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Sviluppo Italia: Keymap 1.5 e Breverb


In questi giorni gli sviluppatori italiani fanno due colpi interessanti: prima Redmatica aggiorna il suo Keymap alla versione 1.5, che fra le altre cose si integra direttamente con il neonato Logic 8. Se non lo conoscete già, Keymap è praticamente il miglior editor per strumenti campionati. Con la versione 1.5 si migliora ulteriormente quello che era giù un piccolo grande capolavoro, e la diretta integrazione con Logic è la ciliegina sulla torta. L'update è gratuito per gli utenti di Keymap 1! Consigliata la visione dei video...
Oggi invece la Overloud (curioso, sempre terre emiliane, che sia questa la nuova frontiera tecnologica della penisola?), ha presentato BREVERB. Le promesse sono impegnative: si parla di un riverbero software che trae la sua ispirazione da storici modelli hardware, e che si proprone come la soluzione "definitiva" per le produzioni basate su DAW.
Accurata modellazione, 4 algoritmi, Hall, Room, Plate and Inverse, interfaccia che richiama l'esperienza visiva/tattile degli outboard, e un peso non elevato sulla CPU.
Insomma, finalmente anche i più snob potranno mettere a riposo i cari vecchi Lexicon? La sfida è lanciata, speriamo di poterci mettere le mani presto. C'è anche un demo che dura 14 giorni.
Tutti i principali formati nativi sono supportati: RTAS, Audio Unit, VST per Mac (Universal) e PC.
Prezzo: 299€
Sistema di autorizzazione: iLok

P.s: nelle prossime settimane speriamo di ospitare gli sviluppatori in modo da fare un pò il punto su questi prodotti, e magari allargare lo sguardo a cosa vuol dire sviluppare software audio in Italia.

Native Instruments e le vittime del software

Dalla fabbrica Native Instruments arriva l'attesa raffica di notizie: Kontakt 3, Komplete 5, e varie altre K sparse qui e là.
Ma la vera notizia è che le vittime del mondo del software iniziano a farsi sempre più numerose: scompaiono i cari Spektral Delay e Vokator. Niente più vendite né update. Che mondo crudele, pregate per loro...

Logic 8: cosa cambia e cosa no

Da un'occhiata veloce ai manuali di Logic Pro 8, proviamo a fare una rapida lista per vedere cosa c'e' di nuovo, cosa cambia, e cosa rimane sostanzialmente inalterato. Per ora lasciamo da parte il resto del pacchetto Studio, e ci concentriamo appunto su Logic.

Novità
In generale si può dire che Logic 8 è il suo nuovo layout: su questo punto si sono concentrati i maggiori sforzi dei progettisti e dei programmatori. Logic è ora, a tutti gli effetti, un programma Apple, e fra l'altro appare finalmente degno del suo nome, che a molti detrattori sembrava quasi un paradosso (vista, a loro dire, la sua "non logicità"). E poi...

  • Media Browser: nella monofinestra che caratterizza Logic 8 c'è anche una sorta di mini finder dedicato appunto ai file audio e video che ci possono servire

  • Multitake/comping: registrare varie take, raggrupparle, selezionarne le parti migliori e compilarle insieme diventa estremamente facile e veloce

  • Selezione dei transienti: la selezione Snap-to-transient rende più rapidi gli editing di batterie/percussioni e in genere di tutte le forme d'onda con transienti/accenti ben definiti.

  • Niente più dongle, un numero seriale e via: ottimo, soprattutto per chi lavora su più di un computer

  • Meglio dirlo subito, non ci sono nuovi strumenti virtuali, ma qualcosa di nuovo (già anticipato in realtà in SoundTrack Pro 2) compare fra gli effetti: un Delay Designer, molto flessibile, un nuovo compressore. Poco? Può darsi, ma bisogna tener conto che Logic Pro 7 rappresentava già una ricca offerta omnicomprensiva. E poi forse si è preso coscienza del fatto che moltissimi utenti tendono in ogni caso a snobbare i plug "della casa" per affidarsi a soluzioni di terze parti, che possono contare su risorse e professionalità più focalizzate

Cambiamenti/aggiustamenti
  • Compensazione della latenza: in realtà, purtroppo le modifiche sono nell'implementazione e non nella sostanza. Alle preferenze già presenti nella versione 7 si aggiunge un bottone (presente nell'Arrange window) che permette di attivare il Low Latency Mode. Questo bottone, se attivato, si lega ad un parametro modificabile nelle preferenze, una sorta di soglia massima di latenza. Qualora un plug-in attivo dovesse avere un valore di latenza superiore, Logic bypasserà il/i plug-in in questione (fino alla disattivazione del Low Latency Mode). Questa funzionalità è sicuramente comoda, ma in generale ci si aspettavano passi in avanti più decisi su questo argomento, soprattutto considerando il tempo trascorso

  • Nodi (o Nodes): oltre ai plug-in di Logic, è ora possibile utilizzare in questa modalità di network anche gli effetti di terze parti. Attenzione, solo gli effetti, non gli strumenti virtuali. Ovviamente bisogna avere autorizzato il/i plug-in su entrambi i computer.

  • Gestione tracce/aux/routing: operazioni concettualmente basiche che però richiedevano diversi step, sono state finalmente ripensate. Si possono creare gli aux supplementari al volo, giusto per dirne una. Era ora!

  • Alcuni plug-in come Ultrabeat, Sculpture, EXS24, ES2, Space Designer, ricevono delle piccole ma talvolta importanti modifiche (per es. in Ultrabeat è possibile ora automatizzare i singoli step, l'editor dell'EXS24 pare migliorato ma se avete Keymap siete già ad un livello superiore, etc.)

  • Il prezzo: ca**o, dimezzato rispetto a quello di Logic Pro 7 e con tutta una serie di addendum interessanti (vedi Mainstage, di cui parleremo a parte).

  • Arriva il pieno supporto dei computer dotati di 8 core, e scompaiono quei problemi legati alla presenza di più di 2 GB di Ram. Anche su questo possiamo dire: era ora!

  • Audio editing: chi è abituato a ProTools sarà contento, si può lavorare ora direttamente nella finestra di Arrange, sino al livello del singolo sample.

Per i fan hardcore

Niente paura, nonostante alcune fosche previsioni non sono spariti gli ultra-classici...
  • Environment
  • Screenset (che ora si possono anche nominare)

Tanto prima o poi qualcuno lo chiede
  • Si, è possibile importare le song della versione 7, ma a quanto pare non si può fare il contrario

  • No, l'eventuale presenza di Logic 7 sul computer non disturba l'installazione di Logic 8. La vecchia applicazione non viene sovrascritta e può essere utilizzata tranquillamente (non buttate la chiavetta, se volete usare la versione 7!)

  • Troppo presto per dirlo, quali plug-in siano da subito compatibili con Logic 8 e quali meno. Dalle dichiarazioni di alcune software house, pare che ci possano essere problemi con le versioni multi-out di alcuni strumenti virtuali. Le versioni stereo invece dovrebbero funzionare senza problemi. Insomma, quel disco che state registrando da anni continuate a farlo con la versione vecchia, il saggio consiglia prudenza!

  • Il G4? Uhm, io non mi affiderei troppo al requisito minimo se non per lavori basici. Meglio risparmiare, o se pienotto, spaccare il salvadanaio...
P.s: questo articolo è un work in progress, e se qualcuno volesse contribuire è il benvenuto. Fra le altre cose, potete leggere alcune note tecniche di Apple riguardanti le soluzioni per alcuni possibili problemi in Logic in quest'altro articolo...

Logic 8 o meglio Logic Studio


Ci siamo. Apple ha rilasciato la nuova versione di Logic, Logic Pro 8, o meglio Logic Studio (per allinearsi alla linea dei prodotti video).
Ad una prima occhiata: l'interfaccia è rivoluzionata (si va verso la finestra singola), non si usa più la chiavetta per autorizzarlo (sempre per adeguarsi agli altri programmi professionali Apple, la chiavetta era un retaggio Emagic), il prezzo è assolutamente accattivante (per la versione completa 499$/479 €, mentre per l'upgrade sono 199$/€), si rafforzano le caratteristiche legate alla produzione video (surround, etc.)
Ci sono altri elementi importanti, alcuni lungamente attesi, come il "sample accurate editing directly in the Arrange window" (ah, quanti thread e quante parole sono stati spese sull'argomento!).
Ma la parola Logic Studio non è casuale. E' un vero e proprio pacchetto che include altri software quali Soundtrack Pro 2, MainStage (dedicato a facilitare la vita in occasione delle performance dal vivo) e una pletora di cosiddetti Studio Instruments (in pratica 40 plug-in fra strumenti ed effetti, fra cui versioni rinnovate di Ultrabeat, Sculpture, ES2 e EXS24, etc.), Waveburner, Compressor 3 (tratto anche questo dalla suite video).
E come quelli che vi vendono le pentole e i materassi, se non siete ancora convinti, vi mettiamo dentro anche una Studio Sound Library, tratta dalle librerie JamPack gia' edite, da quella presente in Final Cut Studio 2. Insomma Apple Loops, strumenti ed effetti a volontà.
Ora iniziate a pensarci, noi tiriamo il fiato e vi ripromettiamo riflessioni più a mente fredda (e più leggibili!).

P.s: trovate qui una sorta di schema (in progress) dedicato a novità, mutamenti, del nuovo Logic 8

TENORI-ON esiste


Un paio di giorni fa a Londra è finalmente avvenuto il lancio ufficiale del TENORI-ON, come avevamo già anticipato tempo fa.
Abbiamo dunque un pò di notizie e dettagli tecnici che aiutano a chiarire il quadro sulla nuova creatura di Toshio Iwai e Yamaha.

TENORI-ON è essenzialmente un innovativo controller/sequencer che ruota intorno al concetto di performance. La parola stessa indica uno strumento musicale che si tiene in mano, ed in quanto tale l'oggetto è in grado di funzionare in maniera indipendente: funziona a batterie, è dotato di modulo sonoro (253 suoni), ha uno speaker, dunque tutto quello che serve per comporre anche "svaccati" sul divano (ovviamente si può attaccare a corrente ed ha una uscita audio!).
Parlavamo di performance, e non a caso il retro dell'unità permette allo spettatore di vedere cosa sta facendo effettivamente il musicista (se siete fra quelli che sospettano che a volte i laptop musicians controllino la posta onstage sarete soddisfatti!). Ci sono diverse modalità di funzionamento, dunque diverse possibilità di uso dello strumento: dal "classico" score mode al draw mode (letteralmente tale, l'unità suona quello che ci si disegna sopra con le mani), dal bounce mode (vedi alla voce Pong) al solo mode, etc.
Il tutto è intrecciato all'uso di layer, dunque livelli sonori, e forse pensare a Photoshop in un certo senso aiuta.

Per sgombrare il campo da alcuni dubbi: TENORI-ON NON è un sintetizzatore e NON è un sampler. Come detto dispone di un modulo sonoro, ma permette (via slot) anche di inserire una card contenente i propri samples. Yamaha rilascerà infatti anche un software di management (Windows/Mac) adatto a questa funzionalità. Bisogna comunque tenere presente che al momento si possono caricare solo samples di un secondo circa di lunghezza.
Il prezzo è la nota dolente: è quasi certa la cifra di 599 sterline, dunque circa 1000 euro. La distribuzione avverrà almeno inizialmente solo nel Regno Unito, si tratta infatti di una sorta di marketing test.
Yamaha per ora ha smentito possibili futuri ribassi (si, si, lo sappiamo, il solito trucchetto!), ma se, come speriamo, TENORI-ON passerà prima o poi ad una produzione di massa, non si potrà non ridurre quella cifra.

Detto questo, ecco le principali specifiche tecniche, estratte dal sito Yamaha (dove è anche possibile scaricare il manuale e guardare una serie di video che illustrano le varie modalità di funzionamento):

Sequencer
  • Tempo di gate: 10 - 9990ms
  • Ottave: -5 / +5
  • Tempo (BPM): 40 - 240
  • Scale : 9 tipi
  • Transpose: -7 / +8
  • Modalità di performance: Score, Random, Draw, Bounce, Push, Solo
  • Altre funzioni: orologio, risparmio energia, performance sincronizzata con due TENORI-ON, registrazione, riproduzione

Modulo sonoro
  • Tipo: AWM2
  • Polifonia massima: 32 note
  • Presets: 253 (239 + 14 drum kit)
  • Effetti: 2 processori
  • Riverbero: 10 tipi
  • Chorus : 5 tipi
  • Sampling: 3 voci (lunghezza massima di 0,97 secondi, fino a 16 samples per voce usando il software TENORI-ON User Voice Manager, fornito con lo strumento)

Controller & Display
  • Tasti funzione : 10 (L1-L5, R1-R5)
  • Jog Dial
  • Display: 122 x 32 punti LCD
  • Suono: Stereo Speaker 1-Watt di potenza

Connessioni:
  • Line Out/Cuffie: Stereo minijack x 1
  • MIDI: MIDI Out, per controllare altri strumenti, MIDI In per performance sincronizzate fra due Tenori-on
  • Card Slot: SD Memory Card compatibile

Alimentazione
  • 6 ‘AA’ batterie alkaline : (permettono una durata di circa 5 ore)
  • Trasformatore PA-3C, PA-130 (fornito)

Dimensioni: 205 x 205 x 32mm

Peso: circa 650 gr. (senza batterie)




Il nostro primo mini-test sul TENORI-ON
Un'intervista su fra TENORI-ON e monome
Un breve articolo su Bezerker

Xynergy: ogni cosa è illuminata

Fairlight, il brand australiano che dagli anni settanta se ne inventa sempre una più del diavolo, si appresta a lanciare Xynergy, la prima superficie di controllo computerizzata dotata di tastiera "viva" e "intelligente".
In pratica la tastiera è costituita da tanti microdisplay che sono in grado di mostrare cose diverse (icone animate, immagini, scritte) a seconda delle necessità dell'utente, tramite semplice keyswitch. In realtà in questi ultimi anni si era già intravisto un prototipo del genere, sul sito del designer russo Artemy Lebedev (l'oggetto risulta non ancora in vendita), e sarebbe divertente sapere chi si è accaparrato prima il brevetto.
Xynergy, in ogni caso, non è solo una tastiera intelligente, ma una completa e compatta soluzione desktop: offre infatti un grande display centrale ad alta risoluzione, otto rotary controller, una jog wheel, e vari altri soft keys.


Il prezzo non è ancora stato comunicato, ma come nella media Fairlight sarà probabilmente al di fuori della portata dei comuni mortali.
L'unica speranza è farsi assumere in un danaroso studio di post-produzione e poi convincere i proprietari che no, proprio non possono fare a meno di Xynergy, se vogliono davvero impressionare i potenziali nuovi clienti!

Off-the-record: Soniccharge


Questa volta il nostro ospite è Magnus Lidström, la mente che sta dietro al synth Malström (inserito in Reason 2) e al nostro amato µTonic (o MicroTonic), pubblicato dal suo marchio personale, Sonic Charge. Magnus ci risponde dal cuore di una foresta svedese, dove sta meditando sul suo prossimo software...


Ti rende più orgoglioso o più annoiato il fatto che, quando si parla di te la prima cosa che salta fuori è: "ah, si, il tipo che ha lavorato sul quel synth per Reason 2..." ?

Se ci sono delle cose che si dicono di me ne sono naturalmente orgoglioso (beh, almeno se sono positive!). Certo, vuoi sempre migliorare rispetto a quanto fatto in precedenza, e onestamente sono sempre nervoso riguardo le mie nuove uscite. Piuttosto butterei dalla finestra i prodotti di cui non mi sento sicuro al 100%, anziche' pubblicarli giusto per sfruttare la mia reputazione. Dunque la risposta alla tua domanda è in un certo senso, un pò entrambe le cose. Probabilmente mi scoccerebbe se Malström si rivelasse l'unica cosa che la gente ricordasse di me, ma allo stesso tempo già l'essere ricordato è di per se sufficiente.

Perchè hai creato il tuo marchio SonicCharge per pubblicare Microtonic? Nessun altro voleva farlo in quel momento?

No, non si tratta di questo. L'idea era di vedere se era possibile creare e vendere software completamente in proprio, attraverso l'uso esclusivo della distribuzione via internet. La mia intenzione originaria era quella di creare tanti piccoli plug-in, e una drum-machine sarebbe stata un ottimo modo per catturare l'attenzione verso il sito. Dopo aver dedicato diversi mesi allo sviluppo di MicroTonic, ho fatto una completa inversione di marcia e ho deciso invece di focalizzare la mia attenzione nella realizzazione di un unico ed efficace prodotto.

Abbiamo già parlato in questo sito di MicroTonic, e come tanti altri pensiamo sia un piccolo gioiello. Che ne pensi tu, a qualche anno dalla sua creazione? E che ci dici del suo futuro?

Sono sinceramente sorpreso di quanto bene abbia resistito al passare del tempo. Quando l'ho pubblicato, nel 2003, pensavo che l'arco di vita di un plug-in non potesse superare i due anni. Ora MicroTonic è nel suo quarto anno di vita e continua a vendere meglio che mai (ma ovviamente io ho anche pubblicato alcuni aggiornamenti nel frattempo). Personalmente continuo a utilizzarlo molto, per qualche motivo non mi ha ancora stancato. Credo continuerò ad utilizzarlo ancora a lungo.

Come è venuta fuori l'idea del TinTonic? E' così, brillantemente, "nordic design"! Forse sarebbe il caso di venderla in tutto il mondo attraverso Ikea...

Ah ah, beh, devo dare tutto il credito in questo caso a Wolfgang Merkle di Bitplant. Evidentemente ci vuole un tedesco per creare qualcosa di cosi' tipicamente svedese, ah ah! In particolare, io non avrei mai avuto l'idea di mettere la memoria USB dentro un contenitore metallico. Quello e' un colpo di genio!

Parlando di drum machines basate su pattern, in generale sono piuttosto sorpreso che l'idea di base che sta dietro a questi oggetti non sia cambiata molto nel corso degli anni. Per esempio mi piacerebbe se fossero piu' flessibili e magari adattabili a tipologie di musiche meno rigide e lineari, rispetto a quanto di solito accade. Chiedo troppo?

No, ma forse più di quanto la gente si aspetterebbe. Quando ho progettato MicroTonic, volevo rimanere fedele al concetto originario di drum machine pattern based dei tardi anni '70/primi '80. La mancanza di flessibilità e la loro "rigidita'" erano dovute a limitazioni tecniche, ma alla fine hanno fatto si che la musica prodotta con questi strumenti suonasse diversa (pensa per esempio alla musica dance europea). L'unica innovazione che mi sono concesso dal punto di vista del pattern programming è stata quella di aggiungere i bottoni per il "fill".

Qual è la cosa più difficile nel tuo lavoro? Venir fuori con nuove idee, gli hacker, i bug o cos'altro?

Le idee nascono sugli alberi; sono le visioni e le capacità tecniche ad essere importanti. C'è quella frase "non è quello che fai, ma come lo fai", ecco, non potrei essere più d'accordo. A volte però, il mio stesso perfezionismo diventa il mio peggior nemico. Sapere quando fermarsi e dire "ok, andrà bene" è molto difficile soprattutto quando lavori da solo. Una delle più grandi complicazioni è costituita dal mantenere la completa compatibilità con tutti i vari sistemi operativi e i vari host. Almeno la metà del mio tempo di sviluppo se ne va proprio nella fase di test. La cosa positiva che ne deriva è che mi sbarazzo della maggior parte dei bug in una fase iniziale del processo di sviluppo, lasciandone pochi per le fasi beta e, almeno fino ad ora, praticamente nessuno nel software, una volta pubblicato.

Quando suoni quali sono gli strumenti e effetti di cui non puoi fare a meno, oltre naturalmente ai tuoi?

Sono sempre stato un minimalista per quanto riguarda l'arsenale che uso per il mio "caos musicale". Mi piace esplorare in profondità le possibilità di un set limitato di strumenti, piuttosto che esplorarne tanti in superficie. Per quanto riguarda i sintetizzatori, mi piace usare z3ta di rgc:audio, ABL di Audiorealism e i synth della Korg Legacy. Fra i miei effetti favoriti ci sono quelli di CamelAudio e Glitch di dblue

Artisti o generi musicali preferiti?

Temo di essere piuttosto prevedibile in quanto a gusti musicali. Mi piace la musica che spinge leggermente un pò più in là i confini del genere, senza farlo in maniera eccessiva. La buona musica è un pò come il buon software, ci devono essere degli elementi riconoscibili, come per esempio barre di scorrimento e menu, e in musica hai il classico 4/4 e certe progressioni di accordi. Ma ci deve essere anche un pò di innovazione, altrimenti non c'è unicità. E se una cosa non è unica, non c'è arte, e quando non è arte allora si tratta di mainstream, e a me non piace il mainstream. Ma non ancora risposto alla tua domanda. E' dura scegliere qualche nome, e allora metto iTunes in modalità Shuffle ti dico i primi dieci artisti estratti a sorte. Ecco qui: Legendary Pink Dots, Chicks On Speed, Aphex Twin, Morcheeba, Vangelis, Front 242, Sophie Rimheden, Boards of Canada, Peter Gabriel, Groove Armada. Piuttosto prevedibile, vero?

Il tuo lavoro più recente è la collaborazione su Addictive Drums, di XLN Audio. Quali sono i suoi punti di forza, rispetto ai più celebri concorrenti?

Addictive Drums è un pò come riuscire a infilare tanti muscoli sotto un abito di piccola taglia. Con le sue funzioni di mixer interno e i veloci tempi di caricamento puoi facilmente provare 20 diversi stili di produzione ritmica. Lars e Niklas (che hanno avuto l'idea quattro o cinque anni fa) sono musicisti professionisti e tecnici del suono, e penso che questo venga fuori nel prodotto finale. Suona bene, risponde in maniera rapida ed ha anche un bell'aspetto.

Hai mai pensato di implementare le tue idee in chiave hardware? E cosa ne pensi di queste nuove interfacce come gli schermi multitouch, etc.?

Un giorno mi piacerebbe darmi all'hardware. C'e' qualcosa di magico nel girare una vera manopola rispetto all'usare un mouse. Una cosa che proprio non mi piace del software, è il modo in cui velocemente si "decompone" se non è tenuto aggiornato dal produttore. Se lasci passare qualche anno senza aggiornamenti rischi di non riuscire più ad usarlo sul tuo nuovo computer con il nuovo sistema operativo. In questo modo il software perde valore piuttosto rapidamente, al contrario di quanto accade all'hardware, che se tenuto in buone condizioni può durare per decenni, e addirittura aumentare di valore. Circa le future tecnologie di interfaccia sono veramente intrigato da quelle interfacce multitouch di cui parli. Mentre le tastiere da computer (cosi come quelle midi e i controller midi con le manopole) sono destinate a restare, mi libererei volentieri del mouse anche domani!

Tornando a MicroTonic e in particolare alle faq del tuo sito (se non le avete mai lette, dovete assolutamente farlo!), sei poi riuscito a creare una "comprensibile interfaccia" per quel tuo algoritmo di voce robotica?

No. Ma la gente ama quella voce robotica. Io l'avevo messa per ricordare agli utenti della versione demo di comprare il software, ma alcuni mi hanno addirittura scritto esprimendo la loro delusione nell'aver visto sparire quel tizio e la sua voce dopo aver acquistato e registrato il software. E ho ascoltato almeno tre pezzi dove compaiono samples di quella voce, dunque penso sia ora di tirarne fuori un prodotto, ah ah...

Quale pensi che sia la relazione fra ambiente e lo sviluppo di nuovo software? So che stai passando del tempo in una foresta sperduta, e suppongo piuttosto disabitata, lissù in Svezia, e sono molto curioso delle tue prossime cose...

E' divertente il fatto che tu me lo chieda, perche' il mio prossimo prodotto targato Sonic Charge sarà qualcosa che ha più di un legame con l'ambiente. So che sei molto curioso e mi piacerebbe darti un pò di dettagli, ma per esperienza so che rivelare dei segreti su prodotti non ancora pubblicati rischia soltanto di mettermi in un angolo e limitare la mia libertà. Posso dirti solo che non hai mai visto un'interfaccia come quella prima d'ora, e che il modo in cui crei ed esplori i suoni sarà qualcosa di innovativo... qualcosa di organico.

 

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