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Logic keyboard cover: scorciatoie per tutti!

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Immaginiamo che abbiate comprato da poco Logic 8 (Pro o Express). Come con altri software altrettanto complessi, una delle migliori cose da fare per impratichirsi è imparare le scorciatoie da tastiera. Velocizza il lavoro e lo rende più facile.
Si possono imparare le scorciatoie in Logic girando per i menu o guardando nelle apposite preferenze. Ma ci vuole tempo, e non è così divertente (soprattutto se, come me, non siete bravi nel memorizzare questo tipo di cose)
Qualche tempo fa, girellando sul web, mi ero imbattuto in un'azienda chiamata KB Covers. Vendevano appunto copritastiere di silicone, creati per le tastiere Apple, e pensati per i software più celebri (Photoshop, FinalCut, ProTools, etc.). Ricordo di aver pensato "sarebbe bello avere una cosa del genere anche per Logic".
La comunicazione telepatica deve aver funzionato, ed ecco qui i copritastiera per Logic Pro ed Express 8.

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Ne ho appena preso uno, e devo dire che il risultato è esattamente quello che mi aspettavo, e forse ancora migliore. Ci vogliono pochi secondi per appoggiare il copritastiera sulla tastiera Apple (ci sono due versioni, una per la tastiera standard ed una per quella più recente, ultra-sottile). Naturalmente ho scelto la versione European ISO, che va bene per le tastiere italiane.
La prima cosa che si nota è l'alta qualità del processo di stampa, testi e colori sono perfetti. Devo dire che ero un pò scettico circa le sensazioni tattili derivanti da un copritastiera fatto di silicone. E invece sono piacevolmente sorpreso dalla morbidezza e dal comfort offerto dal prodotto, al punto che spesso dimentico di toglierlo alla fine del lavoro con Logic!
Il copritastiera per Logic (realizzato con la consulenza di Orrent Merton, autore di vari libri dedicati a Logic), come detto, fa in maniera egregia quello che deve. Se non avete bisogno di personalizzare le scorciatoie e non siete utenti avanzati con alle spalle un sacco di tempo speso nell'affinarle, questo prodotto rappresenta un'ottimo acquisto. Costa negli States $39.95, non è pochissimo ma se pensate che per acquistare una tastiera dedicata ci vuole almeno tre volte tanto, converrete che è un prezzo più che accettabile. Ah, è anche lavabile, bene!
Ultima osservazione: il prodotto come detto è rivolto agli utenti di Logic 8. Ma visto che mi ritrovavo anche una copia di Logic 7 ho provato a verificare l'usabilità della cover anche per questa versione. Dopo un paio di ore e la consultazione di alcuni pdf (il manuale di Logic, più uno dal sito di Edgar Rothermich e uno trovato sul forum LogicProHelp), posso dire che la cosa è fattibile. Si perdono due/tre tasti, a causa dell'aggiunta in Logic 8 di alcuni nuovi comandi. Ma il resto si può risolvere, molti comandi sono stati semplicemente rinominati e cambiati nella combinazione di tasti. Dunque basta provvedere a personalizzare le scorciatoie cercando di farle coincidere con quelle della versione di Logic più recente. In questo, i pdf visti più sopra sono di fondamentale aiuto!

Nota finale per i tipi di KB Covers: la vostra keyboard cover mi piace, ma vi prego... rendete più facilmente apribili i vostri blister. Sono quasi a prova di bomba!

Nuova vita per strumenti antichi: realsamples

Alcuni anni fa mi trovavo in un museo di strumenti musicali all'estero, e pur essendo colpito dall'incredibile bellezza di quelle spinette e di quegli antichi pianoforti, devo ammettere che l'esperienza fu dolorosa: avrei voluto "saltare" sugli strumenti e provarli uno per uno!
Fortunatamente a volte la tecnologia viene in aiuto: il produttore di librerie di campioni, realsamples, ha infatti da poco reso disponibile una serie di prodotti molto interessanti che va sotto il nome di Beurmann Edition.
Si tratta di 8 librerie per 8 diversi strumenti, acquistabili singolarmente o come bundle (risparmiando un po' di soldi).
Per gli amanti di strumenti antichi la Beurmann Edition è una manna dal cielo. La qualità degli strumenti (3 clavicembali, 1 spinetta, 1 celesta-dulcitone, 3 pianoforti) e il modo con cui sono stati registrati fanno sicuramente risaltare queste librerie nell'affollato mercato dei samples.
Abbiamo avuto la possibilità di provare tre di questi prodotti: English Spinet, Grand Piano (Erard Pianoforte) e Dulcitone-Celesta.
Visto che il sito realsamples è ricco di informazioni sugli strumenti non ripeterò qui le stesse cose. Dirò solo che le parole chiave in questo caso sono qualità e sonorità/emozioni fuori dal tempo. A meno che voi non siate possessori di uno strumento simile, i risultati offerti da queste librerie sono fra quanto di meglio si possa oggi trovare in giro.
Una piccola osservazione: può sembrare ovvio, ma non aspettatevi dalla Beurmann Edition quelle sonorità pompate o ultra-perfettine caratteristiche degli strumenti moderni e delle relative librerie di campioni. Qui parliamo di roba di un'altra era, e l'unicità dei timbri e delle dinamiche ci mette magari un pò per essere pienamente compresa e apprezzata.
Le librerie sono disponibili su DVD (a volte multiplo) per i seguenti formati: EXS24, Halion, Giga and Kontakt 2 formats (16 and 24 bit, 44.1 and 48 khz).
Nota per utenti Logic (almeno quelli ancora su 7.x.x): visto che i nomi dei file sono gli stessi fra le varie librerie, l'EXS potrebbe avere problemi ad associare strumenti e campioni. Se dovesse succedere, il mio consiglio è di usare il Project Manager (o, nella versione 8, la Browser Window che dovrebbe svolgere compiti simili). Lo sviluppatore è comunque al corrente della cosa ed ha assicurato che se ne occuperà nelle prossime revisioni.
I prezzi per le singole librerie vanno da $ 139.95 a $ 159.95 ($ 999.95 per il bundle).
L'unica cosa che manca (ma non è colpa di realsamples) e'...ehm... la sensazione fisica: suonare questi strumenti attraverso una tastiera MIDI non regala proprio le stesse sensazioni...

Come potete vedere, c'erano motivi a sufficienza per provare a saperne di piu' sulla Beurmann Edition. Abbiamo fatto alcune domande a Nicolay Ketterer, la mente dietro realsamples. Dalle sue lunghe e dettagliate risposte potete capire quanto queste librerie siano un vero lavoro d'amore.

Come nasce l'idea della Beurmann Edition? Come sono stati scelti gli strumenti?

Il Professor Beurmann ha una vasta collezione di strumenti antichi e una buona parte di essa può essere ammirata nel Museum für Kunst und Gewerbe in Hamburg. Ma i visitatori non possono suonare questi strumenti, sarebbe troppo difficile mantenerli intonati e alcuni di essi sono molto fragili, potrebbero rompersi.
Ma in fondo che valore musicale hanno gli strumenti antichi se rimangono silenziosi?
Così è venuta fuori l'idea di renderli suonabili attraverso i campionatori software. E' bello sentire questi suoni che tornano in vita e vengono usati nelle produzioni attuali.
Dobbiamo tenere in mente che questi strumenti sono al top del loro settore, e sono ricercati e senza paragoni allo stesso modo in cui può esserlo uno Stradivari. Sarebbe un vero peccato se non usassimo più questi suoni oggi. Gli strumenti costruiti oggi suonano differenti. In parte è dovuto al processo di invecchiamento, il legno suona diversamente quando è vecchio. Cosi' come una vecchia Fender suona in maniera diversa rispetto ad una nuova. Non necessariamente meglio in ogni caso, ma comunque diversa. Puoi quasi percepire e sentire la storia dello strumento quando lo suoni.
Lo stesso vale per i vecchi pianoforti della collezione. Non hanno quel suono moderno a cui siamo abituati per esempio dallo Steinway, ma uno piuttosto diverso, un suono di classe. I pianoforti di Johann Andreas Stein erano i preferiti di Mozart, per esempio. Hanno un'attitudine barocca che si sposa bene anche con molti stili di oggi. Il pianoforte Erard è l'ideale per i lavori di Chopin e funziona alla grande per ogni tipo di musica dotata di personalità.
Per queste librerie abbiamo scelto strumenti con caratteristiche distintive e che hanno avuto un impatto storico significativo.

Nel tuo sito web ci sono informazioni riguardo il set-up usato per registrare questi strumenti. Hai fatto varie prove prima di fare quelle scelte? Ti andrebbe di condividere con i nostri lettori alcuni dettagli sulle registrazioni

Se dovessi registrare una band pop rock, andrei su "colori" che si legano bene al tipo di musica, tipo per delle chitarre elettriche proverei un Royer R121 con un Chandler Germanium. Ma con strumenti antichi che sono capolavori e che hanno un suono molto omogeneo e bilanciato, non hai bisogno di un colore particolare. Allo stesso tempo, non volevo registrare con una set-up di registrazione "noioso".
Bisogna tenere in mente che campionare è una cosa completamente diversa rispetto alla semplice registrazione di una performance: invece di suonare uno strumento, in realtà suoni un intero mix - ogni singolo tasto nel campionatore si comporta come una traccia in un ambiente multi-traccia. Sovrapponi su vari livelli i campioni fino ad avere una performance completa. Se usi in registrazione delle macchine troppo colorate, questo colore andrà via via a rafforzarsi e alla fine il risultato potrebbe essere un pò troppo "impastato", poco definito.
E se usi macchine con un cattivo rapporto segnale/rumore, il rumore diventerà via via maggiore e si potrebbe sentire, specialmente con strumenti quieti come clavicembali e spinette, o le ottave basse del piano.


Il mio obiettivo principale era quello di trovare un set-up di registrazione che avesse una certa fedeltà e allo stesso tempo un'anima "musicale", un calore naturale, mantenendo un suono puro e di classe.
Prima di iniziare a registrare ho ascoltato a fondo gli strumenti cercando di capire quale fosse la loro vera anima, ciò che li rende diversi dagli altri.
Da lì ho iniziato a costruire il set-up per la registrazione, in modo che focalizzasse quell'elemento peculiare. Per i microfoni abbiamo fatto due scelte: il suono neutrale ma allo stesso tempo corposo e presente di un paio di vecchi Neumann TLM 170. Mentre per alcuni strumenti ho preferito un paio di Royer 122V a nastro. Hanno uno stadio valvolare e un'uscita più alta dei tradizionali microfoni a nastro, ed hanno permesso di ottenere delle belle sfumature sulle alte frequenze, che si adattavano bene ad alcuni clavicembali e al pianoforte Traugott Berndt. Mi piace anche quello che questi microfoni fanno sulle frequenze medie, e il modo in cui registrano i transienti.


Riguardo il preamp, non volevo usarne uno che fosse troppo riconoscibile. Abbiamo finito per usare il CraneSong Flamingo, che offre basso rumore di fondo e un suono neutrale ma niente affatto sterile.
La simulazione del trasformatore e la funzione "warmth" ci hanno dato una grande versatilità quando è stato necessario, e così non abbiamo avuto bisogno di usare vari preamp nelle varie session.
Una cosa spesso sottovalutata nelle registrazioni digitali è il convertitore. Quando ho sentito per la prima volta la differenza fra alcuni convertitori RME e quelli di prodotti di livello audiofilo, mi è sembrata incredibile. Un campionatore è un tool digitale e riprodurrà uno strumento in maniera digitale, allora per cercare di catturare gli strumenti in modo organico ho deciso di affidarmi ai convertitori dello Universal Audio 2192. Non suonano aspri come altri convertitori.
Mi piace condividere queste informazioni, in quanto rivelano una certa idea dietro l'intero lavoro, e la cura con cui sono state affrontate le registrazioni. Non avrebbe avuto senso dire semplicemente che sono state fatte "con equipaggiamento professionale".

Queste librerie sono compatibili con tutti i formati di sampler più popolari. Usi dei software per la conversione automatica o li adatti manualmente a mano uno per uno?

La maggior parte dei formati sono aggiustati uno a uno. Alcuni non funzionano bene con i software di conversione automatica, per es. il formato Gigastudio, e dunque esso viene lavorato in modo specifico. Altri formati, come Halion, posso essere convertiti facilmente.

Qui su AudioNewsRoom amiamo il suono di strumenti un pò inusuali, come il Dulcitone. Ci possiamo aspettare qualche altra uscita di questo tipo, un pò fuori dai sentieri battuti?

Anch'io amo il Dulcitone, è uno dei miei preferiti. Quel suono un pò sgraziato e allo stesso tempo innocente, pieno di patina e carattere, mostra quel il campionamento può raggiungere: se senti i campioni ben difficilmente riuscirai a distinguerli dallo strumento vero. Ci saranno altri strumenti inusuali nel prossimo futuro, ma non posso dirti di più al momento, eh eh!

Effectrix: smanettamento creativo


L'ultima uscita della software house tedesca SugarBytes, Effectrix, è un multi-effetto basato su step sequencer a 32 step. Il concept è molto interessante, sia per l'interfaccia visiva piacevole e ben concepita, che per le possibilità creative offerte all'utente.
Effectrix comprende 14 effetti: da quelli a più classici come phaser, reverb, delay, filtering, a quelli più sperimentali e più ricercati (specie da chi fa musica elettronica) come x-loop, stutter, loop stretch, reverse, etc.
Se a questo aggiungete le possibilità di modulazione (2 Modulation sequencers per effetto), concorderete con noi che Effectrix ha davvero molto da offrire.
Ogni effetto ha il suo posto nella matrice dello step sequencer, ed è molto semplice iniziare a manipolare le tracce su cui Effectrix viene applicato, anche perche' l'interfaccia lo rende una gioia da usare.
I più scettici diranno: ok, carino, ma alla fine l'effetto è statico e ripetitivo, mi piacerebbe che introducesse delle variazioni. Beh, si può fare.
Effectrix ha una funzione di pattern che permette di usare la tastiera MIDI (o l'automazione del vostro programma) per creare delle variazioni al volo appunto fra vari pattern di effetti che avrete precedentemente impostato.
Effectrix ci è piaciuto non perche' sia rivoluzionario dal punto di vista sonoro, quanto perche' rende questi processi di manipolazione creativa molto più facili e divertenti. E secondo noi il flusso di lavoro è una delle cose più importanti all'interno del processo creativo.
E poi, il vostro/la vostra partner sarà più felice se passate più tempo insieme, invece di addormentarvi davanti al monitor ;-)
Dunque, chi ha bisogno di Effectrix? Se siete esperti di Max/Mps o guru di Live, forse non ne avete bisogno. Ma se state cercando una soluzione tutto-in-uno facile e potente per quelle sonorità che caratterizzano molta della produzione musicale contemporanea, dovreste proprio dare un'occhiata ai video sul sito SugarBytes e soprattutto scaricarvi il demo. Scommettiamo che vi metterà il sorriso!

Note tecniche: funziona su Mac OS X e Windows, come VST e AU. Gli utenti Mac in particolare saranno molto felici per l'uscita di questo plug-in che va a coprire un'area un pò scoperta del mercato. Non e' un software molto esigente in termini di risorse di cpu. La prima versione aveva problemi di stabilità, ma l'ultimo update li ha brillantemente risolti.
Una richiesta per la prossima revisione: sarebbe utile avere un controllo mix.

Prezzo: 99 € / 129 $. Se fosse un pò più basso, potreste tenere qualche birra in più nel frigo, visto che l'estate sta arrivando. Ma se considerate Effectrix per quello che offre e per il tempo che vi permette di risparmiare per ottenere certi risultati, pensiamo che sia un prezzo onesto.
Alcuni utenti Pc potrebbero dire: "Se posso avere Glitch gratis, perche' mi dovrebbe interessare Effectrix?". Beh, lunga vita ai prodotti freeware (quando non fanno schifo, e Glitch è di sicuro una gemma), ma non pensiamo sia giusto paragonare questi due prodotti.
Effectrix ha delle caratteristiche che lo rendono unico. Inoltre è un prodotto compatibile con più ambienti. E sviluppare e supportare professionalmente del software su più ambienti comporta inevitabilmente tempi e costi non indifferenti.
Ora, basta con le chiacchiere, aprite il demo e decidete voi stessi!
 

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