giovedì 25 ottobre 2007

Oink: fatti, falsità, aggiornamenti


Non stupisce che il caso che sta tenendo banco nell'interweb, in Italia sia praticamente ancora ignorato. Di sicuro vedremo nei prossimi giorni qualche servizio scandalistico di quelli che Rai2 sa fare benissimo e la maggior parte degli spettatori rimarrà disinformata, come al solito.
Stiamo parlando dell'improvvisa chiusura/sequestro del sito di torrent, Oink, per via di un'operazione congiunta della polizia inglese e olandese. L'intervento è stato "suggerito" dalle associazioni discografiche dei due paesi, IFPI e BPI.
L'operazione, chiamata 'Operation Ark Royal', ha portato anche all'arresto del titolare del sito.



Oink? Si tratta(va) di uno dei più celebri, rispettati e desiderati siti/community privati di carattere (prevalentemente) musicale.
Il sito esisteva da alcuni anni, e doveva la sua fama essenzialmente a questi fattori:

- l'ampiezza, la qualità (sia da un punto di vista artistico che da quello strettamente tecnico, vedi formati lossless e bitrate) del materiale condiviso dai membri: insomma non era proprio il posto per trovare Britney Spears quanto piuttosto quell'introvabile disco di krautrock che non avevate mai beccato in un negozio...

- la rigorosità nelle conduzione: Oink era amato e odiato allo stesso tempo, per via delle regole stringenti. Nessun upload sotto i 192 kbps, nessun bootleg, nessun upload di qualità e provenienza dubbia, ratio (il rapporto fra il materiale condiviso e scaricato), etc. Insomma roba da audiofili e veri appassionati, più che da "scaricatori di porto"...

- difficile accesso, solo ad inviti

Questi punti sono importanti in quanto, leggendo il report fatto dai media tradizionali (in primis quello su BBC), ci rendiamo conto di essere di fronte ad una distorsione pesantissima dei fatti e di una pericolosa ed inutile spettacolarizzazione.
Innanzitutto è da notare come si sia trattata di un'operazione di puro "terrore giornalistico": sono state mandate le telecamere a riprendere l'ingresso in casa del proprietario del sito (un 24enne di Middlesbrough, Inghilterra) da parte della polizia, ed il conseguente arresto. Tutto programmato come in una perfetta reality fiction...

Ecco poi le distorsioni/falsità contenute nell'articolo:

- ingresso a pagamento: falso, anzi la prima cosa che era scritta all'ingresso del sito era proprio un invito ai membri a non vendere i propri eventuali inviti, pena dismissione dell'account. In genere gli inviti venivano ceduti gratuitamente ad amici o persone conosciute tramite web.

- arricchimento personale del gestore: sul sito, come in mille altri era solo presente un bottono per eventuali donazioni volontarie. Chi conosce come funzionano queste cose sa che i costi del mantenimento dei server e della banda sono alti, e al massimo si riesce a farvi fronte a fatica, non certo a guadagnarci

- la presenza di pre-release sul sito: innanzitutto queste fughe di dischi sono evidentemente opera delle stesse case discografiche (volontariamente, per pubblicità gratuita e viral marketing, o involontariamente causa dipendenti disonesti), e poi su Oink si faceva molta attenzione sulla cosa, vedi quanto detto sopra. Certo, qualcosa capitava ma niente di cosi' quantitativamente significativo o caratterizzante come suggerisce la press release ufficiale e gli articoli di BBC.

Altro punto di dubbia legalità: l'home page del sito Oink e' stata alterata per mostrare un messaggio sempre a carattere "terrostico", ad opera delle due associazioni discografiche. Il messaggio recitava, in sostanza, il sito e' stato chiuso e ora stiamo per venire a prendere voi membri. Il fatto che, non la polizia, ma le due associazioni discografiche abbiano potuto appropriarsi di uno spazio di proprietà altrui è quantomeno discutibile.

Insomma, se avete visto "V for Vendetta" potete farvi un'idea dell'approccio dei media ufficiali in questo caso...

Torniamo ai fatti, ed agli aggiornamenti: ieri il ragazzo è stato rilasciato, senza cauzione, in attesa dunque di giudizio. Il processo dovrebbe partire dal 26 dicembre, ma probabilmente sarà spostato più avanti. Le accuse ufficiali riguardano, dalle testuali parole del ragazzo: "conspiracy to defraud and copyright infringements". Nella sua casa sono stati prelevati diversi oggetti e materiale tecnologico, fra cui una console Xbox (???). Pare gli sia stata lasciata però la Nintendo Wii (?!?!?!?).
Fra l'altro oltre al ragazzo, nel giorno del raid era stato anche prelevato dal lavoro il padre. Non risulta però che egli sia stato arrestato.

Nel frattempo, a partire dalle tarde ore del 23 ottobre, si è iniziata ad attivare la risposta del mondo della rete. La diffusione della notizia e dei relativi commenti è stata vertiginosa e rapidissima, a confermare se mai ce ne fosse bisogno, la forza degli strumenti del web 2.0 rispetto alla comunicazione tradizionale.
Come c'era da attendersi, le prime reazioni sono state da una parte di terrore e dall'altra di fortissima critica nei confronti della metodologia adottata e del racconto dei media ufficiali.
Nel giro di poche ore sono nati dei siti "memorial", le chat si sono popolate ed in generale tutto lascia presagire che questo potrà essere un caso fra i più importanti nella dibattutissima questione "media digitali, diritti e mercato".

Nota: l'articolo è stato reso possibile dal contributo di un informatore verificato, che preferisce rimanere anonimo.

sabato 13 ottobre 2007

Registrare on-the-road? Sony PCM-D50


E' un periodo molto interessante per il settore "mobile/field recording". Sono usciti diversi prodotti dal rapporto qualità/prezzo molto invitante, e altri stanno per fare il loro debutto.
Fra questi il più interessante pare essere il Sony PCM-D50.

Al prezzo (street price) di 500$ il Sony PCM-D50 offre questo ben di dio:
- registrazione a 96 kHz/24-bit
- 2 microfoni stereo a due posizioni (X-Y, Wide)
- 4 GB flash di memoria interna (sono 6 ore e mezza a 44.1 Khz, niente male!)
- uno slot di espansione memoria compatibile col formato Memory Stick Pro-HG Duo™
- corpo in alluminio leggero, e pare molto resistente
- usa batterie AA standard (alkaline e ricaricabili)
- porta USB 2.0, per PC e MAC
- registra in formato .WAV
- riproduce anche gli .mp3 (ma questa non e' una notizia, no?)
- ingressi e uscite ottiche
- funzioni aggiuntive: digital pitch control, dual digital limiter (ereditato dal fratello maggiore PCM-D1), low-cut filter, Super Bit Mapping®, A-B repeat.

Negli States sarà disponibile a fine ottobre, in Europa non si conoscono ancora data e prezzi.

venerdì 12 ottobre 2007

Speakerphone: arte della simulazione

Gli olandesi di AudioEase colpiscono ancora. Altiverb e' ormai praticamente uno standard in fatto di riverberi, e la loro nuova creazione, Speakerphone è secondo me destinata a diventare un ”instant classic".
Alzi la mano chi, lavorando nel campo del sound-design, della post-produzione, della sonorizzazione, o più in generale della manipolazione di suoni, dopo aver visto il demo-movie di Speakerphone non si chiude in bagno a ....
Ok, versione per le quote rosa e i politically correct: Speakerphone renderà almeno 10 volte più veloce il vostro workflow, ok?
Il filmato spiega meglio di mille parole, ma se proprio dovessi provarci direi che Speakerphone simula altoparlanti e ambienti, di ogni tipo. Volete una voce filtrata da un telefono anni '50, o da un telefonino disturbato dal vento? Volete simulare un ambiente affollato? Oppure ancora volete simulare in un attimo il suono che viene dalla stanza letto piuttosto che quella dei vicini?
Il punto chiave è proprio la velocità e la facilità con cui è possibile ottenere i risultati. Naturalmente è possibile smanettare di fino, aggiungere effetti, aggiungere propri samples alla libreria, etc.
Speakerphone è compatibile con tutti i principali formati, VST, AU, RTAS, su OS X e Windows.
Costa non poco, 395 € + IVA, ma come detto saranno ben investiti. Non è al momento disponibile una versione demo.

giovedì 11 ottobre 2007

Da uno studio all'altro? Pro-Convert


Per chi, almeno qualche volta, è impazzito nel portare una session fra uno studio e un altro, avendo a che fare con DAW differenti (e relativi formati), ci sono buone notizie. SSL ha acquisito dall'azienda tedesca Cui Bono i diritti su un software di conversione che da qui in avanti si chiamerà Pro-Convert.
Il software, fino ad ora solo per Windows, verrà ulteriormente sviluppato e ampliato (non è per ora prevista però una versione per OS X, buuuhhhh!) e convertirà praticamente tutti i formati principali: ProTools, Soundscape, Cubase/Nuendo, Vegas, Sonic Studio, SADiE, Final Cut Pro, Audition, OMF, AES31, Sequoia, Open TL, Tascam BU.

mercoledì 10 ottobre 2007

Yamaha Modus H01: sound+design


Di Yamaha stiamo parlando spesso per via del Tenori-on, ma si sa, i pianoforti sono un classico della casa. E se vi capita di avere un pò più di 6.000 euro da spendere, volete arricchire di suono e design il vostro appartamento e nel contempo evitare liti coi vicini (i fatti di cronaca insegnano, ahime'!), io fossi in voi comprerei questo Yamaha Modus H01.

Vi assicuro, le foto non gli rendono giustizia; i pianoforti digitali in genere non mi hanno mai particolarmente eccitato, anzi alcuni a vederli sono piuttosto deprimenti, ma questo Yamaha Modus, in particolare nella finitura ripresa nella foto (è la Velvet Rouge, poi ci sono la Amber Glow e la Deep Brunette) è un piccolo capolavoro di design fra antico e moderno.

Un pò di caratteristiche: tasti in legno (per esattezza, solo i tasti bianchi, non chiedetemi perche'!), amplificazione di 40Wx2 (ma anche due ingressi cuffia), connessione USB, gli stessi pedali che trovate in un pianoforte acustico, e (se proprio non ne potete fare a meno) alcuni preset extra: clavicembalo, piano elettrico, etc. La tecnologia sonora è quella più moderna di Yamaha: AWM Dynamic Stereo Sampling, con 64 voci di polifonia. Pesa circa 80kg.

martedì 9 ottobre 2007

TENORI-ON: prima mini prova sul campo


Con l'occasione di una breve visita in Inghilterra, ho avuto modo di fare un primo incontro ravvicinato col TENORI-ON (se ne era già parlato qui e ).
Non sarà una recensione vera e propria, ma una raccolta di sensazioni, magari in attesa di un futuro approfondimento.


Partiamo dagli aspetti positivi:

- il TENORI-ON ha una curva di apprendimento effettivamente molto rapida. Si può iniziare a realizzare qualcosa di "musicale" in pochissimo tempo (leggi: minuti)

- il design è intrigante

- è di sicuro più piacevole da vedere, in un contesto di performance live, rispetto al setup basato su laptop

- è uno "strumento" indipendente (non necessita di computer), e può essere utilizzato anche a batterie, e con cuffie o speaker incorporato; l'ideale per chi ama comporre sul divano

- il display, sebbene piccolo, è usabile e ben leggibile

- i preset di tipo "beeps and beats" sono interessanti (ma qui andiamo sul soggettivo, chiaramente se siete amanti di suoni industrial non saranno proprio la vostra palette preferita)

- il sequencer, combinato con le differenti modalità d'uso, i layer, etc. lo rendono divertente e allo stesso tempo piuttosto flessibile e potente

- la possibilità di futuri aggiornamenti del software interno, dunque delle sue capacità


Fra i lati negativi:

- la sensazione tattile, nel senso che proprio quella che in teoria mi aspettavo essere uno dei "plus" del TENORI-ON, si rivela una mezza delusione. I tastini che costituiscono la superficie di controllo sono troppo plasticosi e con quel rumore che fanno quando premuti/sfiorati danno una idea di precarietà non proprio piacevole. Probabilmente la non rigidità è legata ad alcune possibilità offerte dall'interfaccia, ma in ogni caso al tatto il risultato finale è inferiore alle aspettative. Fra l'altro lo strumento non è sensibile al tocco, dunque non vi aspettate di lavorare sulla dinamica.

- una parte di preset, quelli un po' stile GM potevano proprio risparmiarsela, l'unicità dello strumento andava rafforzata anche sotto il profilo timbrico, visto anche il fatto che il Tenori-on non offre funzioni di sintesi

- se non erro, non è possibile stabilire lunghezze diverse delle note nel sequencer, si tratta di un valore fisso (speriamo in un upgrade, vedi sopra)

- il costo di 600 pounds (ad oggi 870 €, o 1.200 $) mi pare eccessivo. In realtà, in casi come questo, dove abbiamo un prodotto che non ha eguali sul mercato, è difficile commentare il fattore prezzo. Se pensiamo che il target del TENORI-ON sia il non-musicista appassionato/curioso di diavolerie gadgetistiche (e dunque danaroso) forse il prezzo può essere anche accettabile (in fondo per fare i fighi con gli amici questi tizi sono disposti a tutto!). Per il musicista che ama spendere in strumenti di qualità, paradossalmente l'oggetto potrebbe apparire un pò troppo giocattoloso, non sufficientemente "hi-quality". Il musicista di tasca medio-stretta rischia invece di desiderarlo invano. Insomma, cara Yamaha, io consiglierei di portare il prezzo ad una soglia un pò meno rischiosa, sarebbe un peccato veder finire questo progetto nella lunga lista dei flop commerciali...

- non riguarda la qualità dello strumento, ma insomma, venderlo solo in UK e per di più in pochi negozi (e neanche quelli tradizionali di strumenti), bah...


In sospeso:

- come dicevo si è trattato di un breve test, e le sensazioni sono appunto solo sensazioni. Di sicuro con un periodo piu' lungo di prova alcune potrebbero anche essere modificate. Inoltre non sono stato in grado di provare funzionalità "extra" come sampling, midi, interconnessioni fra più Tenori-on.


Conclusioni: il TENORI-ON è ad oggi un prodotto unico (il Monome è un'altra cosa, non meno interessante, ma chiudiamola qui), per molti aspetti pensato in maniera e-c-c-e-l-l-e-n-t-e. Sembrerà banale dirlo, ma per capirne l'essenza va provato in prima persona, lasciate perdere i video su YouTube.
Già questi due fattori lo rendono meritevole e degno di un futuro roseo. Come detto, il prezzo di lancio mette secondo me questo futuro un pò a rischio, ma vedremo come si evolveranno le cose.
Quello che a me piacerebbe vedere è un miglioramento nelle qualità tattili dello strumento. Forse non è nelle intenzioni del suo creatore, ma se si presenta il TENORI-ON come "lo strumento digitale per il ventunesimo secolo" credo sia lecito aspettarsi qualcosa di più sotto il profilo del tocco. Se non altro mi piacerebbe avere qualche rassicurazione dalla Yamaha circa l'effettiva resistenza della superficie di controllo (e sempre legato a questo, sulla possibilità di sostituire eventuali singoli tastini-sfere).

Detto questo, io una letterina a Babbo Natale la scriverei lo stesso, chissa' che passando dalla Finlandia non si possa fermare un attimo in Inghilterra...

P.s: a vedere alcune vere e proprie recensioni uscite ultimamente (frutto di più giorni di test, come quelle uscite su SonicState o Musicthing) sembra che le mie "impressioni a prima vista" siano abbastanza condivise.