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Netaudio Festival 2009 a Berlino

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Ottobre inizia ad essere un mese piuttosto pieno di cose interessanti...

A Berlino si svolge il Netaudio Festival 2009. Quattro giorni di musica, conferenze ed eventi, sotto il titolo di "East meets West". Si parlerà delle possibilità e delle sfide che riguardano il netaudio, cercando di tracciare percorsi e unire prospettive diverse, quali per esempio quelle dei paesi dell'Est Europa (dove si assiste ad una crescita di interesse verso il fenomeno) e quelle di paesi occidentali, europei (Italia inclusa) e non.

I biglietti sono già in vendita sul sito ufficiale, dove è anche possibile controllare la lista completa degli eventi.
In breve, più di 80 artisti, bands e progetti musicali durante gli show serali, mentre durante il resto della giornata si potrà assistere a seminari, incontri, showcase, etc.
Cercheremo di seguire il festival, rimanete sintonizzati...

Prosoniq: Morph e la nostalgia

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Nostalgia per dei plug-in? Può essere? Beh, sì, dopo tutto... E' passato del tempo da quando abbiamo iniziato a sperimentare con effetti e strumenti software. E probabilmente, se ripensiamo a quei giorni, il marchio Prosoniq ci torna alla mente portando con sé dei bei ricordi. SonicWORX (il primo software per Mac con una architettura a plug-in), PiWarp, Orange Vocoder, Morph, ma anche l'applicazione TimeFactory (ricordo la prima prova, fu uno di quei momenti "wow"!)...
Per farla breve, eravamo stati felici di leggere, qualche mese fa, del ritorno sul mercato di Prosoniq. Finalmente veniva promesso un aggiornamento della loro linea dei prodotti in ambito Mac, che sarebbero così diventati compatibili con le ultime versioni di DAW e sistemi operativi.
Morph è stato il primo della serie (ora sta per essere rilasciato anche Orange Vocoder) a ricevere il nuovo "make-up".
Per chi non lo conoscesse, questo plug-in offre un modo unico di fare appunto un morphing di due segnali audio diversi, in tempo reale. Come funziona? Il suo creatore, Stephan Bernsee, lo spiegava qualche anno fa in un'intervista: "la mia definizione di morphing viene dal mondo del video, dove esso è stato inventato da ILM e usato per la prima volta in Terminator, se non erro. In quel contesto, morphing significa che un oggetto in una scena muta lentamente la sua forma diventando cosi' un'altro oggetto. Il processo analogo in campo audio sarebbe rappresentato da uno strumento che lentamente cambia la propria 'forma' per divenire un'altro strumento. Tutti i processi di morphing che ho avuto modo di osservare, eccetto il nostro, fanno una sorta di manipolazione spettrale che non ha niente a che fare con la 'forma' dello strumento originario. Il concetto di 'forma' richiede una comprensione della natura del suono che viene processato - dunque vedo queste tecnologie come dei meccanismi matematici dotati di effetto musicale, ma non vere e proprie tecnologie 'musicali'. Il problema è che esse richiedono che il suono venga analizzato precedentemente alla manipolazione, e che tendono a produrre risultati poco musicali nelle fasi intermedie del morphing. Il nostro processo di morphing è invece basato su un approccio inerentemente 'musicale', e dunque non soffre di queste restrizioni"
E' interessante fra l'altro il fatto che Stephan abbia iniziato a sviluppare Morph sul suo Atari ST alla fine degli anni '80 (e naturalmente non era un software in tempo reale allora!). Beh, si sa, quando le idee sono buone, resistono al passare del tempo!
Vi starete probabilmente chiedendo: può essere ancora oggi uno strumento utile alle nostre produzioni? Noi crediamo che Morph sia ancora quell'amabile software che era anni fa. Usato nel modo giusto può essere davvero una fonte di ispirazione, ed in fondo il suo pregio è proprio quello di aiutarci a creare suoni che altrimenti non esisterebbero. Non a caso è uno dei software preferiti di BT, cosi' come di grandi studi quali quelli della BBC.
Sia che siate affezionati ai plug-in vintage, o che siate alle prime esperienze, scaricate il demo di Morph e divertitevi!

smbc_220x237.shkl.jpgParlando con Stephan Bernsee, abbiamo cercato di capire quali siano state le ragioni dell'assenza di Prosoniq sul mercato negli ultimi anni, e quali siano i suoi piani per il 2008: "Non voglio entrare troppo nei dettagli, ma posso dirti che Prosoniq ha perso un sacco di soldi quando Hartmann Music (quelli del sintetizzatore Neuron) ha dichiarato fallimento in seguito a problemi con il distributore originario. Ciò ha costituito un enorme intoppo e si è tramutato in uno shock per Prosoniq, con la conseguenza che un sacco di prodotti che erano in uscita sono rimasti fermi per un bel pò. In particolare, Prosoniq non è riuscita a far fronte alle esigenze della comunità di utenti AudioUnit, anche se le versioni relative erano già in uno stato avanzato, al tempo. Ora speriamo di compensare, rilasciando proprio le versioni AU dei nostri prodotti prima di altre. Abbiamo dei clienti eccezionali e incredibilmente creativi, li amiamo e cerchiamo di ascoltare le loro richieste. Ci dispiace che ci sia voluto tutto questo tempo ma le cose nel 2008 stanno per cambiare completamente. Come effetto collaterale di tutto questo, ci sono stati cambiamenti importanti nel management e nella struttura organizzativa di Prosoniq, e a giudicare dal rapido incremento delle vendite che stiamo vedendo, sono portato a pensare che fossero dei cambiamenti giustificati e necessari per l'azienda. Ci hanno permesso di sopravvivere ai momenti difficili e a venirne fuori quasi intatti. In particolare, il modo in cui sono organizzate ora le cose in Prosoniq, ci permette di produrre cose migliori e in minor tempo di prima, tener traccia dei bug e di altre problematiche in modo trasparente, e di provvedere ad un eccellente supporto tecnico anche nel weekend (quando la maggior parte delle persone fa musica). In aggiunta a tutto questo, alcuni contratti di esclusiva firmati in passato e altri rapporti che eravamo costretti ad onorare, dal 2008 non sono più attivi, il che ci permetterà di far uscire delle cose nuove davvero incredibili nel corso del 2008. Non ne posso parlare prima che siano annunciate ufficialmente, ma se vi capiterà di visitare il nostro sito vedrete che il nostro catalogo cambierà in maniera sostanziale nel corso del 2008".

Bene Stephan, buone notizie allora!
Terremo d'occhio il sito Prosoniq, e speriamo di vedere dei nuovi prodotti creativi presto...

Vuoi un EQ? Paga quanto vuoi!


Il discusso modello paga-quanto-vuoi adottato nell'industria musicale da artisti come Jane Siberry, Radiohead, ecc. si sta estendendo all'industria del software. Una giovane software house, DDMF, ha iniziato cinque mesi ad adottare questo modello economico per i suoi due prodotti, gli equalizzatori LP10 ed IIEQ PRO (rispettivamente un mastering equalizer e un parametric tracking equalizer).
Abbiamo fatto qualche domanda al boss tuttofare di DDMF, Christian, riguardo ai suoi prodotti ed appunto a questo nuovo schema di prezzi.

Ciao Christian, come inizia l'avventura di DDMF? Hai modellato i tuoi EQ sulla base di qualche equalizzatore hardware particolare?

Dunque, la cosa è iniziata nel 2006 quando ero in mezzo a due lavori e con del tempo libero. Come ingegnere avevo acquisito una buona esperienza dal punto di vista della programmazione, e come musicista avevo una buona conoscenza di cosa stava accadendo nel mondo dei plug-in. Nel mio progetto di ricerca avevo usato l'analisi di Fourier un pò su tutti i tipi di segnali, e volevo vedere se era possibile realizzare un equalizzatore, basato su FFT, che suonasse bene. Questo è il modo in cui è nato LP10. Non e' stato modellato su un hardware particolare, anche se la sua risposta in frequenza segue esattamente quella dei moduli RLC su cui si basano gli equalizzatori hardware.
Avendo queste basi pronte, ho poi deciso di sviluppare IIEQ, e la cosa e' avvenuta in tempo relativamente breve. Al tempo ho pensato che LP10 fosse qualcosa di veramente speciale e che IIEQ fosse un prodotto più standard (nonostante offrisse comunque 10 bande parametriche)

So che in un primo momento i tuoi prodotti avevano uno schema prezzi tradizionale. Come e' avvenuto il cambiamento?

Si, vendevo LP10 a 40 euro e offrivo IIEQ come freeware. Ironicamente, quest'ultimo ha ricevuto molte più attenzioni (beh, era gratis dopo tutto!), e dopo un pò di mesi ho deciso di pubblicare a pagamento una versione migliorata dell'IIEQ, chiamata IIEQ PRO. E questa ha venduto certamente di più dell'LP10.
Ma in quel periodo non ero sicuro di quale fosse il giusto prezzo per i miei prodotti. Da una parte, ci sono concorrenti che si fanno pagare più di 200 dollari (e i cui prodotti possono essere riprodotti da entrambi i miei eq, con una accuratezza di -70dB e oltre, fra l'altro); dall'altra, da quanto ho potuto vedere il 90% del mercato è costituito da musicisti per hobby, che in tutta probabilità, non spenderanno mai tanto su un equalizzatore, ma piuttosto lo prenderanno su eMule o qualche sito di torrent russo (dove fra l'altro i miei prodotti sono apparsi sin dal primo giorno). Così, quando i Radiohead hanno intrapreso questa nuova via con il loro nuovo album, ho subito pensato che fosse un approccio interessante che si poteva adattare bene a DDMF. Avrebbe risolto il problema della pirateria, avrebbe permesso a tutti di acquistare un equalizzatore da me (e se anche per un dollare, è meglio che niente), e come mi sono accorto dopo, il tutto si è rivelato essere anche un valido strumento di marketing. Prima DDMF era solo uno sviluppatore fra tanti, ora e' consigliato nelle discussioni sui forum...

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Parliamo dei risultati. Come si comportano le persone rispetto a questo nuovo modello di commercio?

Dopo cinque mesi il prezzo medio è di circa 10 dollari, ed è buono. Voglio dire, gli utenti potrebbero cavarsela con 50 cents, ma decidono di pagare di più, a volte anche 50 dollari, semplicemente perche' sono contenti del prodotto. Dunque, a parte il fatto che il modello ha un maggiore successo dal punto di vista economico (non mi rende ricco, ma sono abbastanza certo di essere sopra la media degli sviluppatori VST), esso è anche molto più gratificante in quanto ho la sensazione che la gente apprezzi davvero quanto sto facendo.

Cosa ci dobbiamo aspettare da DDMF nei prossimi mesi?

Pubblicherò una nuova versione degli EQ, che permetterà un completo controllo delle manopole via mouse (è la richiesta numero uno dagli utenti). Probabilmente riprogetterà l'interfaccia grafica e aggiungerò altre caratteristiche, dunque sarà un aggiornamento importante. Proverò anche a sviluppare altri tipi di effetti come i compressori, ma al momento non ci sono piani precisi a riguardo.

EULA: si cambia?


Dal sito BBC: la National Consumer Council (NCC), una importante associazione che difende i diritti dei consumatori in Inghilterra, ha accusato 17 software house (fra cui Microsoft, Symantec, Adobe, etc.) di utilizzare degli EULA (end user licence agreements) non corretti e fondamentalmente penalizzanti nei confronti dell'utente finale.
Avete presente quel "papiro" di roba che vi si presenta quando installate un software chiedendovi di accettare o rifiutare? Ecco, quello e' l'EULA, l'accordo che accettate (spesso senza neanche leggere).
E' un bene che la questione venga portata all'attenzione in maniera così forte, e speriamo che sia il primo passo di una presa di coscienza molto più ampia.
Come rilevato dalla NCC e da molti osservatori, questi accordi sono sbilanciati (troppe responsabilità per l'utente finale, pochissime o nulle per l'altra parte), sono presentati in maniera molto discutibile (appunto la lunghezza, la terminologia, etc.), contengono spesso clausole vessatorie e di dubbia legalità.
Chiediamo troppo dicendo che e' ora che si cambi approccio?


Unusable EULAs su Usability Blog
The Anti-EULA su BoingBoing

Off-the-record: Antares


Dopo aver parlato di Harmony Engine, abbiamo fatto due chiacchiere semiserie con Marco Alpert di Antares.

Di cosa ti occupi esattamente in Antares?

Sono il VicePresidente dell'area Marketing. Sono il responsabile di tutte le attività di marketing e gestione del brand, e partecipo alle decisioni riguardanti le specifiche di prodotto e il design dell'interfaccia utente. Oltre a questo scrivo i manuali per gli utenti.

Quante persone lavorano in Antares ora, e quante agli inizi?

Quando sono entrato in Antares, nel 1998, ero uno dei tre impiegati a tempo pieno (incluso il Dr. Andy). Al tempo il lato vendita e distribuzione era gestito da una azienda esterna, che successivamente abbiamo inglobato.
Oggi Antares è costituita da un team principale di nove impiegati a cui si aggiunge una rete di persone di grande talento che lavorano con noi a contratto.

La vostra ultima realizzazione è Harmony Engine, uscito qualche mese fa. Ad una prima occhiata sembra condividere molte cose con i vostri software precedenti, da Auto-Tune ad Avox. E' corretto definirlo come una sorta di mix avanzato e modulare delle vostre precedenti scoperte in fatto di tecnologia vocale, oppure aggiunge qualcosa di completamente nuovo?

Beh, è vero che una buona parte della tecnologia di processamento del segnale condivide alcuni (ma solo alcuni) elementi con Auto-Tune ed Avox. Quello che crediamo sia nuovo è il modo in cui un musicista può interagire con la generazione di armonie. Il nostro scopo era intanto quello di offrire tutti i metodi tradizionali di programmazione delle armonie, e poi di aggiungerne degli altri che permettessero alle persone prive di una educazione formale di avvicinarsi al processo di generazione dell'armonia, da un punto di vista puramente musicale.

Gli harmonizer sono una bestia speciale, forse è per questo che non ne vediamo tanti sul mercato. Come mai esso rappresenta, per gli sviluppatori, una sorta di 'Santo Graal'?

Non lo definirei in questo modo, Auto-Tune è più considerato un 'Santo Graal'. Comunque è uno strumento che si può applicare a molti scopi in campo musicale. La ragione per cui non se ne vedono molti è semplicemente che sono ardui da realizzare (bene).

Trovo che Harmony Engine sia un potente strumento creativo. Preferisco definirlo in questo modo (come forse Brian Eno definirebbe il suo Digitech Vocalist Studio), piuttosto che uno strumento realmente realistico. Che ne pensi?

Sono felice che qualcuno affermi che un nostro prodotto sia un potente strumento creativo. Se ti aiuta a fare la musica che vuoi fare, è servito al suo scopo.
Per quanto riguarda il realismo di Harmony Engine, certo, se fai un pitch shift e isoli le singoli voci armonizzate, è ovvio che non stai ascoltando il vero cantante che fa quelle parti. E naturalmente per quegli usi creativi di cui parlavamo, non è una questione di realismo.
Comunque, la nostra esperienza ci dice che se usato in maniera competente nel contesto di un intero mix, Harmony Engine riesce ad offrire dei backup vocals piuttosto convincenti.

Nel testare Harmony Engine immagino lo abbiate provato anche su altri strumenti, oltre alla voce. Qualche risultato interessante o sorprendente da segnalare?

Onestamente praticamente tutto il test è stato condotto sulla voce umana. Comunque, durante la fase di beta testing, uno dei nostri collaboratori ci ha inviato un pezzo che aveva fatto usando Harmony Engine su un flauto, ed era meraviglioso.

So che sei l'autore del manuale di Harmony Engine, e penso tu abbia fatto un gran lavoro. Scrivere un buon manuale però sembra non sia una priorità per altri produttori. Forse è dovuto al fatto che si pensa che li leggano in pochi?

Non posso parlare per gli altri, ma mi chiedo se il fatto che le persone leggano (o meno) i manuali non sia una situazione tipo "prima l'uovo o la gallina". Forse se il manuale tipico non intimidisse, o non annoiasse, più persone li leggerebbero. Se hai uno strumento con un sacco di potenzialità, fai ovviamente del tuo meglio dal punto di vista dell'interfaccia utente per far capire alle persone come funziona il prodotto. Ma ci saranno sempre delle piccole cose che si possono scoprire solo attraverso la lettura del manuale. Il mio obiettivo è quello di scrivere un manuale che dia delle informazioni in modo chiaro, e che sia allo stesso tempo abbastanza godibile per far sì che qualcuno lo legga davvero. Alla fine aiuta l'utente ad ottenere il massimo dai nostri prodotti, e incidentalmente, tende a ridurre il numero di clienti frustrati che chiamano il nostro supporto tecnico.


Auto-Tune ha compiuto dieci anni. Vi aspettavate che divenisse il plug-in più venduto appunto degli ultimi dieci anni?


Beh, diciamo che eravamo cautamente ottimisti sul fatto che sarebbe stato un successo.

Avete festeggiato il suo decimo compleanno?

Certo, lo abbiamo portato allo zoo, gli abbiamo comprato tutto il gelato e tutte le caramello che voleva. Si e' divertito un sacco!

Ho letto che l'algoritmo usato in Auto-Tune fu sviluppato dal Dr. Andy Hildebrand mentre lavorava come geofisico, per analizzare i dati sismici nella ricerca del petrolio sotto la superficie terrestre (?!?). Come si è evoluto tutto questo nel prodotto che conosciamo?

Molto semplicemente, l'esplorazione geofisica è strettamente legata all'analisisi ed al processamento delle onde sonore. La più grande differenza fra la geofisica e la musica è che le onde tendono a essere di frequenze radicalmente differenti. Di conseguenza, una buona parte della tecnologia di processamento del segnale che il Dr. Andy Hildebrand ha sviluppato per l'analisi geofisica è allo stesso modo applicabile in campo musicale.

Antares è essenzialmente un'azienda di software. Il vostro ultimo prodotto hardware, AVP, è uscito nel 2002 (ed è ancora in vendita, fra l'altro). Vedremo altro hardware Antares in futuro?

Probabilmente non marchiato Antares. Comunque nel corso di questi anni abbiamo partecipato a varie partnership con altre aziende, e siamo sempre aperti a fare accordi per l'uso di nostre tecnologie con altri produttori di hardware. Dunque non è da escludere che questo possa succedere.

Come vedi Antares fra 10 anni? Sarete magari impegnati a far cantare degli androidi in perfetta armonia?

Dieci anni? Cavolo! Non sono neanche sicuro di quello che farò domani. Ma speriamo che, qualsiasi cosa faremo fra dieci anni, essa includerà ancora il realizzare degli strumenti potenti, cool e divertenti da usare per creare musica.

Riguardo la pirateria: come influenza la vostra relazione con la clientela, e cosa ne pensi della questione BanPiracy?

Questo meriterebbe una discussione a parte. Ma ovviamente, la nostra capacità nel continuare a produrre strumenti come Auto-Tune e Harmony Engine è legata al fatto che le persone siano disposte a pagare per essi, così come (speriamo) farebbero per qualsiasi altro strumento creativo che utilizzano. Questo è ciò che facciamo per vivere, e come tutti dobbiamo guadagnare del denaro per l'affitto, per mangiare, etc. Ti posso assicurare che se volessimo diventare ricchi imprenditori, non faremmo parte del music business. Facciamo tutto questo perché amiamo la musica, e siamo felici di guadagnarci da vivere realizzando degli strumenti che aiutano le persone a fare musica. Purtroppo c'è un certo numero di persone che per svariati motivi pensa di dover rubare quello che noi produciamo, il che ci porta a prendere delle contromisure per proteggerci da quel furto. Il nostro obiettivo è quello di assicurarci che quelle misure abbiano il minor effetto possibile sui nostri leali clienti.

Oh, come potevo dimenticarmi di questo? Dopo tanti anni siamo ancora pieni di dubbi circa JFK, Lennon, Marylin, etc.? Una volta per tutte, potremmo almeno sapere se sul famigerato pezzo di Cher fu usato Auto-Tune o qualcos'altro?

Fu Auto-Tune. Usato da un secondo tecnico del suono sul prato rialzato, subito fuori lo studio (questa frase contiene un gioco di parole/riferimento ironico alla celebre teoria del complotto sull'omicidio Kennedy definita appunto "grassy knoll", nella quale si sostiene che vi fu una seconda persona a sparare, e che egli si trovasse sul prato rialzato vicino alla strada - ndr).

Oink: fatti, falsità, aggiornamenti


Non stupisce che il caso che sta tenendo banco nell'interweb, in Italia sia praticamente ancora ignorato. Di sicuro vedremo nei prossimi giorni qualche servizio scandalistico di quelli che Rai2 sa fare benissimo e la maggior parte degli spettatori rimarrà disinformata, come al solito.
Stiamo parlando dell'improvvisa chiusura/sequestro del sito di torrent, Oink, per via di un'operazione congiunta della polizia inglese e olandese. L'intervento è stato "suggerito" dalle associazioni discografiche dei due paesi, IFPI e BPI.
L'operazione, chiamata 'Operation Ark Royal', ha portato anche all'arresto del titolare del sito.



Oink? Si tratta(va) di uno dei più celebri, rispettati e desiderati siti/community privati di carattere (prevalentemente) musicale.
Il sito esisteva da alcuni anni, e doveva la sua fama essenzialmente a questi fattori:

- l'ampiezza, la qualità (sia da un punto di vista artistico che da quello strettamente tecnico, vedi formati lossless e bitrate) del materiale condiviso dai membri: insomma non era proprio il posto per trovare Britney Spears quanto piuttosto quell'introvabile disco di krautrock che non avevate mai beccato in un negozio...

- la rigorosità nelle conduzione: Oink era amato e odiato allo stesso tempo, per via delle regole stringenti. Nessun upload sotto i 192 kbps, nessun bootleg, nessun upload di qualità e provenienza dubbia, ratio (il rapporto fra il materiale condiviso e scaricato), etc. Insomma roba da audiofili e veri appassionati, più che da "scaricatori di porto"...

- difficile accesso, solo ad inviti

Questi punti sono importanti in quanto, leggendo il report fatto dai media tradizionali (in primis quello su BBC), ci rendiamo conto di essere di fronte ad una distorsione pesantissima dei fatti e di una pericolosa ed inutile spettacolarizzazione.
Innanzitutto è da notare come si sia trattata di un'operazione di puro "terrore giornalistico": sono state mandate le telecamere a riprendere l'ingresso in casa del proprietario del sito (un 24enne di Middlesbrough, Inghilterra) da parte della polizia, ed il conseguente arresto. Tutto programmato come in una perfetta reality fiction...

Ecco poi le distorsioni/falsità contenute nell'articolo:

- ingresso a pagamento: falso, anzi la prima cosa che era scritta all'ingresso del sito era proprio un invito ai membri a non vendere i propri eventuali inviti, pena dismissione dell'account. In genere gli inviti venivano ceduti gratuitamente ad amici o persone conosciute tramite web.

- arricchimento personale del gestore: sul sito, come in mille altri era solo presente un bottono per eventuali donazioni volontarie. Chi conosce come funzionano queste cose sa che i costi del mantenimento dei server e della banda sono alti, e al massimo si riesce a farvi fronte a fatica, non certo a guadagnarci

- la presenza di pre-release sul sito: innanzitutto queste fughe di dischi sono evidentemente opera delle stesse case discografiche (volontariamente, per pubblicità gratuita e viral marketing, o involontariamente causa dipendenti disonesti), e poi su Oink si faceva molta attenzione sulla cosa, vedi quanto detto sopra. Certo, qualcosa capitava ma niente di cosi' quantitativamente significativo o caratterizzante come suggerisce la press release ufficiale e gli articoli di BBC.

Altro punto di dubbia legalità: l'home page del sito Oink e' stata alterata per mostrare un messaggio sempre a carattere "terrostico", ad opera delle due associazioni discografiche. Il messaggio recitava, in sostanza, il sito e' stato chiuso e ora stiamo per venire a prendere voi membri. Il fatto che, non la polizia, ma le due associazioni discografiche abbiano potuto appropriarsi di uno spazio di proprietà altrui è quantomeno discutibile.

Insomma, se avete visto "V for Vendetta" potete farvi un'idea dell'approccio dei media ufficiali in questo caso...

Torniamo ai fatti, ed agli aggiornamenti: ieri il ragazzo è stato rilasciato, senza cauzione, in attesa dunque di giudizio. Il processo dovrebbe partire dal 26 dicembre, ma probabilmente sarà spostato più avanti. Le accuse ufficiali riguardano, dalle testuali parole del ragazzo: "conspiracy to defraud and copyright infringements". Nella sua casa sono stati prelevati diversi oggetti e materiale tecnologico, fra cui una console Xbox (???). Pare gli sia stata lasciata però la Nintendo Wii (?!?!?!?).
Fra l'altro oltre al ragazzo, nel giorno del raid era stato anche prelevato dal lavoro il padre. Non risulta però che egli sia stato arrestato.

Nel frattempo, a partire dalle tarde ore del 23 ottobre, si è iniziata ad attivare la risposta del mondo della rete. La diffusione della notizia e dei relativi commenti è stata vertiginosa e rapidissima, a confermare se mai ce ne fosse bisogno, la forza degli strumenti del web 2.0 rispetto alla comunicazione tradizionale.
Come c'era da attendersi, le prime reazioni sono state da una parte di terrore e dall'altra di fortissima critica nei confronti della metodologia adottata e del racconto dei media ufficiali.
Nel giro di poche ore sono nati dei siti "memorial", le chat si sono popolate ed in generale tutto lascia presagire che questo potrà essere un caso fra i più importanti nella dibattutissima questione "media digitali, diritti e mercato".

Nota: l'articolo è stato reso possibile dal contributo di un informatore verificato, che preferisce rimanere anonimo.

 

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AudioNewsRoom è, dal 2007, un magazine di tecnologie musicali, con recensioni, interviste ed interviste esclusive.
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