ProTools LE ed M-Powered).
Crystallizer è dedicato al retro pitch-shifting reverse echo, e porta con sé le esperienze acquisite dai suoi sviluppatori durante gli anni passati in Eventide. Già citando questo nobile marchio capirete meglio l'entusiasmo contenuto nell'incipit dell'articolo. Crystallizer riprende dunque alcune sonorità del classico H3000, ed aggiunge alcune funzionalità come il Midi sync, controllo Gate/Duck, filtri hi-cut e low-cut, il tutto naturalmente automatizzabile. E' il plug-in forse più creativo della suite, può dare davvero dei tocchi interessanti anche in contesti sonori molto differenti fra loro. A me per esempio è piaciuto molto su chitarre acustiche, pianoforti, synth ambientali...
Echoboy è una echo-machine dal gusto analogico (come del resto l'intera suite), fra i modelli scelti per l'emulazione (una trentina) ci sono classici come Echoplex, MemoryMan, SpaceEcho, DM-2, TelRay, CE-2, ma anche tape-machine come l'Ampex ATR 102. E non ci si ferma al modelling, visto che Echoboy dispone di quatto modalità (Simple Echo, Dual Echo, Ping Pong, Rhythm Echo) e di altri controlli per la personalizzazione del suono (Groove, Feel, etc.).
Anche per Filterfreak gli sviluppatori di Soundtoys si sono ispirati ad alcuni classici del passato, come Mutron, Filterbank, Morley WahWah, etc. Con questo plug-in la prima avvertenza è: attenti ai vosti speaker ed alle vostre orecchie. Il ragazzo è selvaggio, ed è in grado di produrre risonanze pericolose. Ma del resto, è proprio quello che spesso si vuole smanettando sui filtri, no?
Fra le caratteristiche interessanti di Filterfreak, oltre ai controlli che più o meno potete aspettarvi da un prodotto del genere, va ricordata la presenza di un Rhythm Mode: si possono creare dei pattern ritmici che vanno a sync col Midi e che possono essere anche salvati. Se poi non ne avete abbastanza c'è un altro plug-in, Filterfreak2 che è costituito da due filtri analogici utilizzabili in seriale o parallelo.
Chiudiamo la parata con PhaseMistress e Tremolator. Anche in questo caso i nomi sono espliciti.
Vi sarete accorti che non ci sono in giro molti phaser "virtuali" decenti; ecco, con PhaseMistress il problema si risolve facilmente, visto che anche in questo caso gli algoritmi di casa Soundtoys sembrano essere di diverse spanne sopra la media. La ricetta è simile a quanto abbiamo già visto: controlli classici ed essenziali, ma anche possibilità di personalizzare i parametri in modo creativo (il bottoncino Tweak ricorre in più di un plug-in, come vedrete).
Tremolator emula invece il tremolo di alcuni classici amplificatori come i Fender, ma anche del Wurlitzer. Ed aggiunge alcune interessanti possibilità: per esempio il controllo dinamico su Depth e Speed, a seconda delle dinamiche della propria esecuzione, oppure una funzione di auto-gate (sempre modificabile con il Rhythm Editor di cui dicevamo sopra), o ancora i controlli su Groove e Accent.
Non vi parlerò di Speed, in quanto il test è avvenuto con Apple Logic Pro 7.2.3.

Dal punto di vista dell'integrazione con l'host (in questo caso, appunto, Logic) tutto fila abbastanza liscio (da segnalare solo qualche picco di suono capitato durante cambi di preset, probabilmente per questioni di buffer). Il peso sulla cpu è assolutamente accettabile e nella media, soprattutto considerata la qualità sonora (nell'immagine qui a lato potete vedere un esempio per ciascun plug-in. Nel mini-test, condotto su un non più giovane G5 2x2Ghz, si è cercato di scegliere anche qualche preset un pò più complesso di altri).
Le descrizioni lasciano il tempo che trovano, l'importante è come sempre il suono.
E con Soundtoys non si scherza, come dicevamo all'inizio il suono è da "instant smile".
Non vi dirò mai di mettere da parte i vostri gioielli hardware collezionati col sudore (o magari con qualche botta di culo, chissà!), ma anche se siete dei puristi del vintage, vi consiglio di mettere da parte i pregiudizi, aprire le orecchie e provare questi plug-in.
Secondo me i vantaggi dell'integrazione digitale compenseranno ampiamente anche quelle inevitabili differenze che comunque riuscirete a trovare.
Dimenticavo: un valore aggiunto del bundle Soundtoys è la quantità e soprattutto la qualità dei preset. Qui non si tratta di roba tirata via in fretta e furia per fare numero, c'è dietro il lavoro lungo e minuzioso di gente davvero con le palle. Avete presente quanti software escono, magari anche interessanti, ma con dei preset terribili o quantomeno mediocri? Ecco, con il bundle Soundtoys non avrete questi problemi e non perderete tempo, potrete utilizzare da subito al massimo questi plugs.

Se non si fosse capito, AudioNewsRoom consiglia caldamente il Soundtoys Native Bundle, probabilmente l'uscita più importante del 2007 a livello di effettistica per gli utenti di DAW native in ambiente Mac.
Il prezzo ufficiale è di 495 dollari ed ad una prima occhiata potrebbe apparire altino, ma è comunque giustificato se si pensa al livello qualitativo assolutamente al top, (e che si tratta di ben cinque/sei plug-in!).
Se poi consideriamo che il dollaro è ai suoi minimi storici, e che in giro per il web si trovano facilmente offerte allettanti (sui 395 dollari, ad oggi circa 275 euro, poco più di 50 euro a plug-in!), fossi in voi non ci penserei due volte!
In ogni caso, scaricare e provare la demo-version non costa niente (basta avere l'iLok)...

Richieste di sistema: OS X 10.4.x (nel giro di due settimane verrà rilasciato un update per Leopard, con la versione attuale si verifica qualche piccolo problema di automazione).

Nota: il prodotto richiede la presenza di una iLok per l'autorizzazione, forse l'avrete già (altrimenti aggiungete 30 euro al totale). Non è ancora disponibile la versione VST (ne' per Mac ne' per Windows), ma pare che i tipi di Soundtoys ci stiano lavorando.

domenica 18 novembre 2007

BanPiracy e Waves: si passa ai fatti

Come forse ricorderete, qualche mese fa avevamo parlato di BanPiracy e delle azioni legali che stava intraprendendo contro studi di mezzo mondo, accusati di utilizzare software piratato (in particolare plug-in Waves).
A giudicare da un articolo uscito in questi giorni su PSNE, la cosa sta andando avanti in maniera piuttosto spedita.
Sono stati pubblicati i nomi di alcuni addetti ai lavori (proprietari di studio o comunque collaboratori) losangelini, a cui sono stati notificate delle richieste per perdite commerciali stimate dai 3800 fino ai 21000 dollari. A queste cifre vanno poi aggiunte le richieste per danni e le spese legali, e dunque la cifra finale è destinatata a crescere (pare di oltre dieci volte).
Da alcune dichiarazioni rilasciate da BanPiracy, in USA si sta procedendo con richieste molto più pesanti rispetto a quanto stia avvenendo in Europa (dove pare la richiesta sia di quattro volte il valore del software contestato).
In generale, pare che siano 1.200 gli studi visitati da emissari di BanPiracy in tutto il mondo, e che in media il 50% di essi sia in possesso di software Waves non originale.
Tutta la vicenda continua a porre diversi interrogativi: sarà un bene per Waves, e ci saranno altre software house disposte a intraprendere la stessa via?

Al momento non risulta che BanPiracy abbia altri clienti oltre al brand israeliano. E sinceramente la cosa non ci stupisce, visto che questa strada rappresenta una sorta di punto di non ritorno, nell'immagine e dunque nella percezione del brand da parte degli utenti.
Dal nostro punto di vista continuiamo a preferire, per esempio, l'approccio di cui ci parlava qualche mese fa lo staff Sonalksis. Un altro esempio apprezzabile (ad un livello commerciale evidentemente diverso) in questi ultimi mesi è costituito da Apple e dal suo abbandono dell'hardware dongle per Logic.
Stiamo comunque cercando di carpire pareri e intenzioni da parte dei rappresentanti di altre software house riguardo a questa vicenda, vi terremo aggiornati...

UPDATE: proprio Dave Gamble, il giovane guru di casa Sonalksis, ha scritto qualche giorno fa un articolo sull'argomento, in cui dice in sostanza di approvare la mossa fatta da BanPiracy/Waves. In particolare Dave approva che essa colpisca studi di registrazione medio-grandi (dunque tenuti ancor più di altri ad essere in regola). Al tempo stesso Dave dice che non si butterebbe mai in un'impresa simile.

venerdì 12 ottobre 2007

Speakerphone: arte della simulazione

Gli olandesi di AudioEase colpiscono ancora. Altiverb e' ormai praticamente uno standard in fatto di riverberi, e la loro nuova creazione, Speakerphone è secondo me destinata a diventare un ”instant classic".
Alzi la mano chi, lavorando nel campo del sound-design, della post-produzione, della sonorizzazione, o più in generale della manipolazione di suoni, dopo aver visto il demo-movie di Speakerphone non si chiude in bagno a ....
Ok, versione per le quote rosa e i politically correct: Speakerphone renderà almeno 10 volte più veloce il vostro workflow, ok?
Il filmato spiega meglio di mille parole, ma se proprio dovessi provarci direi che Speakerphone simula altoparlanti e ambienti, di ogni tipo. Volete una voce filtrata da un telefono anni '50, o da un telefonino disturbato dal vento? Volete simulare un ambiente affollato? Oppure ancora volete simulare in un attimo il suono che viene dalla stanza letto piuttosto che quella dei vicini?
Il punto chiave è proprio la velocità e la facilità con cui è possibile ottenere i risultati. Naturalmente è possibile smanettare di fino, aggiungere effetti, aggiungere propri samples alla libreria, etc.
Speakerphone è compatibile con tutti i principali formati, VST, AU, RTAS, su OS X e Windows.
Costa non poco, 395 € + IVA, ma come detto saranno ben investiti. Non è al momento disponibile una versione demo.

giovedì 11 ottobre 2007

Da uno studio all'altro? Pro-Convert


Per chi, almeno qualche volta, è impazzito nel portare una session fra uno studio e un altro, avendo a che fare con DAW differenti (e relativi formati), ci sono buone notizie. SSL ha acquisito dall'azienda tedesca Cui Bono i diritti su un software di conversione che da qui in avanti si chiamerà Pro-Convert.
Il software, fino ad ora solo per Windows, verrà ulteriormente sviluppato e ampliato (non è per ora prevista però una versione per OS X, buuuhhhh!) e convertirà praticamente tutti i formati principali: ProTools, Soundscape, Cubase/Nuendo, Vegas, Sonic Studio, SADiE, Final Cut Pro, Audition, OMF, AES31, Sequoia, Open TL, Tascam BU.

sabato 15 settembre 2007

Sviluppo Italia: Keymap 1.5 e Breverb


In questi giorni gli sviluppatori italiani fanno due colpi interessanti: prima Redmatica aggiorna il suo Keymap alla versione 1.5, che fra le altre cose si integra direttamente con il neonato Logic 8. Se non lo conoscete già, Keymap è praticamente il miglior editor per strumenti campionati. Con la versione 1.5 si migliora ulteriormente quello che era giù un piccolo grande capolavoro, e la diretta integrazione con Logic è la ciliegina sulla torta. L'update è gratuito per gli utenti di Keymap 1! Consigliata la visione dei video...
Oggi invece la Overloud (curioso, sempre terre emiliane, che sia questa la nuova frontiera tecnologica della penisola?), ha presentato BREVERB. Le promesse sono impegnative: si parla di un riverbero software che trae la sua ispirazione da storici modelli hardware, e che si proprone come la soluzione "definitiva" per le produzioni basate su DAW.
Accurata modellazione, 4 algoritmi, Hall, Room, Plate and Inverse, interfaccia che richiama l'esperienza visiva/tattile degli outboard, e un peso non elevato sulla CPU.
Insomma, finalmente anche i più snob potranno mettere a riposo i cari vecchi Lexicon? La sfida è lanciata, speriamo di poterci mettere le mani presto. C'è anche un demo che dura 14 giorni.
Tutti i principali formati nativi sono supportati: RTAS, Audio Unit, VST per Mac (Universal) e PC.
Prezzo: 299€
Sistema di autorizzazione: iLok

P.s: nelle prossime settimane speriamo di ospitare gli sviluppatori in modo da fare un pò il punto su questi prodotti, e magari allargare lo sguardo a cosa vuol dire sviluppare software audio in Italia.

mercoledì 5 settembre 2007

Off-the-record: Soniccharge


Questa volta il nostro ospite è Magnus Lidström, la mente che sta dietro al synth Malström (inserito in Reason 2) e al nostro amato µTonic (o MicroTonic), pubblicato dal suo marchio personale, Sonic Charge. Magnus ci risponde dal cuore di una foresta svedese, dove sta meditando sul suo prossimo software...


Ti rende più orgoglioso o più annoiato il fatto che, quando si parla di te la prima cosa che salta fuori è: "ah, si, il tipo che ha lavorato sul quel synth per Reason 2..." ?

Se ci sono delle cose che si dicono di me ne sono naturalmente orgoglioso (beh, almeno se sono positive!). Certo, vuoi sempre migliorare rispetto a quanto fatto in precedenza, e onestamente sono sempre nervoso riguardo le mie nuove uscite. Piuttosto butterei dalla finestra i prodotti di cui non mi sento sicuro al 100%, anziche' pubblicarli giusto per sfruttare la mia reputazione. Dunque la risposta alla tua domanda è in un certo senso, un pò entrambe le cose. Probabilmente mi scoccerebbe se Malström si rivelasse l'unica cosa che la gente ricordasse di me, ma allo stesso tempo già l'essere ricordato è di per se sufficiente.

Perchè hai creato il tuo marchio SonicCharge per pubblicare Microtonic? Nessun altro voleva farlo in quel momento?

No, non si tratta di questo. L'idea era di vedere se era possibile creare e vendere software completamente in proprio, attraverso l'uso esclusivo della distribuzione via internet. La mia intenzione originaria era quella di creare tanti piccoli plug-in, e una drum-machine sarebbe stata un ottimo modo per catturare l'attenzione verso il sito. Dopo aver dedicato diversi mesi allo sviluppo di MicroTonic, ho fatto una completa inversione di marcia e ho deciso invece di focalizzare la mia attenzione nella realizzazione di un unico ed efficace prodotto.

Abbiamo già parlato in questo sito di MicroTonic, e come tanti altri pensiamo sia un piccolo gioiello. Che ne pensi tu, a qualche anno dalla sua creazione? E che ci dici del suo futuro?

Sono sinceramente sorpreso di quanto bene abbia resistito al passare del tempo. Quando l'ho pubblicato, nel 2003, pensavo che l'arco di vita di un plug-in non potesse superare i due anni. Ora MicroTonic è nel suo quarto anno di vita e continua a vendere meglio che mai (ma ovviamente io ho anche pubblicato alcuni aggiornamenti nel frattempo). Personalmente continuo a utilizzarlo molto, per qualche motivo non mi ha ancora stancato. Credo continuerò ad utilizzarlo ancora a lungo.

Come è venuta fuori l'idea del TinTonic? E' così, brillantemente, "nordic design"! Forse sarebbe il caso di venderla in tutto il mondo attraverso Ikea...

Ah ah, beh, devo dare tutto il credito in questo caso a Wolfgang Merkle di Bitplant. Evidentemente ci vuole un tedesco per creare qualcosa di cosi' tipicamente svedese, ah ah! In particolare, io non avrei mai avuto l'idea di mettere la memoria USB dentro un contenitore metallico. Quello e' un colpo di genio!

Parlando di drum machines basate su pattern, in generale sono piuttosto sorpreso che l'idea di base che sta dietro a questi oggetti non sia cambiata molto nel corso degli anni. Per esempio mi piacerebbe se fossero piu' flessibili e magari adattabili a tipologie di musiche meno rigide e lineari, rispetto a quanto di solito accade. Chiedo troppo?

No, ma forse più di quanto la gente si aspetterebbe. Quando ho progettato MicroTonic, volevo rimanere fedele al concetto originario di drum machine pattern based dei tardi anni '70/primi '80. La mancanza di flessibilità e la loro "rigidita'" erano dovute a limitazioni tecniche, ma alla fine hanno fatto si che la musica prodotta con questi strumenti suonasse diversa (pensa per esempio alla musica dance europea). L'unica innovazione che mi sono concesso dal punto di vista del pattern programming è stata quella di aggiungere i bottoni per il "fill".

Qual è la cosa più difficile nel tuo lavoro? Venir fuori con nuove idee, gli hacker, i bug o cos'altro?

Le idee nascono sugli alberi; sono le visioni e le capacità tecniche ad essere importanti. C'è quella frase "non è quello che fai, ma come lo fai", ecco, non potrei essere più d'accordo. A volte però, il mio stesso perfezionismo diventa il mio peggior nemico. Sapere quando fermarsi e dire "ok, andrà bene" è molto difficile soprattutto quando lavori da solo. Una delle più grandi complicazioni è costituita dal mantenere la completa compatibilità con tutti i vari sistemi operativi e i vari host. Almeno la metà del mio tempo di sviluppo se ne va proprio nella fase di test. La cosa positiva che ne deriva è che mi sbarazzo della maggior parte dei bug in una fase iniziale del processo di sviluppo, lasciandone pochi per le fasi beta e, almeno fino ad ora, praticamente nessuno nel software, una volta pubblicato.

Quando suoni quali sono gli strumenti e effetti di cui non puoi fare a meno, oltre naturalmente ai tuoi?

Sono sempre stato un minimalista per quanto riguarda l'arsenale che uso per il mio "caos musicale". Mi piace esplorare in profondità le possibilità di un set limitato di strumenti, piuttosto che esplorarne tanti in superficie. Per quanto riguarda i sintetizzatori, mi piace usare z3ta di rgc:audio, ABL di Audiorealism e i synth della Korg Legacy. Fra i miei effetti favoriti ci sono quelli di CamelAudio e Glitch di dblue

Artisti o generi musicali preferiti?

Temo di essere piuttosto prevedibile in quanto a gusti musicali. Mi piace la musica che spinge leggermente un pò più in là i confini del genere, senza farlo in maniera eccessiva. La buona musica è un pò come il buon software, ci devono essere degli elementi riconoscibili, come per esempio barre di scorrimento e menu, e in musica hai il classico 4/4 e certe progressioni di accordi. Ma ci deve essere anche un pò di innovazione, altrimenti non c'è unicità. E se una cosa non è unica, non c'è arte, e quando non è arte allora si tratta di mainstream, e a me non piace il mainstream. Ma non ancora risposto alla tua domanda. E' dura scegliere qualche nome, e allora metto iTunes in modalità Shuffle ti dico i primi dieci artisti estratti a sorte. Ecco qui: Legendary Pink Dots, Chicks On Speed, Aphex Twin, Morcheeba, Vangelis, Front 242, Sophie Rimheden, Boards of Canada, Peter Gabriel, Groove Armada. Piuttosto prevedibile, vero?

Il tuo lavoro più recente è la collab