giovedì 11 dicembre 2008

Synplant: il synth ai tempi della sostenibilità

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Come ricorderete, alla fine della nostra intervista con Magnus Lidström di Sonic Charge dello scorso anno , lui ci aveva dato qualche indizio sulla relazione fra l'ambiente e il suo futuro nuovo prodotto.
Al tempo non conoscevamo ancora il suo nome, ma ora possiamo dire che effettivamente era tutto vero.
Synplant rappresenta una nuova forma di sintetizzatore software. Nelle parole del suo autore "Synplant ti permette di esplorare un mondo di suoni organici, piantando semi che crescendo diventano delle patch di sintetizzatore. Lo scopo del prodotto è di spostare il focus dal talvolta intricato processo di sintesi sonora, rendendo possibile creare suoni semplicemente usando le proprie orecchie".

Abbiamo potuto seguire lo sviluppo di Synplant sin dai suoi primi passi, e ora che è finalmente uscito siamo quasi eccitati come la prima volta che lo abbiamo visto. C'è una ragione per la quale sviluppatori come Magnus Lidström non pubblicano un plug-in ogni tre mesi, come fanno in molti. I suoi prodotti sono un lavoro di arte e artigianato, ogni caratteristica, ogni pixel è li' per una ragione ( e solitamente è più che buona!), e soprattutto sono una gioia da usare.
Suggeriamo di scaricare e provare Synplant, il demo può essere utilizzato per tre settimane con piena funzionalità, e il programma sottrae del tempo alla dimostrazione solo quando esso viene effettivamente utilizzato (prendete nota, sviluppatori...).

Ultimamente abbiamo rifatto due chiacchiere con Magnus, a proposito di Synplant, ecco il resoconto...

Oggi parole come bio, eco, ambiente, sostenibilità, sono dovunque: è questo che ti ha ispirato in qualche modo ad avere una sorta di visione bio-tecnologica per il tuo nuovo software?

Si, quando l'idea di Synplant è venuta fuori, stavo conducendo una campagna nella quale io donavo una parte degli introiti di Sonic Charge al WWF (e no, non intendo la World Wrestling Federation). Il piano originario era quello di presentare qualche plug-in gratis o molto economico, legato a questa campagna. Una volta che ho iniziato a lavorarci ho capito quanto fosse cool l'idea, e ho lasciato che si sviluppasse per quasi due anni finche' Synplant è diventato quello che vediamo oggi.
A parte questo, sono sempre stato affascinato e ispirato dalla natura e dalla biologia, e da come essa si relaziona con la tecnologia. Gli esseri umani hanno sempre rubato o rifinito idee che venivano dalla natura, e dove la nostra biologia ci ha limitato abbiamo sviluppato tecnologie per superare i nostri limiti (come l'aeroplano per volare, o il computer per ricordare cose e fare calcoli complessi). Quello che trovo piu' eccitante è quando la tecnologia va oltre l'essere un mero strumento o un aiuto per divenire invece un contributo attivo nel processo creativo. La vera magia per me è quando il computer mi sorprende con un nuovo suono o una melodia casuale che mi ispira a creare una certa canzone. Ora, sono davvero io il solo artista in questo processo?

Di solito l'interfaccia informa il modo in cui si approccia uno strumento e i risultati che se ottengono. Cosa ti aspetti dagli utenti di Synplant, rispetto all'uso di metodi di sintesi e strumenti piu' comuni?

Penso a Synplant come un concept synth, e non solo nel modo in cui tu interagisci con esso, ma anche per come suona. Synplant ospita qualcosa che può essere definito come un motore di sintetizzatore virtual analogue, ma è un motore che è stato progettato da zero per lavorare bene con i concetti di morphing graduale e di randomizzazione dei parametri. Inoltre, c'è nello stesso motore un certo grado di casualità incontrollata. Non volevo che questo strumento fosse cosi' roboticamente rigido e scientificamente esatto come MicroTonic. Spero che le persone siano ispirate dalla facilità con cui possono creare suoni completamente nuovi, e che diano libertà al loro "freak dei controlli" interiore.

Gli strumenti basati su touch screen sembrano essere la next big thing nella produzione musicale: che ne dici di una versione touch di Synplant, sembrerebbe fatto apposta?

Spaccherebbe, si. Io stesso mi sono procurato un iPod Touch per sperimentare. La mia prima reazione è stata "oh figo, molto meglio che usare il mouse..." ma il mio secondo pensiero è stato "oh, tutti questi bottoni sono cosi' grossi, le mie dita sono sempre state cosi' grosse?".
Se ci pensi, i touch screen sono stato in giro commercialmente anche più a lungo dei mouse, eppure non sono riusciti a irrompere nel mercato dei personal computer in nessun modo significativo. Mi piace la possibilità di usare delle "gestures", ma sto iniziando a chiedermi se non siano piu' adatte ad un trackpad come quello sui nuovi Macbook.
Ma vedo un potenziale per i touch screen per quanto riguarda le applicazioni musicali, naturalmente, e sarebbe fico sviluppare qualcosa per iPhone/iPod Touch. E' semplicemente il gadget più cool del millennio, fino ad ora. Ma, ed è triste dirlo, non ho neanche avuto il tempo di avviare il kit di sviluppo per iniziare a sperimentare.
Comunque abbi fede, mio figlio ha quasi quattro mesi ora, dunque fra venti anni penso che dovrei avere abbastanza tempo libero, eh eh eh!

venerdì 5 dicembre 2008

M-Tron Pro: il viaggio continua

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L'M-Tron, sin dalla sua uscita diversi anni fa, è stato un "must" per ogni amante di sonorità vintage. Ora con l'uscita di M-Tron Pro i tipi di GForce portano il concetto originario ad un nuovo livello.
Vi ricorderete probabilmente che la software house inglese ha pubblicato qualche mese fa un altro plug-in, Virtual String Machine, o VSM.
Bene, M-Tron Pro rappresenta la diretta evoluzione di entrambi questi plug-in. Possiede naturalmente i suoni dell'M-Tron, e ne aggiunge molti di nuovi, provenienti da rari nastri (45 nuovi tape-banks) e da altri strumenti cult in qualche modo imparentati al Mellotron (Birotron, Optigan, etc.).
Alcuni dei suoni già editi sono stati rimasterizzati agli Abbey Road Studios. Sapete, è roba un pò in età e ha bisogno di qualche trattamento di bellezza! Per chi odia il sistema originario di riproduzione dei suoni del Mellotron e dell'M-tron (gli 8 secondi), beh, ora c'e' anche la possibilita' di usare i suoni loopati. Vi prego, non ditelo ai puristi, grazie!
M-Tron Pro eredita invece da VSM il motore del sampler e le possibilità di controllo. Praticamente se conoscete già VSM vi sentirete a casa. E gli utenti dell'M-Tron saranno piacevolmente stupiti dalle potenzialità di controllo presenti su questa nuova versione: dual layer e split keyboard, 29 parametri per layer, vintage-style ensemble e delay, low-pass, band-pass e high-pass filtro risonante, dynamic keyboard control, con aftertouch sul filtro.
Aspettate, c'è dell'altro: hanno aggiunto anche le funzionalita' Tape Reverse e Tape Half Speed, che permettono di alterare ulteriormente i suoni, in maniera interessante.

Come in VSM, ci sono tonnellate di bei preset creati da artisti e sound-designer di fama internazionale. Anche il buon vecchio Wakeman fa parte del team, speriamo non abbia bruciato il suo monitor dopo aver creato i preset!
Una menzione speciale va poi al... manuale in pdf. Questo è uno dei casi in cui mi sarebbe piaciuto averlo stampato, dal momento che è una lettura davvero utile e divertente. Non saltatelo, ok?

Detto questo, se avete l'M-Tron e desiderate avere maggiore controllo e molti suoni in più (oops, vi ho detto che ci sono anche dei cori del Roland VP300?), comprate l'upgrade senza esitare.
L' M-Tron Pro Upgrade costa €59.00 (più IVA).
Se invece siete nuovi a queste sonorità, date un'occhiata al sito GForce e ascoltate un pò di demo. Ci sono buone possibilità che vi innamoriate dell'M-Tron Pro e finiate per comprarlo. Con €139.00 (più IVA) avrete ore e ore di spasso, fidatevi. La distribuzione italiana è a cura di Soundwave.

Piattaforme: standalone, RTAS and VST su Windows XP/SP2, Vista 32, Vista 64, RTAS, AU and VST su OS X 10.4.x, OSX 10.5.x.


Leggi anche l'intervista con Dave Spiers, co-fondatore di GForce.

lunedì 3 novembre 2008

Drum machines su nastro: Goldbaby


Hugo Tichborne è il nome che sta dietro al marchio neozelandese Goldbaby Productions, o piu' semplicemente Goldbaby. La sua missione era ed è piuttosto "semplice": creare i migliori campionamenti di drum machine vintage sul mercato.
Ok, tutti sappiamo che in giro si trovano tonnellate di campioni di questo tipo, sia gratuiti che a pagamento, ma nella missione di Hugo c'è un valore aggiunto: registrare questi vecchi strumenti su nastro e poi campionare il tutto con la maggior cura possibile (e vendendo il risultato ad un prezzo che tutti possono permettersi).
Gli ultimi prodotti Goldbaby si chiamano Tape Drum Machines vol.1 and vol.2.
Il primo volume comprende Linn LM-1, MBase01, Roland TR-505, Boss DR110, Sequential Tom, 4 In The Floor, Yamaha MR-10, MRX-185, Emu Drumulator e MPC The Kit (include come bonus una rom based 808)
Il secondo annovera invece Linn Drum, CR-78, TR-626, DDR-30, Bohm, DR-55, RPM-40, RX-5, KPR-77 and the Synsonics Pro.
In entrambi i casi i registratori a nastro utilizzati sono: Ampex valve 1/2 inch 2 track, Otari MX5050 1/4 inch 2 track, Teac A-350 Cassette Deck e un Hitachi 3 head Cassette deck.
In totale si ottengono rispettivamente 1482 e 1838 campioni a 24bit (per chi volesse saperlo, la scheda audio utilizzata è la celebre Metric Halo ULN-2), e i campionatori supportati direttamente sono Battery 3 e Guru. Ovviamente è possibile utilizzare i file .wav importandoli in qualsiasi altro campionatore.
Fra l'altro, i kit/preset disponibili in Battery e Guru usano solo una piccola porzione dei samples presenti. Dunque ognuno puo' divertirsi (o perdere del sonno, o entrambi) a creare i propri kit. Sarebbe interessante (e apprezzato dagli utenti un pò pigri come il sottoscritto) se Goldbaby mettesse a disposizione degli utenti un forum dove poter condividere i propri kit, no?

Come previsto, queste librerie rendono pienamente giustizia (e forse più) ai prodotti originali. La qualità/dinamica audio è superiore alla maggior parte dei prodotti simili che io abbia usato. E, a parte le drum machine più famose, è positivo poter disporre anche di modelli più oscuri/esotici: per esempio, la Synsonics è molto usata da queste parti ultimamente!
In ogni caso, ascoltate i demo presenti sul sito Goldbaby se siete ancora dubbiosi, ma a 29$ per libreria non ci dovreste pensare due volte!

Abbiamo chiesto a Hugo di dirci qualcosa di più su di lui, sul suo business e sul nuovo prodotto a cui sta lavorando. Ecco a voi Mr.Goldbaby...



Hugo, sei uno dei più conosciuti fanatici di drum machines sul web! Come è iniziato tutto questo, un regalo dei tuoi o cosa?

Ho iniziato a entrare nel campio della tecnologia musicale e nella musica elettronica a metà anni 80. Lavoravo dopo scuola, lavando i pavimenti per avere abbastanza soldi da poter comprare un Moog MG-1 di seconda mano, che ancora possiedo! La prima drum machine che ho suonato era una Yamaha RX7. Non potevo permettermela, ma di solito andavo nei weekend nel negozio di musica locale per "provarla un pò". Devono essersi stancati di me! Comunque non mi sono addentrato seriamente nel mondo delle drum machines fino a quando non ho preso un MPC60, il capolavoro di Roger Linn. Poi ho comprato una TR-606, TR-808, CR-78, CR-8000, DDR-30, Mbase... ora non mi fermo più! Poi ho incontrato Steve, che è un collezionista serio. Ha oltre 100 vintage drum machines. E' comodo conoscere gente cosi', posso noleggiarmi qualcosa quando ne ho bisogno per campionarlo. Lui ha davvero della roba rara e incredibile!

Come nasce l'idea del registrare su nastro? E' dovuto alla saturazione, al modo in cui il nastro "ammorbidisce" determinate frequenze/transienti, o è semplicemente che molti di noi sono cresciuti con quel suono nelle orecchie, e dunque ci rende il tutto più familiare?

Ho sempre saputo che le batterie suonassero bene su nastro. Ho lavorato in uno studio che aveva un Fairlight MFX 2 e uno Studer 24 tracce da 2 pollici. Il Fairlight era incredibile, ma quando si trattava di batterie tornavamo sempre al nastro. Hai ragione, e' la saturazione, quel modo di trattare le frequenze. O forse è solo voodoo! Qualsiasi cosa sia, mi piace quello che il nastro fa a una cassa di 808!

Herbert, il dj/produttore/compositore, discutendo di originalità in una intervista ha detto "se usi una 909 come decine di migliaia di altre persone nel mondo, sarà molto più difficile risultare originali". Questa cosa ti fa sentire in qualche modo colpevole per l'aver diffuso ancora altri suoni di 909 nel mondo?

I campioni di batteria sono solo degli strumenti. Il modo in cui li usi sarà diverso da una persona all'altra. So di clienti che usano la 909 per fare Drum and Bass, House, Techno, Hip Hop, Dub Step, e ancora altro. Io mi limito a fornire gli strumenti. I miei clienti ci mettono l'originalità. Ricorda, la 909 era stata progettata originariamente per essere una batteria realistica. Ma ha fallito miseramente in questo e invece è divenuta l'icona di un certo suono futuristico che ha contribuito a dare forma alla musica dance moderna. Ci sono stati innumerevoli campioni di 909 in giro da quando il campionamento ha avuto inizio. La mia missione era quella di creare i migliori campioni di 909.

Usi anche drum machines in versione software? Quali sono i tuoi plug-in preferiti e cosa gli manca, facendo un paragone con la roba vintage?

Personalmente sono un fan di Guru, uno strumento potente e stimolante. Ma uso anche MicroTonic, è un ottimo software "analogico". Ma trovo ancora il tempo per i miei vecchi strumenti. Il carattere e i limiti di quelle macchine ti fanno concentrare su idee semplici. Un campionatore con solo 5 secondi di campionamento ti costringe ad essere creativo. Un synth senza midi ti costringe a suonarlo dal vivo. E poi una salutare dose di nostalgia tiene sempre il mio studio pieno di roba vintage...

Vedremo mai da Goldbaby un plug-in tipo Virtual String Machine di GForce? Intendo un virtual instrument basato sui campionamenti ma con dei veri controlli?

Diamine, si! Ci metterei la firma! Purtroppo non ho competenze in fatto di programmazione. Ma se uno sviluppatore volesse fare qualcosa del genere con me, non mi spiacerebbe.

Ho letto che stai lavorando su un nuovo prodotto, potresti dirci qualcosa di più?

E' basato sugli E-mu SP1200 e SP12. Immagina dei campioni sporchi a 12 bit attraverso i filtri analogici SSM2044 (qui trovate maggiori informazioni su questo celebre chip - nda). Mi sto proprio divertendo con queste due leggende. La prima volta che ho provato la funzione di campionamento ho usato una 808 come sorgente sonora. Riproducendo la cassa della 808 attraverso l'SP1200 ero un pò deluso nel sentire l'aliasing granuloso a 12bit. Poi l'ho passata attraverso il suo VCF interno...ahhhhhh, molto meglio! Quell'aliasing 12 bit e' magico su rullanti e hi-hat. I filtri danno calore a tom e casse. Ha un carattere cosi' diverso dal mio altro campionatore a 12bit, l'MPC60...

venerdì 10 ottobre 2008

Riverbero da Hollywood

(photo: Vlastula on Flickr)

C'e' un grosso numero di Impulse Responses (o IR) sul web, sia a pagamento che gratis.
Certo, si possono anche trovare dei buoni IR gratuiti, ma se dovessi scegliere un nome in questo campo, andrei a occhi chiusi su quello di Ernest Cholakis (e il suo brand Numerical Sound).
Ernerst è una sorta di scienziato pazzo del campo, e probabilmente ne sa più di chiunque altro.
Quando ho saputo che stava per pubblicare una nuova libreria, chiamata Hollywood Impulse Responses (o HIR), sapevo già di volerci mettere le mani quanto prima.

Dalla descrizione ufficiale del prodotto: "HIR e' ispirato agli ambienti sonori di una ventina di film hollywoodiani di successo, girati fra il 1977 e il 2006, registrati in famosi sound stage e hall sinfoniche".

HIR e' una libreria di 1.1 gigabytes (in diversi formati, WAV, AIFF, SD, 24 and 32bit) compatibile con Mac e PC. Naturalmente la scelta del programma di convoluzione nel quale caricare la libreria e' lasciata all'utente. Ce ne sono tanti in circolazione (Space Designer, Pristine Space, etc.), per l'articolo e' stato usato Altiverb.

HIR offre alcune caratteristiche uniche: e' stato pensato come un partner perfetto per strumenti singoli, grazie a 6 set di IR filtrati sulle alte frequenze in modo da combaciare con l'estensione (C2, G2, C3, G3, C4, and G4) degli strumenti acustici piu' diffusi. Per esempio, se si tratta di una traccia di violoncello, si otterrano migliori risultati usando uno degli impulsi C2, e cosi' via.
Un'altra caratteristica interessante riguarda il timbro: ci sono cinque variazioni per ogni IR: Dark, Warm, Flat, Clear and Bright, che possono essere usate per alterare anche piuttosto radicalmente il timbro percepito di uno strumento o di un ensembre. Ernest sostiene che il risultato non e' riproducibile con nessun EQ, e chi sono per io per dissentire?


HIR e' molto diverso da altri prodotti del genere sul mercato, soprattutto in quanto non prova a emulare degli spazi acustici reali. La sua ispirazione viene, come detto, dagli ambienti sonori dei film hollywoodiani, enormi e come si suol dire "larger than life". Torniamo per un attimo alle parole di Ernest: "il materiale in queste registrazioni spesso conteneva piu' energia sui bassi e medio bassi rispetto a spazi acustici "normali" paragonabili, di conseguenza le dimensioni percepite dello spazio riverberante sono spesso maggiori di quanto le dimensioni fisiche di questi studi sarebbero in grado di creare".

Giusto qualche altro numero: la lunghezza dei riverberi va da 4.112 a 11.013 secondi, con quattro tipologie chiamate Small Sound Stage, Medium Sound Stage, Large Symphony Hall, Huge Sound Stage.
In totale ci sono 600 IR, divisi in quei sei gruppi di note visti prima.
In realta' HIR non e' una questione di quantita', ma di qualità e unicità.
Ho potuto provare la libreria sia su tracce audio, sia su strumenti virtuali e funziona alla grande su entrambe le cose. In particolare gli strumenti virtuali piu' asettici e piu' asciutti prendono davvero una nuova vita!

Certo, HIR non e' un prodotto per tutti, ma se vi occupate di sound-design e se volete dare un suono "larger than life" alle vostre tracce, io lo prenderei al volo. E' un investimento (129.95 dollari) che si ripaga benissimo.


Una nostra intervista con Ernest Cholakis riguardo la sua partnership con Dan Dean, ProAudioVault.

giovedì 18 settembre 2008

Off-the-record: Soundtoys

I tipi di Soundtoys lavorano duro, nessun dubbio. I loro (posso aggiungere "incredibili"?) plug-in, originariamente disponibili solo per utenti PT, sono stati pubblicati nel 2007 anche in versione AU diventando subito un classico per gli utenti "native". Fra qualche settimana dovrebbe essere pronta anche l'attesissima versione VST.
Abbiamo dunque dovuto attendere pazientemente che Ken Bodganowicz, fondatore e CEO di Soundtoys, rispondesse alle nostre domande ma... hey, osereste mai mettere sotto pressione l'esperto di DSP che sta dietro all'Eventide H3000?

Ken, di cosa ti occupavi prima di lavorare per Eventide?

Ero al Rensselaer Polytechnic institute, studiavo ingegneria elettrica e organizzavo i concerti per la scuola. Lo spettacolo più grosso sono stati i Clash, una delle mie band favorite di tutti i tempi. Fu una cosa figa incontrare Joe Strummer e Mick Jones!

Quando hai iniziato a lavorare ad Eventide e di cosa ti occupavi?

Sono stato assunto nell'84, subito dopo l'università. Il mio lavoro da sogno era quello di realizzare pedalini per chitarra, e quando ho scoperto che un'azienda che si occupava di effetti si trovava proprio vicino casa mia nel New Jersey, ne ero entusiasta.
Il mio primo paio di progetti non è mai andato in porto. Uno era un delay digitale, un altro era una tavoletta grafica per computer. Ho lavorato un pò sull'Eventide SP2016, ne ho riprogettato i convertitori A/D. Ho anche realizzato probabilmente il primo plug-in di emulazione: riproduceva il reverbero non lineare AMS RMX-16 per l'SP2016. Era realizzato su un chip EPROM. Eravamo negli anni ottanta, e c'era grande richiesta di effetti di gated reverb!

Quale fu il concept per l'H3000, e quanto esso deve a modelli precedenti?

Il concept originale per l'H3000 era semplicemente uno stereo pitch changer. Al tempo Eventide realizzava la maggior parte dei suoi profitti vendendo card di espansione di memoria. La divisione audio non andava così bene. Avevano appena assunto me, Bob Belcher (che ora lavora a Soundtoys) e Dave Derr (poi fondatore di Empirical Labs e progettista del Distressor).
Noi tre abbiamo lottato duramente per avere la possibilità di progettare l'H3000, eravamo arrivati lì con l'intenzione di creare prodotti audio e non memory card!
Eravamo piuttosto nervosi e abbiamo iniziato a guardare ai prodotti che stavano uscendo in quel periodo, come il Lexicon PCM-70 e lo Yamaha SPX-90. Sapevamo che i multi-effetto erano la scelta giusta, dunque sin dall'inizio volevamo che si trattasse di un prodotto versatile.


Bob lavorava quasi 24 ore su 24, dedicandosi di notte alla progettazione dell'hardware e della scheda, e di giorno al software di controllo. Io di solito arrivavo al mattino e trovavo Bob che si stava giusto risvegliando sulla poltroncina nel suo ufficio. Dave Derr progettava la circuiteria analogica e io mi occupavo degli algoritmi del DSP.
Una delle cose che penso abbia contribuito era il fatto che eravamo tutti musicisti e tecnici del suono, cosi' abbiamo cercato di creare un prodotto più 'musicale'. E' stato questo che mi ha portato a sviluppare un pitch shifting diatonico, ho pensato che fosse una ovvia necessità dal punto di vista musicale.
Quasi tutto nell'H3000 è stato fatto da zero, inclusi gli algoritmi di processamento del segnale. Era il nostro primo progetto audio importante, e la maggior parte delle persone che avevano lavorato ai precedenti prodotti Eventide non erano più lì. Comunque abbiamo portato avanti la filosofia dell'SP2016. Esso era progettato per ottenere multipli effetti differenti (che era una cosa nuova per quel tempo) e aveva un pannello per aggiungere, appunto sotto forma di 'plug-in', dei chip ROM per altri effetti.

Durante lo sviluppo dell'H3000 quale è stata la relazione con gli artisti? Per esempio, Brian Eno fu coinvolto in qualche modo o è stato solo uno dei primi utilizzatori?

Beh, in gran parte la cosa è stata tenuta sotto silenzio, non lasciavamo che neanche il nostro management sapesse esattamente cosa stavamo facendo! Brian Eno è stato uno dei primi utilizzatori, e ci ha scritto una lettera molto carina su quanto gli piacesse l'H3000. Questo ha significato davvero molto per noi, e Bob e io abbiamo attaccato la lettera nei nostri uffici!

Come mai hai deciso di lasciare Eventide e fondare una tua azienda?

Dopo aver sviluppato l'H3000 e il DSP4000 ero pronto per qualcosa di nuovo. Ho sempre voluto fare qualcosa di mio, e avere una propria azienda era il miglior modo per farlo.

Dopo aver lavorato a dei 'classici' come quelli menzionati, quanto è difficile venir fuori con idee e prodotti ancora migliori?

Venir fuori con nuove idee non è cosi difficile, la cosa realmente difficile è arrivare da quel punto al prodotto finito. Per me sviluppare dei nuovi prodotti è sempre, in qualche modo, doloroso. Sono un vero perfezionista e ho la tendenza a divenire ossessionato anche dai dettagli più piccoli.

Una delle prime cose che ho notato usando i plug-in Soundtoys è l'alta qualità dei preset. Non è una cosa comune, e sono sicuro ci sia molto lavoro dietro essi. Puoi dirci qualcosa di più?

Grazie, ci lavoriamo davvero duro. Questa cosa dei preset risale ai tempi dell'H3000. Eravamo tutti coinvolti nel realizzare i preset, ma io ero l'editor, facevo gli aggiustamenti finali e sceglievo i migliori fra tutti i contributi che ricevevamo. Sono stato fortunato anche a lavorare con sound-designer di talento. Andrew Schlesinger, per esempio, ha creato il famigerato preset Crystal Echoes per l'H3000 e lavora ancora per noi alla realizzazione di preset. Mitch Thomas, il nostro sales e marketing manager, è anche un talentuoso sound-designer, e si occupa di realizzare i nostri expansion pack di preset.


Recentemente avete convertito quasi tutti i vostri plug-in per le piattaforme 'native', ottenendo ottimi riscontri. Cosa mi dici dei plug-in che ancora mancano all'appello, come Soundblender? E' roba più complicata da convertire o cosa?


Abbiamo lavorato sulla conversione del codice di pitch processing dal linguaggio di DSP assembly, il che è estremamente complicato. In questo processo siamo pianificando dei miglioramenti da applicare ai plug-in, in modo da renderli piu' facili da usare e da farli suonare meglio.

In passato ti occupavi di hardware e nella pagina 'info' del vostro sito leggo che voi di Soundtoys siete avidi collezionisti di outboard. Non ti manca una vera interfaccia tattile per i vostri prodotti?

Si, mi piacerebbe vedere alcuni dei nostri effetti sotto forma di hardware. E si, girare delle vere manopole è sempre più gratificante rispetto all'uso di un mouse e di uno schermo. Ma è difficile negare gli altri benefici del software, la possibilità di avere allo stesso prezzo istanze multiple dello stesso effetto e la possibilità dell'automazione e del total recall.

Sempre sul sito si legge che gli uffici di Soundtoys si trovano in un posto piccolo del Vermont, dove "il traffico all'ora di punta è di mezza dozzina di macchine al semaforo". E' questo il segreto per fare plug-in migliori e più 'caldi' (qualsiasi cosa voglia dire!)?

Beh, qui fa DAVVERO freddo in inverno, abbiamo bisogno di qualcosa per scaldarci!

Forse questo può essere utile a qualche nostro lettore/lettrice. Vedo che state cercando un programmatore. Dovrà trasferirsi a Burlington?


Lavoriamo già a distanza con alcuni designer, dunque questa è una possibilità. Comunque preferiamo avere qualcuno qui nei nostri laboratori. Perdi molto quando non vedi qualcuno ogni giorno.

Spesso partecipi a conferenze e incontri sul mondo del digital signal processing. Probabilmente, in materia, la sintesi granulare è stato il fenomeno più rilevante di questi ultimi 30 anni. Quali pensi siano le nuove tecniche più interessanti che vedremo applicate al mondo dell'audio nei prossimi anni?


Direi che il continuo miglioramento delle tecniche di "Frequency Domain" che hanno reso possibili time-stretching e pitch-shifting avanzati, uniti alle tecniche di intelligenza artificiale porteranno a degli effetti molto interessanti in futuro.

L'ultima, classica domanda: prometto di non dirlo a nessuno, ma... a parte l'imminente versione VST, a cosa state lavorando nei vostri laboratori segreti?

Abbiamo alcuni nuovi plug-in che stiamo sviluppando e penso ti piaceranno molto! Ma non posso dirti di più. Verrai all'AES o al NAMM? Saremo a entrambi gli eventi, e speriamo anche di essere al prossimo MusikMesse...

mercoledì 27 agosto 2008

Soundhack delay trio


Tom Erbe, sviluppatore del celebre Soundhack ha appena pubblicato la versione beta di una nuova mini-suite di plug-in, Soundhack delay trio.
Si tratta di un gruppo di effetti, fra l'altro freeware, nati in ambito accademico (Tom è un'insegnante di computer music) basati da un unico algoritmo di delay. Le variazioni sul tema derivano dall'aggiunta di modulazione, saturazione e pitch-shifting (molto low-fi, ci tiene a precisare Tom).
Ampia la compatibilità: RTAS, VST, AU per Mac e Windows, OS X 10.4 o superiore, o Windows XP SP3 e superiore. La versione RTAS richiede ProTools 7.0 o superiore. I plugins per Mac sono Universal Binary.

I plug-in sono scaricabili dall'home page del sito Soundhack. Buon divertimento!

mercoledì 25 giugno 2008

Logic keyboard cover: scorciatoie per tutti!

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Immaginiamo che abbiate comprato da poco Logic 8 (Pro o Express). Come con altri software altrettanto complessi, una delle migliori cose da fare per impratichirsi è imparare le scorciatoie da tastiera. Velocizza il lavoro e lo rende più facile.
Si possono imparare le scorciatoie in Logic girando per i menu o guardando nelle apposite preferenze. Ma ci vuole tempo, e non è così divertente (soprattutto se, come me, non siete bravi nel memorizzare questo tipo di cose)
Qualche tempo fa, girellando sul web, mi ero imbattuto in un'azienda chiamata KB Covers. Vendevano appunto copritastiere di silicone, creati per le tastiere Apple, e pensati per i software più celebri (Photoshop, FinalCut, ProTools, etc.). Ricordo di aver pensato "sarebbe bello avere una cosa del genere anche per Logic".
La comunicazione telepatica deve aver funzionato, ed ecco qui i copritastiera per Logic Pro ed Express 8.

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Ne ho appena preso uno, e devo dire che il risultato è esattamente quello che mi aspettavo, e forse ancora migliore. Ci vogliono pochi secondi per appoggiare il copritastiera sulla tastiera Apple (ci sono due versioni, una per la tastiera standard ed una per quella più recente, ultra-sottile). Naturalmente ho scelto la versione European ISO, che va bene per le tastiere italiane.
La prima cosa che si nota è l'alta qualità del processo di stampa, testi e colori sono perfetti. Devo dire che ero un pò scettico circa le sensazioni tattili derivanti da un copritastiera fatto di silicone. E invece sono piacevolmente sorpreso dalla morbidezza e dal comfort offerto dal prodotto, al punto che spesso dimentico di toglierlo alla fine del lavoro con Logic!
Il copritastiera per Logic (realizzato con la consulenza di Orrent Merton, autore di vari libri dedicati a Logic), come detto, fa in maniera egregia quello che deve. Se non avete bisogno di personalizzare le scorciatoie e non siete utenti avanzati con alle spalle un sacco di tempo speso nell'affinarle, questo prodotto rappresenta un'ottimo acquisto. Costa negli States $39.95, non è pochissimo ma se pensate che per acquistare una tastiera dedicata ci vuole almeno tre volte tanto, converrete che è un prezzo più che accettabile. Ah, è anche lavabile, bene!
Ultima osservazione: il prodotto come detto è rivolto agli utenti di Logic 8. Ma visto che mi ritrovavo anche una copia di Logic 7 ho provato a verificare l'usabilità della cover anche per questa versione. Dopo un paio di ore e la consultazione di alcuni pdf (il manuale di Logic, più uno dal sito di Edgar Rothermich e uno trovato sul forum LogicProHelp), posso dire che la cosa è fattibile. Si perdono due/tre tasti, a causa dell'aggiunta in Logic 8 di alcuni nuovi comandi. Ma il resto si può risolvere, molti comandi sono stati semplicemente rinominati e cambiati nella combinazione di tasti. Dunque basta provvedere a personalizzare le scorciatoie cercando di farle coincidere con quelle della versione di Logic più recente. In questo, i pdf visti più sopra sono di fondamentale aiuto!

Nota finale per i tipi di KB Covers: la vostra keyboard cover mi piace, ma vi prego... rendete più facilmente apribili i vostri blister. Sono quasi a prova di bomba!