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NU FEST 2010 a Padova: Fennesz, Mira Calix...

A partire dal 19 febbraio Padova ospita una interessante rassegna dedicata alla musica elettronica, alla sperimentazione e, last but not least, alla formazione. Signori e signori, diamo il benvenuto al NU FEST 2010 (e tenetevi pronti, avremo un pò di biglietti omaggio per le serate, maggiori dettagli nei prossimi giorni).

La quarta edizione del festival presenta nomi di rilievo come Mira Calix, Jon Hopkins, Christian Fennesz, Interlope, Soul Of Man, Caterva.
La sudafricana Mira Calix (19 febbraio) è la prima ospite internazionale del festival che sperimenta una miscela di esecuzioni vocali e textures elettroniche, con rarefatte atmosfere tratte dai suoni della natura. L'artista è stata inoltre nominata per i prossimi "British Composer Awards" con la sua installazione audio-video "My Secret Heart".

Il 26 febbraio è live set è firmato da Jon Hopkins, dj produttore inglese autore di svariate colonne sonore e che ha collaborato con artisti del calibro di Coldplay e Brian Eno.

Il 5 marzo è di scena Christian Fennesz, visionario compositore che unisce il suono acido e distorto della chitarra elettrica ai glitch e ai rumori generati dal laptop, integrato da visual di Giuseppe La Spada. Grazie alla collaborazione con Romaeuropa Webfactory, gli artisti Fennesz e La Spada sceglieranno nell’ambito del progetto REWF rispettivamente un partecipante al contest music@ e un partecipante al contest videoart per farli esibire insieme in un live audio/video come apertura alla propria performance padovana (www.romaeuropawebfactory.it).

Ecco invece gli appuntamenti di seconda serata al club: il 19 febbraio il dj set di Soul of Man, per una breakbeat-elektrofunk night firmata anche quest'anno dall'inconfondibile stile Fingerlickin' Records; il 26 febbraio il live set di Interlope, duo culto parigino dell’electro breakbeat a vocazione drum and bass che vanta collaborazioni con i più conosciuti dj's e producers della scena underground europea; il 5 marzo ancora un live set, con i Caterva, pionieri della dubstep francese che, accompagnati da Vj Kashmire, presenteranno il loro ultimo vinile su Kiosk Records per passare poi al loro dj set breakbeat con il progetto No Prod.

Il pomeriggio è dedicato alla formazione con i workshop a Palazzo Liviano (partecipazione gratuita e fino ad esaurimento posti). Derek Holzer conduce il seminario “Tonewheels” dedicato alla conversione di un immaginario grafico in suono, con lo scopo di costruire un sintetizzatore ottico (19 febbraio, durata 6 ore);
Lars Lundehave Hanses presenta il suo nuovo lavoro sull'installazione sonora, insegnando le tecniche per ottenere movimento e fisicità dagli speakers dei comuni impianti stereo (26 febbraio); “Videoarte fra il vecchio e il nuovo” è infine il titolo del seminario di Carlo Zoratti e Marco Mucig che spiegheranno i segreti delle tecniche da loro utilizzate nei videoclip musicali (5 marzo).

Per ulteriori informazioni e biglietti vi rimandiamo alla pagina myspace del festival.

Vuoi un EQ? Paga quanto vuoi!


Il discusso modello paga-quanto-vuoi adottato nell'industria musicale da artisti come Jane Siberry, Radiohead, ecc. si sta estendendo all'industria del software. Una giovane software house, DDMF, ha iniziato cinque mesi ad adottare questo modello economico per i suoi due prodotti, gli equalizzatori LP10 ed IIEQ PRO (rispettivamente un mastering equalizer e un parametric tracking equalizer).
Abbiamo fatto qualche domanda al boss tuttofare di DDMF, Christian, riguardo ai suoi prodotti ed appunto a questo nuovo schema di prezzi.

Ciao Christian, come inizia l'avventura di DDMF? Hai modellato i tuoi EQ sulla base di qualche equalizzatore hardware particolare?

Dunque, la cosa è iniziata nel 2006 quando ero in mezzo a due lavori e con del tempo libero. Come ingegnere avevo acquisito una buona esperienza dal punto di vista della programmazione, e come musicista avevo una buona conoscenza di cosa stava accadendo nel mondo dei plug-in. Nel mio progetto di ricerca avevo usato l'analisi di Fourier un pò su tutti i tipi di segnali, e volevo vedere se era possibile realizzare un equalizzatore, basato su FFT, che suonasse bene. Questo è il modo in cui è nato LP10. Non e' stato modellato su un hardware particolare, anche se la sua risposta in frequenza segue esattamente quella dei moduli RLC su cui si basano gli equalizzatori hardware.
Avendo queste basi pronte, ho poi deciso di sviluppare IIEQ, e la cosa e' avvenuta in tempo relativamente breve. Al tempo ho pensato che LP10 fosse qualcosa di veramente speciale e che IIEQ fosse un prodotto più standard (nonostante offrisse comunque 10 bande parametriche)

So che in un primo momento i tuoi prodotti avevano uno schema prezzi tradizionale. Come e' avvenuto il cambiamento?

Si, vendevo LP10 a 40 euro e offrivo IIEQ come freeware. Ironicamente, quest'ultimo ha ricevuto molte più attenzioni (beh, era gratis dopo tutto!), e dopo un pò di mesi ho deciso di pubblicare a pagamento una versione migliorata dell'IIEQ, chiamata IIEQ PRO. E questa ha venduto certamente di più dell'LP10.
Ma in quel periodo non ero sicuro di quale fosse il giusto prezzo per i miei prodotti. Da una parte, ci sono concorrenti che si fanno pagare più di 200 dollari (e i cui prodotti possono essere riprodotti da entrambi i miei eq, con una accuratezza di -70dB e oltre, fra l'altro); dall'altra, da quanto ho potuto vedere il 90% del mercato è costituito da musicisti per hobby, che in tutta probabilità, non spenderanno mai tanto su un equalizzatore, ma piuttosto lo prenderanno su eMule o qualche sito di torrent russo (dove fra l'altro i miei prodotti sono apparsi sin dal primo giorno). Così, quando i Radiohead hanno intrapreso questa nuova via con il loro nuovo album, ho subito pensato che fosse un approccio interessante che si poteva adattare bene a DDMF. Avrebbe risolto il problema della pirateria, avrebbe permesso a tutti di acquistare un equalizzatore da me (e se anche per un dollare, è meglio che niente), e come mi sono accorto dopo, il tutto si è rivelato essere anche un valido strumento di marketing. Prima DDMF era solo uno sviluppatore fra tanti, ora e' consigliato nelle discussioni sui forum...

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Parliamo dei risultati. Come si comportano le persone rispetto a questo nuovo modello di commercio?

Dopo cinque mesi il prezzo medio è di circa 10 dollari, ed è buono. Voglio dire, gli utenti potrebbero cavarsela con 50 cents, ma decidono di pagare di più, a volte anche 50 dollari, semplicemente perche' sono contenti del prodotto. Dunque, a parte il fatto che il modello ha un maggiore successo dal punto di vista economico (non mi rende ricco, ma sono abbastanza certo di essere sopra la media degli sviluppatori VST), esso è anche molto più gratificante in quanto ho la sensazione che la gente apprezzi davvero quanto sto facendo.

Cosa ci dobbiamo aspettare da DDMF nei prossimi mesi?

Pubblicherò una nuova versione degli EQ, che permetterà un completo controllo delle manopole via mouse (è la richiesta numero uno dagli utenti). Probabilmente riprogetterà l'interfaccia grafica e aggiungerò altre caratteristiche, dunque sarà un aggiornamento importante. Proverò anche a sviluppare altri tipi di effetti come i compressori, ma al momento non ci sono piani precisi a riguardo.

Prix Ars Electronica 2008: si parte!


Artisti digitali, animatori, scienziati del suono unitevi! Si sono aperte le iscrizioni al Prix Ars Electronica 2008. La scadenza e' fissata per il 7 marzo 2008. Ci sono sei categorie, o meglio cinque visto che una e' riservata ai giovani austriaci: Computer Animation / Film / VFX, Interactive Art, Digital Musics, Hybrid Art, Digital Communities.
A guardare la lista dei vincitori degli anni passati (Aphex Twin e Chris Cunningham, Peter Gabriel e Jean Claude Risset , etc.) ci sarebbe da spaventarsi, ma in fondo tentar non nuoce, no?
Dettagli, regolamento, premi e tutto quello che serve sapere lo trovate sul sito del PrixArs.
Buona fortuna!

Musica digitalizzata: Internet Culturale

Buone news sul fronte tecnologico e culturale italiano. Da ieri il portale Internet Culturale che è il risultato del progetto “La Biblioteca Digitale Italiana e il Network Turistico Culturale (BDI&NTC)”, si arricchisce di nuovi contenuti digitalizzati. Come mai questa notizia su AudioNewsRoom? Molti dei nuovi contenuti arrivano da alcune delle più prestigiose istituzioni musicali italiane, e rappresentano un arco di tempo che va dal 1200 fino al 1900, attraversando nomi e fenomeni che costituiscono le basi della nostra storia musicale. Per la prima volta tutto questo è fruibile per via digitale, ed anche questo è tecnologia musicale, no?
Per scavare negli archivi, si può partire da qui, ma ci sono anche altre opzioni sul sito.

Il "primo album" col monome


Matthew G Davidson, alias Stretta, è un musicista e designer. E' molto noto fra i possessori del monome in quanto è anche uno dei più ferventi sviluppatori di patch Max/Msp per il controller.
Ieri Stretta ha pubblicato un album tutto fatto col monome, realizzato nel weekend della festa del Thanksgiving. Beh, naturalmente l'affermazione è più una sorta di provocazione/colpo di teatro, visto che il monome è un controller e non un vero e proprio strumento musicale. Ma come scrive lo stesso Matthew: "Se questo 'diluisce' l'idea di un album solo fatto col monome, le persone interessate a trovare la propria voce con uno strumento fatto di griglie di bottoni, dovrebbero notare che la mancanza di un software predeterminato e di suoni rappresenta la vera forza del monome".
Come generatori di suono, nell'album sono stati usati un Doepfer modular, un Prophet 5 e MachFive 2. Ma la cosa più interessante è che Stretta ha utilizzato solo patch da lui stesso create (e liberamente scaricabili). Insomma un vero lavoro da artigiano, e io ho un enorme rispetto per persone così.
L'album si chiama "Grids" ed è scaricabile dal sito di Stretta. Sono ben accette donazioni.
 

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AudioNewsRoom è, dal 2007, un magazine di tecnologie musicali, con recensioni, interviste ed interviste esclusive.
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