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Synplant: il synth ai tempi della sostenibilità

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Come ricorderete, alla fine della nostra intervista con Magnus Lidström di Sonic Charge dello scorso anno , lui ci aveva dato qualche indizio sulla relazione fra l'ambiente e il suo futuro nuovo prodotto.
Al tempo non conoscevamo ancora il suo nome, ma ora possiamo dire che effettivamente era tutto vero.
Synplant rappresenta una nuova forma di sintetizzatore software. Nelle parole del suo autore "Synplant ti permette di esplorare un mondo di suoni organici, piantando semi che crescendo diventano delle patch di sintetizzatore. Lo scopo del prodotto è di spostare il focus dal talvolta intricato processo di sintesi sonora, rendendo possibile creare suoni semplicemente usando le proprie orecchie".

Abbiamo potuto seguire lo sviluppo di Synplant sin dai suoi primi passi, e ora che è finalmente uscito siamo quasi eccitati come la prima volta che lo abbiamo visto. C'è una ragione per la quale sviluppatori come Magnus Lidström non pubblicano un plug-in ogni tre mesi, come fanno in molti. I suoi prodotti sono un lavoro di arte e artigianato, ogni caratteristica, ogni pixel è li' per una ragione ( e solitamente è più che buona!), e soprattutto sono una gioia da usare.
Suggeriamo di scaricare e provare Synplant, il demo può essere utilizzato per tre settimane con piena funzionalità, e il programma sottrae del tempo alla dimostrazione solo quando esso viene effettivamente utilizzato (prendete nota, sviluppatori...).

Ultimamente abbiamo rifatto due chiacchiere con Magnus, a proposito di Synplant, ecco il resoconto...

Oggi parole come bio, eco, ambiente, sostenibilità, sono dovunque: è questo che ti ha ispirato in qualche modo ad avere una sorta di visione bio-tecnologica per il tuo nuovo software?

Si, quando l'idea di Synplant è venuta fuori, stavo conducendo una campagna nella quale io donavo una parte degli introiti di Sonic Charge al WWF (e no, non intendo la World Wrestling Federation). Il piano originario era quello di presentare qualche plug-in gratis o molto economico, legato a questa campagna. Una volta che ho iniziato a lavorarci ho capito quanto fosse cool l'idea, e ho lasciato che si sviluppasse per quasi due anni finche' Synplant è diventato quello che vediamo oggi.
A parte questo, sono sempre stato affascinato e ispirato dalla natura e dalla biologia, e da come essa si relaziona con la tecnologia. Gli esseri umani hanno sempre rubato o rifinito idee che venivano dalla natura, e dove la nostra biologia ci ha limitato abbiamo sviluppato tecnologie per superare i nostri limiti (come l'aeroplano per volare, o il computer per ricordare cose e fare calcoli complessi). Quello che trovo piu' eccitante è quando la tecnologia va oltre l'essere un mero strumento o un aiuto per divenire invece un contributo attivo nel processo creativo. La vera magia per me è quando il computer mi sorprende con un nuovo suono o una melodia casuale che mi ispira a creare una certa canzone. Ora, sono davvero io il solo artista in questo processo?

Di solito l'interfaccia informa il modo in cui si approccia uno strumento e i risultati che se ottengono. Cosa ti aspetti dagli utenti di Synplant, rispetto all'uso di metodi di sintesi e strumenti piu' comuni?

Penso a Synplant come un concept synth, e non solo nel modo in cui tu interagisci con esso, ma anche per come suona. Synplant ospita qualcosa che può essere definito come un motore di sintetizzatore virtual analogue, ma è un motore che è stato progettato da zero per lavorare bene con i concetti di morphing graduale e di randomizzazione dei parametri. Inoltre, c'è nello stesso motore un certo grado di casualità incontrollata. Non volevo che questo strumento fosse cosi' roboticamente rigido e scientificamente esatto come MicroTonic. Spero che le persone siano ispirate dalla facilità con cui possono creare suoni completamente nuovi, e che diano libertà al loro "freak dei controlli" interiore.

Gli strumenti basati su touch screen sembrano essere la next big thing nella produzione musicale: che ne dici di una versione touch di Synplant, sembrerebbe fatto apposta?

Spaccherebbe, si. Io stesso mi sono procurato un iPod Touch per sperimentare. La mia prima reazione è stata "oh figo, molto meglio che usare il mouse..." ma il mio secondo pensiero è stato "oh, tutti questi bottoni sono cosi' grossi, le mie dita sono sempre state cosi' grosse?".
Se ci pensi, i touch screen sono stato in giro commercialmente anche più a lungo dei mouse, eppure non sono riusciti a irrompere nel mercato dei personal computer in nessun modo significativo. Mi piace la possibilità di usare delle "gestures", ma sto iniziando a chiedermi se non siano piu' adatte ad un trackpad come quello sui nuovi Macbook.
Ma vedo un potenziale per i touch screen per quanto riguarda le applicazioni musicali, naturalmente, e sarebbe fico sviluppare qualcosa per iPhone/iPod Touch. E' semplicemente il gadget più cool del millennio, fino ad ora. Ma, ed è triste dirlo, non ho neanche avuto il tempo di avviare il kit di sviluppo per iniziare a sperimentare.
Comunque abbi fede, mio figlio ha quasi quattro mesi ora, dunque fra venti anni penso che dovrei avere abbastanza tempo libero, eh eh eh!

M-Tron Pro: il viaggio continua

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L'M-Tron, sin dalla sua uscita diversi anni fa, è stato un "must" per ogni amante di sonorità vintage. Ora con l'uscita di M-Tron Pro i tipi di GForce portano il concetto originario ad un nuovo livello.
Vi ricorderete probabilmente che la software house inglese ha pubblicato qualche mese fa un altro plug-in, Virtual String Machine, o VSM.
Bene, M-Tron Pro rappresenta la diretta evoluzione di entrambi questi plug-in. Possiede naturalmente i suoni dell'M-Tron, e ne aggiunge molti di nuovi, provenienti da rari nastri (45 nuovi tape-banks) e da altri strumenti cult in qualche modo imparentati al Mellotron (Birotron, Optigan, etc.).
Alcuni dei suoni già editi sono stati rimasterizzati agli Abbey Road Studios. Sapete, è roba un pò in età e ha bisogno di qualche trattamento di bellezza! Per chi odia il sistema originario di riproduzione dei suoni del Mellotron e dell'M-tron (gli 8 secondi), beh, ora c'e' anche la possibilita' di usare i suoni loopati. Vi prego, non ditelo ai puristi, grazie!
M-Tron Pro eredita invece da VSM il motore del sampler e le possibilità di controllo. Praticamente se conoscete già VSM vi sentirete a casa. E gli utenti dell'M-Tron saranno piacevolmente stupiti dalle potenzialità di controllo presenti su questa nuova versione: dual layer e split keyboard, 29 parametri per layer, vintage-style ensemble e delay, low-pass, band-pass e high-pass filtro risonante, dynamic keyboard control, con aftertouch sul filtro.
Aspettate, c'è dell'altro: hanno aggiunto anche le funzionalita' Tape Reverse e Tape Half Speed, che permettono di alterare ulteriormente i suoni, in maniera interessante.

Come in VSM, ci sono tonnellate di bei preset creati da artisti e sound-designer di fama internazionale. Anche il buon vecchio Wakeman fa parte del team, speriamo non abbia bruciato il suo monitor dopo aver creato i preset!
Una menzione speciale va poi al... manuale in pdf. Questo è uno dei casi in cui mi sarebbe piaciuto averlo stampato, dal momento che è una lettura davvero utile e divertente. Non saltatelo, ok?

Detto questo, se avete l'M-Tron e desiderate avere maggiore controllo e molti suoni in più (oops, vi ho detto che ci sono anche dei cori del Roland VP300?), comprate l'upgrade senza esitare.
L' M-Tron Pro Upgrade costa €59.00 (più IVA).
Se invece siete nuovi a queste sonorità, date un'occhiata al sito GForce e ascoltate un pò di demo. Ci sono buone possibilità che vi innamoriate dell'M-Tron Pro e finiate per comprarlo. Con €139.00 (più IVA) avrete ore e ore di spasso, fidatevi. La distribuzione italiana è a cura di Soundwave.

Piattaforme: standalone, RTAS and VST su Windows XP/SP2, Vista 32, Vista 64, RTAS, AU and VST su OS X 10.4.x, OSX 10.5.x.


Leggi anche l'intervista con Dave Spiers, co-fondatore di GForce.
 

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